Macchine da gelato, cosa cambia dopo la fine della deroga europea sugli F-gas

Dal 1° luglio 2026 è terminata la deroga UE sugli F-gas per alcune macchine da gelato: cosa cambia per acquisto e assistenza

10 Sett 2026 - 14:09
Macchine da gelato, cosa cambia dopo la fine della deroga europea sugli F-gas

NOTIZIE HORECA - Per una parte delle macchine utilizzate nelle gelaterie professionali il 1° luglio 2026 ha segnato un passaggio importante. Il giorno precedente è infatti terminata la deroga concessa dall’Unione europea per consentire ancora l’immissione sul mercato di alcune apparecchiature contenenti gas fluorurati con un elevato potenziale di riscaldamento globale.

Fra le attrezzature interessate ci sono anche le gelatiere per gelato artigianale con una capacità di raffreddamento superiore a 2 kW. Per chi possiede già una macchina non significa doverla sostituire. Per chi deve acquistarne una nuova, invece, conoscere il refrigerante utilizzato diventa un elemento da non trascurare.

Una deroga durata 18 mesi

Il punto di partenza è il Regolamento UE 2024/573 sui gas fluorurati a effetto serra, i cosiddetti F-gas. Dal 1° gennaio 2025 la norma vieta l’immissione sul mercato di determinate apparecchiature autonome di refrigerazione contenenti gas fluorurati con un GWP pari o superiore a 150, salvo specifiche esigenze di sicurezza.

Il GWP, Global Warming Potential, indica quanto un gas può contribuire al riscaldamento globale. Più alto è il valore, maggiore è il suo impatto.

L’entrata in vigore della nuova regola aveva però creato difficoltà a una parte dell’industria. Francia e Italia chiesero alla Commissione europea più tempo per completare la conversione delle linee produttive. La richiesta italiana venne presentata il 17 settembre 2024.

La Commissione riconobbe che il passaggio alle alternative richiedeva interventi sui processi produttivi e sulle apparecchiature e concesse una deroga di 18 mesi. Dal 1° gennaio 2025 al 30 giugno 2026 è stato così possibile continuare a immettere sul mercato alcune categorie di apparecchiature con F-gas aventi GWP pari o superiore a 150.

Fra queste figuravano espressamente le gelatiere per gelato artigianale con capacità di raffreddamento superiore a 2 kW, oltre ad alcune tipologie di abbattitori, produttori di ghiaccio, armadi fermalievitazione, granitori e macchine per creme fredde.

Cosa è cambiato dal 1° luglio

La fine della deroga non significa che le macchine già presenti nelle gelaterie siano diventate improvvisamente fuori norma.

Il divieto europeo riguarda infatti l’immissione sul mercato delle apparecchiature interessate, non introduce un obbligo generalizzato di sostituire quelle già installate.

È una distinzione importante anche quando si acquista una macchina. Nel linguaggio della normativa europea, l’immissione sul mercato è la prima messa a disposizione del prodotto nell’Unione. Non coincide quindi necessariamente con il momento in cui il gelatiere compra la macchina dal rivenditore.

Per un’attrezzatura già presente nel circuito commerciale può essere quindi importante conoscere quando sia stata effettivamente immessa sul mercato e quale normativa le fosse applicabile in quel momento.

Perché stanno cambiando i refrigeranti

La conseguenza più visibile della stretta sugli F-gas è la ricerca di refrigeranti con un impatto climatico molto più basso.

Tra le alternative utilizzate nella refrigerazione professionale c’è l’R290, cioè il propano. La Commissione europea gli attribuisce un GWP estremamente basso rispetto a molti refrigeranti fluorurati tradizionali. L’R290 è però un gas infiammabile e richiede quindi apparecchiature progettate specificamente per utilizzarlo.

Non si tratta più soltanto di sperimentazioni. L’R290 compare già nelle schede tecniche di diverse macchine professionali per gelato presenti sul mercato.

Un’altra strada è la CO2, indicata con la sigla R744. A Sigep World 2026 Carpigiani ha mostrato nuovi modelli di mantecatori e pastorizzatori raffreddati con CO2, presentando questa tecnologia proprio in relazione all’evoluzione delle normative europee.

Non significa che in futuro tutte le macchine utilizzeranno lo stesso refrigerante. La direzione, però, è chiara: ridurre progressivamente il ricorso ai gas con maggiore impatto sul clima.

Anche assistenza e manutenzione contano

La scelta del refrigerante non riguarda soltanto il momento dell’acquisto.

Le regole europee sulla certificazione dei tecnici comprendono oggi non solo gli F-gas, ma anche refrigeranti alternativi come idrocarburi e CO2. Il passaggio verso nuove soluzioni richiede quindi anche competenze adeguate per installazione, assistenza e manutenzione.

Per le apparecchiature più vecchie c’è poi un altro elemento da considerare. Dal 1° gennaio 2025 è vietato utilizzare F-gas con GWP pari o superiore a 2.500 per la manutenzione delle apparecchiature di refrigerazione, con alcune eccezioni temporanee per gas rigenerati o riciclati fino al 2030.

Anche in questo caso non significa che una vecchia macchina non possa più essere riparata. Significa però che conoscere il refrigerante utilizzato aiuta a valutare meglio le prospettive di manutenzione nel corso degli anni.

Cosa chiedere prima di comprare una macchina

Capacità produttiva, consumi, dimensioni e prezzo rimangono naturalmente elementi centrali nella scelta di una gelatiera professionale. Oggi può essere utile aggiungere una domanda: quale refrigerante utilizza?

Da questa informazione possono dipendere la compatibilità con le nuove regole europee, le modalità di assistenza e la gestione futura della macchina.

Se viene proposta un’apparecchiatura contenente ancora un gas fluorurato con GWP elevato, soprattutto se appartiene a una delle categorie interessate dalla deroga appena conclusa, può essere utile chiedere al fornitore quando sia stata immessa sul mercato e sulla base di quale disposizione possa essere commercializzata.

La fine della deroga del 30 giugno non obbliga quindi le gelaterie a sostituire le proprie attrezzature. Segna però un passaggio concreto nella trasformazione delle macchine professionali: un cambiamento poco visibile dall’esterno, ma che può pesare sempre di più quando arriva il momento di acquistare una nuova macchina o programmare la sostituzione di quella esistente.

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