Surplus record per le patate europee, inversione di marcia per caffè e cacao

Areté analizza tre mercati agricoli: crollo record dei prezzi delle patate in Europa, rimbalzo del caffè e rialzo del cacao tra tensioni geopolitiche.

30 Marzo 2026 - 08:49
Surplus record per le patate europee, inversione di marcia per caffè e cacao

BUSINESS & MERCATO - Il mercato europeo delle patate affronta un surplus produttivo senza precedenti, con quotazioni in caduta verticale e prezzi negativi per il prodotto destinato ai mangimi. Sul fronte del caffè, le quotazioni riprendono quota sospinte dalla ritenzione brasiliana e dalle tensioni geopolitiche, che alimentano volatilità e costi logistici. Anche il cacao registra un rimbalzo significativo, trainato dalla ripresa degli acquisti dei trader e dai medesimi fattori geopolitici internazionali. È il quadro che emerge dalle ultime analisi di Areté.

Surplus e prezzi negativi caratterizzano il mercato europeo delle patate. Sul mercato finanziario dell'EEX, a marzo i prezzi medi sono scesi del 30% su base mensile, portandosi a -80% dall'inizio della campagna e a -87% rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche sul fisico la pressione è evidente: le patate da trasformazione registrano un -10%, mentre il segmento Fast Food cala del 9%. In alcuni casi si osservano prezzi negativi, fino a -2 €/100 kg per prodotto destinato ai mangimi. Alla base del ribasso c'è un aumento significativo dell'offerta: la produzione europea nella campagna 2025/26 è cresciuta dell'8%, con incrementi particolarmente marcati nei Paesi Bassi (+24%) e in Belgio (+12%), mentre il surplus stimato nei principali Paesi NEPG raggiunge circa 3,3 milioni di tonnellate. Sul fronte della domanda, pesano la crescente concorrenza di Cina, India ed Egitto e il rafforzamento dell'euro, con le esportazioni dei Paesi NEPG già in calo del 7% nei primi mesi della campagna. Per la campagna 2026/27 Areté stima un calo della produzione europea dell'8%, trainato dalla riduzione delle superfici, ma il recupero si preannuncia graduale in un mercato ancora caratterizzato da scorte elevate e crescente competizione internazionale.

Il mercato del caffè torna sotto pressione nel breve periodo. Nell'ultimo mese le quotazioni su ICE hanno registrato un recupero del +13% per l'arabica e del +7% per la robusta, con una riapertura dell'arbitraggio tra le due varietà (+20%). A sostenere i prezzi è soprattutto la minore disponibilità dal Brasile: i produttori hanno venduto circa il 77% del raccolto 2025/26, contro il 93% dello scorso anno, rallentando i flussi di offerta. Segnali di tensione arrivano anche dalla Colombia, dove produzione ed export risultano in calo rispettivamente del 28% e del 14% da inizio campagna, complice l'impatto di El Niño. Gli stock certificati di arabica, pur in lieve recupero mensile (+12%), restano inferiori del 31% su base annua, con i volumi brasiliani in forte contrazione (-96% a/a). Il contesto geopolitico amplifica la volatilità: le tensioni in Medio Oriente stanno aumentando i costi logistici globali, tra noli, carburanti e assicurazioni, con effetti rialzisti sui prezzi.

Nelle ultime settimane i prezzi della fava di cacao su ICE Europe hanno segnato un rimbalzo del 19%, riportandosi vicino a 2.400 £/t dai minimi di fine febbraio sotto 2.030 £/t. L'aumento è stato principalmente guidato dalla ripartenza degli acquisti da parte dei trader, incentivati dalla riduzione dei prezzi minimi garantiti agli agricoltori in Africa occidentale (-30% in Ghana, -57% in Costa d'Avorio), e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente: la chiusura dello Stretto di Hormuz ha fatto salire noli, assicurazioni e carburante, comprimendo l'offerta globale e sostenendo i prezzi internazionali. Il potenziale ribassista legato a un aumento dell'offerta è tuttavia mitigato dal surplus della campagna 2025/26: secondo Areté, la produzione eccedente dovrebbe attestarsi a circa 246.000 t.

