Alcol e cancro: il nuovo studio REGARDS riapre il confronto sulla mortalità oncologica

Lo studio rileva un'associazione tra consumo elevato di alcol e maggiore mortalità per cancro. Nessuna associazione significativa nei consumatori moderati.

9 Giu 2026 - 14:52
Alcol e cancro: il nuovo studio REGARDS riapre il confronto sulla mortalità oncologica

NOTIZIE E DINTORNI - Un nuovo studio dal titolo “Reevaluating the Alcohol–Cancer Link: Long-Term Cancer Mortality Outcomes in the REGARDS Study” pubblicato sul Journal of General Internal Medicine aggiunge dati a una delle questioni più discusse degli ultimi anni in materia di salute pubblica: il rapporto tra consumo di alcol e mortalità per cancro.

La ricerca, coordinata da Laura C. Pinheiro e da un gruppo di studiosi della Weill Cornell Medicine, ha analizzato i dati di 26.694 adulti statunitensi coinvolti nello studio REGARDS e seguiti per oltre tredici anni. Durante il periodo di osservazione sono stati registrati 2.306 decessi attribuiti a patologie oncologiche.

A differenza di molte analisi che prendono in esame il rischio di sviluppare una malattia tumorale, questo lavoro osserva la mortalità. La domanda a cui cerca di rispondere è diversa: esiste un’associazione tra quantità di alcol consumata e probabilità di morire per cancro?

I partecipanti sono stati suddivisi in quattro gruppi in base al consumo dichiarato di alcol: non consumatori, consumatori leggeri, moderati e forti consumatori. 

Dopo aver corretto i risultati per età, reddito, istruzione, condizioni cliniche pregresse, attività fisica e fumo, i ricercatori hanno osservato un aumento della mortalità oncologica tra i forti consumatori. 

Nel gruppo dei consumatori moderati non è emersa alcuna associazione statisticamente significativa con la mortalità per cancro, mentre tra i consumatori leggeri il rischio osservato è risultato inferiore rispetto a quello registrato tra gli astemi.

Nel dettaglio, i forti consumatori hanno mostrato un rischio di mortalità oncologica superiore del 21% rispetto ai non consumatori. Per i consumatori moderati non è stata rilevata alcuna associazione statisticamente significativa, mentre tra i consumatori leggeri è emersa una riduzione del rischio osservato rispetto agli astemi.


Curva di sopravvivenza della coorte REGARDS in base ai livelli di consumo di alcol. Nel corso del periodo di osservazione, i forti consumatori mostrano una probabilità di sopravvivenza inferiore rispetto agli altri gruppi, mentre consumatori leggeri, moderati e non consumatori presentano andamenti più vicini tra loro. Fonte: Pinheiro et al., Journal of General Internal Medicine, 2026.

La lettura dei risultati richiede tuttavia cautela. Lo studio non distingue le diverse tipologie tumorali, non dispone di informazioni sui trattamenti ricevuti dai pazienti e fotografa le abitudini di consumo soltanto al momento dell’arruolamento. Gli stessi autori invitano quindi a non interpretare i dati come una dimostrazione di effetti benefici dell’alcol sugli esiti oncologici.

L’analisi mette inoltre in evidenza quanto sia difficile isolare un singolo comportamento quando si studiano fenomeni complessi come salute e mortalità. I non consumatori inclusi nella ricerca presentavano con maggiore frequenza obesità, diabete e precedenti ictus, mentre tra i forti consumatori risultava più elevata la presenza di fumatori.

Queste differenze aiutano a comprendere perché gli autori abbiano scelto di correggere i risultati per numerose variabili cliniche e comportamentali. I dati suggeriscono infatti un quadro nel quale il consumo di alcol convive con una molteplicità di condizioni e abitudini che contribuiscono a determinare il rischio complessivo di malattia e di morte.

Nelle conclusioni, il gruppo di ricerca conferma l’associazione tra consumo elevato di alcol e maggiore mortalità per cancro, ma richiama l’attenzione sull’importanza di considerare insieme alimentazione, attività fisica, fumo, condizioni metaboliche e consumo di alcol quando si affronta il tema della prevenzione oncologica.

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