Cialde e capsule per caffè: mercato a 1,58 miliardi, +11,2% nel 2025

Competitive Data analizza l’evoluzione di cialde e capsule, il ruolo dell’e-commerce e gli scenari di sviluppo previsti in Italia fino al 2030

1 Sett 2026 - 16:20
Cialde e capsule per caffè: mercato a 1,58 miliardi, +11,2% nel 2025

INDAGINI E RICERCHE - Il mercato italiano delle cialde e capsule per caffè ha raggiunto nel 2025 un fatturato complessivo di 1.580 milioni di euro, con una crescita dell’11,2% sostenuta soprattutto dai consistenti aumenti del prezzo medio. Al netto di questo effetto, l’incremento in termini reali è stato del 2,6%.

I dati emergono dall’edizione 2026 del report Cialde e Capsule per Caffè pubblicato da Competitive Data, che analizza l’andamento del settore nell’ultimo triennio, le quote di mercato delle torrefazioni e le previsioni fino al 2030.

Famiglie in crescita, area Business in flessione

A sostenere i volumi è stata soprattutto l’area Famiglie, cresciuta del 4,2%. Il modern trade ha registrato un aumento del 9,0%, mentre l’e-commerce B2C è avanzato del 2,1%. All’interno del canale online, le vendite si stanno spostando dai piccoli e-retailer verso Amazon, gli e-commerce diretti delle torrefazioni e i grandi specialisti. Hanno invece chiuso in negativo i negozi monomarca e lo specializzato fisico.

Anche il comparto dei coffee specialist sta attraversando una fase di trasformazione. Gli operatori omnicanale riescono a crescere leggermente a volume, mentre gli indipendenti flettono. Le catene, a loro volta, sono impegnate nella ristrutturazione del proprio modello di business.

Nell’area Business arretrano sia l’OCS gestito sia i rivenditori B2B, considerando congiuntamente il canale fisico e quello online. L’Horeca si muove invece in controtendenza, con una crescita del 6,5%.

Le cialde in carta guidano il mercato

La performance più rilevante del 2025 è quella delle cialde in carta, che hanno registrato un incremento del 28,6%. Il risultato è legato alla forte crescita del parco macchine ESE, all’aumento della base acquirenti e alla convenienza economica rispetto alle capsule. Hanno contribuito anche l’incremento dei prezzi, la maggiore distribuzione e visibilità, l’ampliamento dell’offerta, la sostenibilità percepita e la penetrazione negli uffici al di fuori dell’OCS tradizionale.

Le capsule speciali sono cresciute del 10,1%, trainate dall’aumento del 13,2% delle capsule compatibili.

La competizione si sposta sugli ecosistemi

Le dinamiche sviluppatesi nel biennio 2025-2026 stanno modificando la natura del mercato del caffè monoporzionato. La competizione non ruota più soltanto intorno alla domanda “quale sistema vende di più?”, ma si articola contemporaneamente su cinque livelli: controllo dell’ecosistema macchina-consumabile, capacità di presidiare più occasioni di consumo, premiumizzazione, sostenibilità del formato e controllo diretto della relazione e della frequenza di riacquisto.

Fino a pochi anni fa, l’innovazione nel monoporzionato consisteva soprattutto nel lancio di una nuova miscela, di una diversa intensità o di un’ulteriore compatibilità. Nel biennio 2025-2026, invece, il settore sta lavorando sulla moltiplicazione delle occasioni di consumo. La metrica strategica non è quindi più soltanto “quanti espresso beve il cliente?”, ma diventa “quante occasioni posso intercettare con la stessa macchina nel corso della giornata?”.

Un’altra trasformazione interessa la comunicazione. L’indicazione dell’intensità 7, 8, 9 o 10 non è più sufficiente a distinguere un’offerta nella quale sono presenti decine di concorrenti. Aumentano così le proposte legate a monorigini, 100% Arabica, origine certificata, città italiane, terroir, specialty e fine coffee, flavour e limited edition. L’obiettivo è trasformare un prodotto intrinsecamente standardizzato in una micro-esperienza premium.

Il cambiamento va letto anche alla luce del contesto economico. Gran parte delle innovazioni introdotte nel periodo 2025-2026 serve a giustificare prezzi più elevati, difendere i margini e ridurre la comparabilità dei prodotti. Parallelamente, lo sviluppo su larga scala di soluzioni compostabili o riciclabili, necessario per adempiere ai regolamenti UE, apre nuove opportunità di marketing legate al premium “green”.