Il mercato europeo delle patate affronta un surplus produttivo senza precedenti, con quotazioni in caduta verticale e prezzi negativi per il prodotto destinato ai mangimi. Sul fronte del caffè, le quotazioni riprendono quota sospinte dalla ritenzione brasiliana e dalle tensioni geopolitiche, che alimentano volatilità e costi logistici. Anche il cacao registra un rimbalzo significativo, trainato dalla ripresa degli acquisti dei trader e dai medesimi fattori geopolitici internazionali. È il quadro che emerge dalle ultime analisi di Areté.

Surplus e prezzi negativi caratterizzano il mercato europeo delle patate. Sul mercato finanziario dell'EEX, a marzo i prezzi medi sono scesi del 30% su base mensile, portandosi a -80% dall'inizio della campagna e a -87% rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche sul fisico la pressione è evidente: le patate da trasformazione registrano un -10%, mentre il segmento Fast Food cala del 9%. In alcuni casi si osservano prezzi negativi, fino a -2 €/100 kg per prodotto destinato ai mangimi. Alla base del ribasso c'è un aumento significativo dell'offerta: la produzione europea nella campagna 2025/26 è cresciuta dell'8%, con incrementi particolarmente marcati nei Paesi Bassi (+24%) e in Belgio (+12%), mentre il surplus stimato nei principali Paesi NEPG raggiunge circa 3,3 milioni di tonnellate. Sul fronte della domanda, pesano la crescente concorrenza di Cina, India ed Egitto e il rafforzamento dell'euro, con le esportazioni dei Paesi NEPG già in calo del 7% nei primi mesi della campagna. Per la campagna 2026/27 Areté stima un calo della produzione europea dell'8%, trainato dalla riduzione delle superfici, ma il recupero si preannuncia graduale in un mercato ancora caratterizzato da scorte elevate e crescente competizione internazionale.

Il mercato del caffè torna sotto pressione nel breve periodo. Nell'ultimo mese le quotazioni su ICE hanno registrato un recupero del +13% per l'arabica e del +7% per la robusta, con una riapertura dell'arbitraggio tra le due varietà (+20%). A sostenere i prezzi è soprattutto la minore disponibilità dal Brasile: i produttori hanno venduto circa il 77% del raccolto 2025/26, contro il 93% dello scorso anno, rallentando i flussi di offerta. Segnali di tensione arrivano anche dalla Colombia, dove produzione ed export risultano in calo rispettivamente del 28% e del 14% da inizio campagna, complice l'impatto di El Niño. Gli stock certificati di arabica, pur in lieve recupero mensile (+12%), restano inferiori del 31% su base annua, con i volumi brasiliani in forte contrazione (-96% a/a). Il contesto geopolitico amplifica la volatilità: le tensioni in Medio Oriente stanno aumentando i costi logistici globali, tra noli, carburanti e assicurazioni, con effetti rialzisti sui prezzi.

Nelle ultime settimane i prezzi della fava di cacao su ICE Europe hanno segnato un rimbalzo del 19%, riportandosi vicino a 2.400 £/t dai minimi di fine febbraio sotto 2.030 £/t. L'aumento è stato principalmente guidato dalla ripartenza degli acquisti da parte dei trader, incentivati dalla riduzione dei prezzi minimi garantiti agli agricoltori in Africa occidentale (-30% in Ghana, -57% in Costa d'Avorio), e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente: la chiusura dello Stretto di Hormuz ha fatto salire noli, assicurazioni e carburante, comprimendo l'offerta globale e sostenendo i prezzi internazionali. Il potenziale ribassista legato a un aumento dell'offerta è tuttavia mitigato dal surplus della campagna 2025/26: secondo Areté, la produzione eccedente dovrebbe attestarsi a circa 246.000 t.

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