Campionato Mondiale del Pizzaiuolo, trionfa il campano Simone Zullo

Il campano Simone Zullo, da Sydney, vince la XXIII Caputo Cup nella Pizza Napoletana STG. Sul podio Corea e Giappone con due maestre pizzaiole.

11 Giu 2026 - 10:11
Campionato Mondiale del Pizzaiuolo, trionfa il campano Simone Zullo

PREMI E RICONOSCIMENTI - Il campano Simone Zullo, proprietario della pizzeria Fratelli Pulcinella a Sydney, ha conquistato la coppa più ambita della XXIII edizione del Campionato Mondiale del Pizzaiuolo – Caputo Cup, imponendosi nella categoria Pizza Napoletana S.T.G. (Specialità Tradizionale Garantita). Premiato dalla famiglia Caputo al completo sul palcoscenico della Mostra d'Oltremare di Napoli, Zullo ha preceduto sul podio la coreana So Jung Kim e la giapponese Rui Ebina, due maestre pizzaiole che hanno conquistato rispettivamente il secondo e il terzo gradino.

La finalissima, chiusasi ieri, ha riunito oltre 600 concorrenti da 35 Nazioni in tre giorni di sfide. Ad inaugurare la serata, condotta dallo showman Lino D'Angió, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi: «La pizza è un cibo che va condiviso e mangiato in compagnia. Rappresenta l'essenza di Napoli: è semplice ma al tempo stesso ricca ed è il simbolo della nostra identità. In ogni angolo del mondo, d'altronde, dire "pizza" significa dire "Napoli"».

A sottolineare il respiro internazionale della manifestazione è stato Antimo Caputo, CEO dell'omonimo Mulino: «Sono stati tre giorni incredibili, un susseguirsi di bandiere dall'Asia, all'America. Alla fine, il gradino più alto del podio è andato a un ragazzo campano che ha scelto l'Australia per trovare il proprio spazio nel mondo del lavoro. Ma le vere sorprese sono state il secondo e il terzo posto, conquistati da due donne, una coreana e una giapponese». Per Caputo, queste vittorie racchiudono l'essenza del Trofeo in una parola: «la pizza è diventata trasversale».

Visibilmente emozionato, Zullo, 36 anni originario di Alife in provincia di Caserta, ha dedicato il successo ai suoi gemelli di 11 anni: «Questa vittoria è un'emozione unica, inaspettata. Ho sempre preparato questa tipologia di pizza utilizzando un impasto fatto a mano, proprio come si faceva una volta e nel pieno rispetto del disciplinare». E ha ripercorso il suo cammino: «All'inizio non è stato facile, ma non ho mai smesso di crederci. Mio zio mi ha insegnato tanto, era un uomo della vecchia scuola. Ho iniziato la gavetta lavando i piatti, poi ho cominciato a viaggiare e a fare esperienza all'estero. Per me, questo mestiere è una vera e propria avventura».

I maestri pizzaioli si sono cimentati in 12 categorie di gara, tra cui il Trofeo delle Nazioni, la "Pizza&Vino", la Classica, l'Americana e la Senza Glutine. Il percorso di selezione è iniziato con un viaggio durato un anno, alla ricerca di talenti attraverso 100 Paesi, tra cui la Corea, che quest'anno si è aggiudicata il Trofeo delle Nazioni.

Soddisfatto Gianluca Pirro, presidente dell'APN (Associazione Pizzaiuoli Napoletani): «È importante proseguire questo percorso così coinvolgente. Lo dobbiamo ai pizzaioli che partecipano sempre più numerosi. Questo campionato è stato eccezionale e ci impegneremo a crescere ancora di più».

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