Nespresso Original come standard aperto premium

Il sistema Nespresso Original si è ormai trasformato nel vero standard aperto premium del mercato. Praticamente tutti i maggiori torrefattori cercano di entrarvi con capsule in alluminio, compostabili, monorigine, 100% Arabica, aromatizzate o in edizione limitata. La battaglia competitiva più intensa del prossimo biennio sarà probabilmente quella per “premiumizzare Original”.

Nello stesso tempo, i proprietari dei sistemi cercano di sottrarsi a questa commoditizzazione sviluppando nuove piattaforme tecnologiche più difficili da clonare. In altri casi viene introdotta una terza strada, basata sull’eliminazione della capsula tradizionale.

La nuova fase dell’e-commerce

Nel mercato online delle cialde e capsule per caffè, essere presenti nell’e-commerce non è più sufficiente. Per le torrefazioni la competizione riguarda la capacità di risultare visibili nel momento e sulle piattaforme giuste, proponendo il formato corretto e un prezzo coerente con il posizionamento del marchio.

Conoscere la propria quota di presenza complessiva non basta: occorre capire dove si concentra e in quali sistemi il brand presenta un divario competitivo. Marketplace, e-commerce specializzati, retailer online, comparatori, siti proprietari delle torrefazioni e portali editoriali formano un ecosistema sempre più articolato, nel quale il consumatore può scoprire un prodotto, confrontarne il prezzo e acquistarlo passando attraverso operatori differenti.

Nel periodo di osservazione del Coffee Digital Shelf Observatory, compreso tra luglio 2025 e luglio 2026, è emersa un’arena digitale del caffè monoporzionato caratterizzata da una forte concentrazione competitiva. I primi due operatori raggiungono valori CDCI, Coffee Digital Competitiveness Index, prossimi a 90/100 attraverso due approcci differenti ma entrambi efficaci: la leadership basata sull’ampiezza distributiva e quella fondata sulla pressione commerciale. Il gruppo degli inseguitori si colloca intorno a 50/100, mostrando un divario competitivo significativo.

Uno degli elementi principali emersi dall’analisi riguarda la natura stessa della concorrenza: non competono semplicemente i marchi, ma interi ecosistemi digitali.

Ogni sistema, dall’ESE a Nespresso, Dolce Gusto, A Modo Mio e Caffitaly, fino agli altri sistemi presenti sul mercato, mostra caratteristiche specifiche per distribuzione digitale, intensità competitiva, strategie promozionali, posizionamento di prezzo, ampiezza dell’offerta e tipologia degli operatori coinvolti. Le decisioni strategiche delle torrefazioni dovrebbero quindi essere formulate non soltanto per marchio, ma anche per sistema compatibile.

Ogni brand sviluppa infatti una rete composta da marketplace, siti proprietari, comparatori, retailer, specialisti, editoria, influencer e portali promozionali. La competitività dipende dalla qualità di questo ecosistema.

Due marchi con una visibilità complessiva simile possono così presentare profili molto diversi. Uno può dipendere quasi esclusivamente da Amazon, mentre l’altro può essere distribuito attraverso decine di specialisti differenti. Dal punto di vista strategico, si tratta di due situazioni profondamente diverse.

La competizione, inoltre, non è uniforme fra i vari sistemi. Le cialde ESE rappresentano il formato con la maggiore numerosità di contenuti osservati. Le capsule compatibili continuano a costituire il principale motore della concorrenza digitale, mentre i sistemi proprietari adottano strategie differenti a seconda del marchio.

Le previsioni fino al 2030

Nello scenario base, il mercato interno dovrebbe crescere a un CAGR del 7,0% nel periodo 2026-2030. Nello scenario negativo si avrebbe invece una sostanziale stabilità, con un incremento dello 0,1% nello stesso arco temporale.

Le cialde in carta rimarrebbero il segmento merceologico più dinamico sia nello scenario base sia in quello negativo. In quest’ultimo caso, tuttavia, anche il formato in carta registrerebbe una flessione nell’ultimo biennio.

All’interno dell’area Business, nello scenario base i rivenditori B2B seguirebbero una traiettoria di crescita interessante, soprattutto nella componente e-commerce. Il canale Horeca confermerebbe il trend positivo degli anni passati, ma con una riduzione del tasso di crescita nell’ultimo biennio.

Nell’area Famiglie, infine, l’e-commerce B2C diventerebbe il motore strutturale della crescita nello scenario base e la principale ancora di salvezza in quello negativo.

Ulteriori approfondimenti sono disponibili sul sito di MonitoraItalia.

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