Agostino Arioli è Birraio dell'Anno

Birraio dell’Anno 2025 è Agostino Arioli del Birrificio Italiano, mentre Andrea Nardi del romano Linfa conquista il titolo di Birraio Emergente.

20 Gen 2026 - 16:16
Agostino Arioli è Birraio dell'Anno

PREMI E RICONOSCIMENTI - Il Birraio dell'Anno 2025 è Agostino Arioli del Birrificio Italiano. Il prestigioso riconoscimento di Fermento Birra, assegnato attraverso il voto di operatori del settore, birrai e degustatori, celebra uno dei pionieri della rivoluzione artigianale italiana proprio nell'anno in cui il suo birrificio compie trent'anni di attività. Il 2026 rappresenta infatti un traguardo storico non solo per l'azienda comasca, ma per l'intera birra artigianale italiana, nata nel 1996 grazie a quel gruppo ristretto di visionari che diede il via alla "craft revolution".

Sul podio salgono anche Marco Valeriani del birrificio Alder di Seregno (MB), presenza costante nelle primissime posizioni negli ultimi anni, e Elia Pina del birrificio 50&50 di Varese, a completare una classifica interamente lombarda.

La figura di Agostino Arioli è inscindibile dalla trasformazione del panorama birrario italiano a metà degli anni Novanta. In un contesto dominato da prodotti standardizzati, ha introdotto profumi inediti, gusti spiazzanti e un approccio tecnico e culturale che ha anticipato il mercato di anni.

La storia del Birrificio Italiano inizia ufficialmente il 23 dicembre 1994, quando la Camera di Commercio di Como registra il Nuovo Birrificio Italiano srl. A Lurago Marinone viene installato un impianto da 200 litri con fermentatori di seconda mano. Nell'aprile del 1996 partono le prime produzioni del brewpub, tra i primi in assoluto in Italia. È in quegli anni che prende forma una filosofia produttiva basata su birre "democratiche", dalla facile beva ma mai banali, prive di stabilizzanti, additivi, non pastorizzate e non filtrate.

Nel tempo il birrificio cresce, il team si amplia e nel 2012 la produzione si trasferisce nella sede attuale di Limido Comasco. A non cambiare è l'equilibrio tra rigore tecnico e libertà creativa, tra disciplina scientifica e istinto: nell'"Officina Alchemica", come viene definito il birrificio, gli ingredienti vengono lasciati esprimere senza correzioni a valle, attraverso un controllo rigoroso a monte. Le birre non vengono "aggiustate", ma costruite, creando le condizioni perché arrivino autonomamente al risultato voluto. Un approccio che tiene insieme sensibilità e metodo e che ha portato, in alcuni casi, a ridefinire gli stili stessi.

Emblematica è la Tipopils, birra che ha rappresentato un'evoluzione moderna dell'idea tradizionale di Pils grazie all'uso del dry hopping con luppoli nobili. Una birra fuori dalle codificazioni classiche che ha ispirato generazioni di birrai in Italia e all'estero, diventando il riferimento della "Italian Pils". Accanto a lei, numerose etichette hanno accompagnato intere generazioni di appassionati: la Extra Hop, una Pils profumata da luppoli in fiore; la Finisterrae, una birra con frumento sospesa tra le belghe Saison e le tedesche Weizen; la Amber Shock, una bassa fermentazione dal colore mogano e dal bouquet multisfaccettato; la Bibock, una rivisitazione moderna del tradizionale stile teutonico; e ancora la Nigredo, una dark lager realizzata con luppolo in fiore tostato in birrificio, esempio di creatività innestata sulla tradizione.

Classifica Birraio dell’Anno 2025
1° Agostino Arioli del Birrificio Italiano di Limido Comasco (CO)
2° Marco Valeriani del birrificio Alder di Seregno (MB)
3° Elia Pina del birrificio 50&50 di Varese
4° Giovanni Faenza del birrificio Ritual Lab di Formello (RM)
5° Cecilia Scisciani e Matteo Pomposini del birrificio MC 77 di Serrapetrona (MC)
6° Samuele Cesaroni del birrificio Brasseria della Fonte di Pienza (SI)
7° Marco Benda, Matteo Voliani e Stefano Botto del birrificio Cantina Errante di Barberino Tavarnelle (FI)
8° Conor Gallagher Deeks del birrificio Hilltop di Bassano Romano (VT)
9° Josif Vezzoli del birrificio Elvo di Graglia (BI)
10° Giorgio Masio del birrificio Altavia di Quiliano (SV)
11° Pietro Di Pilato del birrificio Brewfist di Codogno (LO)
12° Simone Bedeschi del birrificio Bajön di Porto Corsini (RA)
13° Luca Dalla Torre del birrificio Bondai di Sutrio (UD)
14° Luca Tassinati del birrificio Liquida di Ostellato (FE)
15° Marco Raffaeli del birrificio Mukkeller di Porto Sant’Elpidio (FM)
16° Flaviano Brandi del Birrificio Bibibir di Castellalto (TE)
17° Enrico Ciani del birrificio Birra dell’Eremo di Assisi (PG)
18° Luciano Landolfi del birrificio Eastside di Latina (LT)
19° Filip Lozinski del birrificio Wild Raccoon di Cussignacco (UD)
20° Luigi Recchiuti del birrificio Opperbacco di Notaresco (TE)

Durante la cerimonia è stato consegnato il premio di Birraio Emergente ad Andrea Nardi di Linfa Brewery (Roma). Secondo posto per Lorenzo Monacci di Mudita (Stagno, LI), terzo Stefano Furlanetto di De Lab Fermentazioni (Diano d'Alba, CN).

Il riconoscimento destinato ai produttori con meno di tre anni di attività ha premiato Andrea Nardi del birrificio romano Linfa Brewery. Nato nel 2023 dall'incontro tra Nardi, Roberto Antonini e Francesco De Santis, Linfa ha attirato fin da subito l'attenzione con una comunicazione irriverente e un team navigato dalle competenze complementari. Alla base del progetto c'è una forte ispirazione alla tradizione britannica delle Real Ale e alla scuola mitteleuropea delle basse fermentazioni, filtrata però attraverso uno sguardo contemporaneo. Un percorso giovane ma già maturo, che ha convinto la giuria a riconoscere Linfa come una delle realtà emergenti più interessanti del panorama nazionale.

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