Quandoo chiude, il rischio di affidare le prenotazioni a una sola piattaforma
La chiusura di Quandoo mette in evidenza un rischio concreto per i ristoranti: dipendere da una sola piattaforma per prenotazioni, dati e accessi digitali
NOTIZIE HORECA - Le piattaforme di prenotazione online sono entrate nella gestione quotidiana di molti ristoranti. Possono ricevere le richieste dei clienti, gestire le disponibilità dei tavoli e, in alcuni casi, diventare anche il punto di accesso alla prenotazione dal sito del locale o da altri canali digitali. Ma cosa accade quando uno di questi servizi chiude?
Il caso Quandoo rende la questione particolarmente attuale. La piattaforma ha annunciato il 24 marzo 2026 la cessazione delle proprie attività. Quandoo consentirà di effettuare nuove prenotazioni fino al 30 settembre 2026 incluso, che sarà anche l’ultima data selezionabile. Dal 1° ottobre termineranno i servizi rivolti ai clienti, mentre il 31 dicembre 2026 è prevista la disattivazione definitiva del sito, dell’app e dell’infrastruttura residua. Le prenotazioni già effettuate per date successive al 30 settembre resteranno valide.
Per il settore italiano non si tratta di un servizio marginale. Il 19 febbraio 2026 FIPE-Confcommercio, annunciando un accordo con Quandoo, indicava quasi 6.000 ristoranti collegati alla piattaforma in Italia e oltre 17.000 nel mondo. Nello stesso documento FIPE, richiamando dati Istat sulle imprese con 10 e più addetti, indicava nel 38% la quota dei pubblici esercizi dotati di sistemi di prenotazione online, in aumento del 25% rispetto al 2023.
La chiusura di Quandoo diventa così il punto di partenza per una domanda che riguarda anche chi utilizza altri servizi: quanto dipende oggi il ristorante dalla propria piattaforma di prenotazione?
Quando la piattaforma diventa parte del ristorante
Una prenotazione digitale non passa necessariamente soltanto da un’app. Il sistema può essere collegato al sito del locale, gestire il calendario e conservare le informazioni necessarie per organizzare le prenotazioni.
Le stesse condizioni di Quandoo mostrano quanto queste funzioni possano essere integrate. I servizi destinati ai ristoranti prevedono un calendario delle prenotazioni inseribile nel sito attraverso un widget e l’utilizzo di un database per gestire le prenotazioni. A seconda del modulo scelto possono aggiungersi ulteriori strumenti per la gestione del locale.
Per un operatore Horeca il vantaggio è concreto: questi sistemi possono semplificare la ricezione delle prenotazioni e supportare l’organizzazione dei tavoli.
Il problema nasce quando gran parte del processo dipende dallo stesso fornitore. In quel caso cambiare piattaforma non significa soltanto installare un altro programma.
Il momento più delicato è quando bisogna cambiare
C’è un’indicazione contenuta nelle condizioni di Quandoo che merita particolare attenzione. La società raccomanda ai ristoranti di effettuare backup regolari dei propri dati, precisando che dopo la fine del contratto non sarà più possibile accedere all’account né ai dati e alle informazioni memorizzati al suo interno.
È probabilmente la lezione più importante che il caso può offrire anche agli operatori che utilizzano altri sistemi.
Prima di scegliere una piattaforma non basta quindi conoscere costo, funzioni e possibilità di generare prenotazioni. Occorre sapere anche quali informazioni possono essere recuperate e cosa succede quando il rapporto termina.
Questo significa conoscere le possibilità di esportazione dei dati, mantenere copie delle informazioni necessarie all’attività e sapere quali parti del proprio sistema di prenotazione dipendono dal fornitore esterno.
Anche sui dati è utile evitare semplificazioni. Nell’addendum di Quandoo relativo al trattamento dei dati per i ristoranti, il partner viene indicato come titolare del trattamento e Quandoo come responsabile per le informazioni trattate nell’ambito del servizio.
Per il ristoratore il punto pratico è quindi verificare in anticipo quali dati possono essere esportati, con quali modalità e cosa resta accessibile quando il rapporto con il fornitore termina.
Non basta sostituire il gestionale
C’è poi un altro elemento facilmente trascurato. Il collegamento alla piattaforma può comparire anche fuori dal sito del fornitore.
Google consente alle attività di inserire nel proprio Profilo dell’attività collegamenti attraverso i quali i clienti possono effettuare una prenotazione. Possono inoltre comparire link forniti da operatori terzi, che possono essere rimossi quando il servizio non viene più utilizzato.
Quando cambia il sistema, il ristorante dovrebbe quindi controllare non soltanto il gestionale, ma anche il pulsante di prenotazione su Google, il proprio sito, eventuali widget, i social e gli altri collegamenti utilizzati dai clienti. Un vecchio link rimasto online può trasformarsi in un percorso che non porta più alla prenotazione.
La piattaforma è uno strumento, non deve diventare l’unica strada
Il caso Quandoo non dimostra che affidarsi alle piattaforme sia sbagliato. I sistemi di prenotazione digitale possono semplificare concretamente il lavoro dei ristoranti e facilitare l’accesso dei clienti.
Il punto è mantenere il controllo degli elementi essenziali dell’attività.
Per un ristoratore, quindi, alla domanda “quanto costa questa piattaforma?” dovrebbe affiancarsene un’altra: se un giorno dovessi sostituirla, riuscirei a continuare a ricevere e gestire le prenotazioni senza interrompere il rapporto con i miei clienti?
La chiusura di Quandoo rende oggi questa domanda molto concreta. Ma vale per qualsiasi piattaforma sulla quale un locale decida di costruire una parte importante della propria organizzazione digitale.
Fonti
https://www.quandoo.it/important-update
https://restaurants.quandoo.com/it-it/termini-e-condizioni
https://restaurants.quandoo.com/it-it/addendum-al-trattamento-dei-dati








