Dal 2021 al 2025 i prezzi dei beni alimentari sono cresciuti del +24,9%

Il settore della ristorazione collettiva risulta particolarmente esposto alle variazioni dei prezzi delle materie prime alimentari. I dati di ANIR Confindustria

15 Gen 2026 - 11:07
Dal 2021 al 2025 i prezzi dei beni alimentari sono cresciuti del +24,9%

INDAGINI E RICERCHE - ANIR Confindustria accoglie positivamente l'avvio del procedimento conoscitivo dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) sulla Grande Distribuzione Organizzata e sulle dinamiche della filiera agroalimentare italiana. L'Associazione nazionale delle Imprese della Ristorazione collettiva ha elaborato dati ufficiali ISTAT ed EUROSTAT che evidenziano come, tra ottobre 2021 e ottobre 2025, i prezzi dei beni alimentari siano cresciuti del +24,9% contro un'inflazione generale del +17,3%, con un differenziale di +7,6% che indica dinamiche strutturali nei costi del carrello della spesa.

L'analisi, contenuta in una nota tecnica allegata al comunicato stampa del 14 gennaio 2026, copre il periodo ottobre 2021 – ottobre 2025 e si basa su fonti ufficiali: l'Indice dei prezzi al consumo ISTAT (NIC e IPCA), i dati armonizzati di inflazione nell'area euro di EUROSTAT e la consultazione pubblica del procedimento conoscitivo IC58 dell'AGCM. Nel 2025 l'inflazione generale in Italia si è attestata su valori contenuti (+1,7% IPCA media), mentre la crescita dei prezzi alimentari è risultata significativamente più elevata rispetto all'inflazione complessiva.

Il procedimento AGCM, le cui consultazioni sono aperte fino al 31 gennaio 2026, mira ad analizzare il potere di acquisto delle catene della GDO, le pratiche commerciali, i meccanismi di trade spending e il ruolo delle Private Label. L'indagine non si limita all'osservazione dei prezzi finali, ma punta a comprendere come si formano i prezzi lungo la filiera, quali pratiche e condizioni contrattuali possono incidere sulle dinamiche dovute alla distribuzione e se questi fattori si riflettano sui prezzi al consumo.

ANIR Confindustria sottolinea che le evidenze quantitative, coerenti con quanto segnalato dalle imprese associate, richiedono risposte immediate da parte della politica e del Governo per assicurare equilibrio competitivo nella filiera, trasparenza dei rapporti contrattuali e sostenibilità economica delle imprese di ristorazione collettiva.

Il settore della ristorazione collettiva risulta particolarmente esposto alle variazioni dei prezzi delle materie prime alimentari, poiché il costo alimentare incide direttamente sui costi operativi del servizio. I contratti di fornitura, specialmente in ambito pubblico, possono non prevedere adeguati meccanismi di revisione prezzi, mentre la rigidità dei costi alimentari può comprimere i margini delle imprese.

Una comprensione dettagliata delle dinamiche dei prezzi alimentari è fondamentale per valutare i rischi economici nei contratti, orientare proposte di policy adeguate e sostenere la sostenibilità dei servizi nel medio periodo. I risultati quantitativi sulle dinamiche dei prezzi costituiscono un elemento fattuale che può essere utilizzato come base conoscitiva dall'Autorità per valutare la struttura competitiva del mercato.

Per la ristorazione collettiva, tali dinamiche hanno impatti diretti sui costi operativi e sui margini di sostenibilità, rendendo necessarie misure di policy e regolatorie più efficaci.

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