Vino: sequestrati 2,5 milioni di litri falsamente certificati Dop e Igp

Con l’Operazione “Vinum Mentitum” sequestrati 2,5 milioni di litri di vino falsamente certificati Dop e Igp. Coinvolta la filiera su scala nazionale

6 Marzo 2026 - 09:51
Vino: sequestrati 2,5 milioni di litri falsamente certificati Dop e Igp

NOTIZIE E DINTORNI - Il tema delle frodi nel mondo del vino torna alla cronaca con una nuova operazione di controllo su scala nazionale che riporta l’attenzione sulla tutela delle denominazioni e sulla tracciabilità lungo la filiera vitivinicola.

L’indagine, denominata “Vinum Mentitum”, è stata avviata nel 2024 ed è stata condotta congiuntamente dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) e dal Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, con verifiche svolte in diverse aree del territorio nazionale.

I controlli hanno interessato varie fasi della filiera, dalla gestione delle materie prime fino alla fase di imbottigliamento, con particolare attenzione alla corretta rivendicazione delle denominazioni di origine protetta (Dop) e delle indicazioni geografiche protette (Igp).

Nel corso delle verifiche sono stati sequestrati circa 2,5 milioni di litri di vino commercializzati come prodotti certificati pur non possedendo i requisiti previsti dai disciplinari di produzione. Il valore complessivo della merce sottoposta a sequestro è stato stimato in oltre 4 milioni di euro.

Le irregolarità riscontrate riguardano principalmente la rivendicazione indebita di vini a denominazione, l’utilizzo di uve e mosti non conformi ai disciplinari e la provenienza delle materie prime da areali diversi rispetto a quelli previsti dalle denominazioni dichiarate.

Un elemento centrale dell’attività ispettiva è stato il confronto tra le giacenze fisiche presenti nelle aziende e i dati registrati nel registro telematico del Sian, il sistema informativo agricolo nazionale utilizzato per la tracciabilità delle produzioni vitivinicole. Il controllo della corrispondenza tra disponibilità effettive di prodotto e registrazioni digitali ha consentito di individuare diverse incongruenze nelle dichiarazioni produttive.

L’operazione ha portato alla segnalazione di 24 soggetti alle autorità amministrative competenti e alla contestazione di 59 violazioni amministrative, con sanzioni complessive superiori ai 410 mila euro. Sono state inoltre emesse 11 diffide relative a irregolarità considerate sanabili.

Accanto alle violazioni amministrative sono emerse anche criticità di carattere fiscale e lavorativo. Gli accertamenti hanno infatti evidenziato operazioni imponibili non documentate per oltre 280 mila euro e omessi versamenti IVA per circa 800 mila euro, oltre a irregolarità legate al lavoro sommerso e alle accise sul vino.

Le attività di controllo sulle denominazioni rappresentano uno degli strumenti principali di tutela del sistema delle indicazioni geografiche, che costituisce uno degli elementi più rilevanti del comparto vitivinicolo italiano. 

Il sistema delle denominazioni coinvolge infatti oltre 500 vini tra Dop e Igp, rendendo la verifica della corrispondenza tra materie prime utilizzate, disciplinari di produzione e vino effettivamente commercializzato un passaggio centrale per garantire trasparenza nella filiera e preservare il valore economico e reputazionale delle produzioni italiane.

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