Tra pizzeria di famiglia e cucina stellata: chi è Pino Russo, il giovane vincitore di Fior… di Teglia 2025
Cresciuto nella pizzeria di famiglia e oggi impegnato anche in cucina stellata, Pino Russo vince Fior… di Teglia con una pizza che riflette il suo percorso
PROTAGONISTI - Al Refettorio Made in Cloister di Napoli il 16 febbraio scorso si è svolta la finale di Fior… di Teglia 2025, il contest organizzato da 50 Top Pizza in collaborazione con Latteria Sorrentina, nato per valorizzare i giovani talenti della pizza in teglia.

A imporsi è stato Pino Russo, 23 anni, un percorso già definito tra tradizione familiare e alta ristorazione internazionale.

Nato e cresciuto in Calabria, Russo vive in Belgio dall’adolescenza. Oggi divide il suo tempo tra Russopizza a La Louvière, la pizzeria di famiglia, e il ristorante bistellato La Paix ad Anderlecht, dove lavora durante la settimana. Un’esperienza che lo porta a muoversi quotidianamente tra banco pizza e cucina fine dining, assorbendo metodo, organizzazione e precisione.
Per la finale del contest ha presentato Formaggi & Mandarino, una reinterpretazione contemporanea della Quattro Formaggi ispirata al plateau de fromages della tradizione francese. L’olio al caffè, la marmellata di mandarino e le erbe aromatiche evocano il momento di fine pasto e riflettono il suo percorso professionale diviso tra cultura italiana e cucina francese.

«Ho voluto mischiare due mondi», racconta. «Il plateau de fromages servito a fine pasto mi ha ispirato: il formaggio non come peso, ma come equilibrio.»
La struttura lattica viene alleggerita attraverso acidità e contrasti aromatici, mentre la base tecnica, costruita su fermentazioni controllate, sostiene una pizza pensata come piatto completo più che come esercizio creativo.
Negli ultimi mesi Russo ha scelto di entrare nel mondo dell’alta cucina per ampliare competenze e visione. «Le prime settimane sono durissime», spiega. «Non esiste diritto all’errore, ma in un mese impari quanto altrove in un anno.» Un metodo che oggi applica anche in pizzeria: organizzazione rigorosa, assaggio continuo, gestione precisa del servizio.
La giuria, composta tra gli altri da Luciano Pignataro, Albert Sapere e Barbara Guerra, insieme allo chef bistellato Maicol Izzo e a Giovanni Amodio di Latteria Sorrentina, ha premiato una proposta capace di coniugare tecnica, creatività, coerenza e identità.
Il Refettorio Made in Cloister, progetto sociale legato a Food for Soul, ha fatto da cornice all’evento: le preparazioni dei finalisti sono state condivise anche con gli ospiti della struttura, rafforzando il legame tra gastronomia e responsabilità sociale.
La vittoria di Russo racconta una generazione in movimento: professionisti che si formano tra paesi, linguaggi e cucine diverse, riportando nel mondo pizza metodo e consapevolezza. E proprio in questa sintesi sta il senso del suo lavoro.







