La mappa del beverage 2025 nei dati del consorzio CDA
I dati CDA sul sell-out Horeca 2025: aperitivi +9,39%, birre in calo, Nord in crescita. Il mercato cambia mix e punta su premiumizzazione ed esperienza.
INDAGINI E RICERCHE - Il mercato delle bevande fuori casa nel 2025 è al centro di una trasformazione profonda, che va ben oltre i numeri di crescita o flessione. A restituire un quadro dettagliato del canale Horeca è un'analisi pubblicata da La Repubblica nella sezione OsservaBeverage, basata sui dati sell-out elaborati dal Data Warehouse del consorzio CDA: un sistema di business intelligence che monitora le performance distributive di oltre 53.000 referenze e più di 80.000 punti di consumo tra bar, ristoranti e locali serali sull'intero territorio nazionale. Il risultato è una fotografia che rivela non tanto un mercato in crisi, quanto uno scenario in piena ridefinizione strutturale.
Il dato aggregato di sintesi racconta di un settore che chiude il 2025 con una lieve crescita a valore (+0,66%) e una leggera flessione a volume (-0,92%) rispetto all'anno precedente. Un equilibrio che si regge più sulla premiumizzazione e mix di prodotto che sull'aumento delle quantità consumate.
Le performance più brillanti dell'anno appartengono agli aperitivi e vermouth, che segnano un deciso +9,39% a valore e +10,41% a volume, seguiti dagli energy drink (+9,17% val. e +10,57% vol.). Sul fronte opposto, alcune categorie tradizionali mostrano segnali di rallentamento: i succhi di frutta cedono il -3,53% a valore e -4,60% a volume, le birre registrano -1,17% e -2,29%, mentre gli aperitivi monodose segnano -1,47% e -2,45%.
Il territorio non risponde in modo uniforme. Il Nord e il Nord-Est si confermano le aree più dinamiche: l'Area 2 (Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna) cresce del +3,35% a valore e +3,50% a volume; l'Area 1 (Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia) segna +2,15% a valore e +0,56% a volume. Il Centro-Sud mostra invece il segno meno: l'Area 3 (Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Sardegna) chiude a -3,29% e -4,85%, l'Area 4 (le regioni meridionali e insulari) a -1,10% e -3,19%.
Secondo l'analisi CDA, le differenze territoriali riflettono in parte l'impatto del turismo internazionale: le aree con maggiore afflusso di visitatori stranieri mostrano una resilienza superiore, mentre i territori a domanda prevalentemente locale risultano più esposti alla contrazione del potere d'acquisto. Incidono anche i diversi modelli di consumo regionali, con mix di prodotto che variano significativamente da area ad area.
Cambia anche la geografia delle occasioni di consumo. Il segmento del tempo libero serale appare oggi più debole rispetto al passato (-0,23% a valore), complici la crescente attenzione al consumo responsabile, normative più stringenti su alcol e guida e una trasformazione nelle abitudini delle generazioni più giovani. Si rafforzano invece i momenti diurni: il bar cresce del +0,95% a valore, la ristorazione del +0,79%. Il fuori casa diventa sempre più occasionale e informale, fatto di pause brevi piuttosto che di serate prolungate.
In sintesi, il canale Horeca non è in contrazione ma in evoluzione. La mixology e gli aperitivi guadagnano centralità come espressione di qualità e valore percepito, mentre il consumo serale cede parte del suo peso storico. Il mercato resta un presidio della socialità italiana, ma con nuove priorità: attenzione al prezzo, qualità percepita e centralità dell'esperienza.
Leggi la notizia su La Repubblica qui: https://www.repubblica.it/horeca_2025_dati_cda_gli_aperitivi_trainano_un_mercato_che_cambia_pelle-425213765/






