Ristorazione sotto pressione: i costi fissi crescono del 22%

Confcommercio Calabria, i costi fissi nella ristorazione sono cresciuti fino al 22% per effetto dell'instabilità internazionale. Il settore cerca risposte.

27 Marzo 2026 - 11:02
Ristorazione sotto pressione: i costi fissi crescono del 22%

NOTIZIE E DINTORNI - Il settore della ristorazione affronta una delle fasi più difficili degli ultimi anni. Secondo Confcommercio Calabria, i costi fissi per le imprese del comparto hanno registrato un incremento fino al 22%, effetto diretto dell'instabilità internazionale legata ai conflitti in corso. Un segnale che va oltre i confini regionali e fotografa una tendenza che interessa l'intero settore Horeca.

Il quadro complessivo per le imprese del terziario è già pesante: l'aumento medio dei costi fissi si attesta intorno al 14%, ma è proprio la ristorazione, in quanto settore ad alta intensità energetica, a registrare i picchi più elevati. A questo si aggiunge il nodo logistico: il trasporto merci pesa per un ulteriore 11% sui listini regionali, aggravando una situazione già critica per gli operatori.

Le conseguenze si ripercuotono lungo tutta la filiera. Secondo il presidente di Confcommercio Calabria Klaus Algieri, l'erosione del potere d'acquisto delle famiglie ha prodotto una flessione reale dei volumi di vendita nel commercio al dettaglio stimata intorno al 2,1% su base annua. Per non scaricare interamente i maggiori costi sui consumatori, molte imprese hanno compresso i propri margini fino al 30%, una soglia che Algieri definisce ormai al limite della sostenibilità.

Le prospettive non sono rassicuranti: se le condizioni di instabilità dovessero perdurare, le stime potrebbero secondo Algieri arrivare a raddoppiare. Da qui la richiesta alle istituzioni di interventi strutturali: non misure una tantum, ma una riduzione stabile della pressione fiscale capace di compensare l'impennata dei costi di gestione determinata dall'attuale scenario internazionale.

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