Estate 2026, costi e tensioni internazionali spingono il turismo di prossimità

Trentasei milioni di italiani partiranno per le vacanze, scegliendo soprattutto mete nazionali con preferenza al mare, hotel, b&b e attività esperenziali

17 Lug 2026 - 09:19
Estate 2026, costi e tensioni internazionali spingono il turismo di prossimità

INDAGINI E RICERCHE - Nell’estate 2026 saranno circa 36 milioni gli italiani che partiranno per almeno un giorno di vacanza. Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, diffusa all’inizio della stagione estiva, la maggior parte sceglierà di restare in Italia, privilegiando destinazioni vicine anche per contenere le spese e limitare le incertezze legate al contesto internazionale.

Vacanze di dieci giorni in media

La permanenza media prevista è di circa dieci giorni, ma la durata dei soggiorni cambia sensibilmente in base alle disponibilità e alle abitudini dei viaggiatori.

Secondo i risultati dell’indagine, il 28% dei vacanzieri resterà fuori casa per un periodo compreso tra quattro e sette giorni. Un altro 25% si concederà una pausa da una a due settimane, mentre il 15% concentrerà il viaggio in non più di tre giorni. Soltanto l’1% potrà prolungare le ferie oltre un mese.

Il mare continua a essere la scelta più diffusa, seguito dalle località montane, dalle aree rurali e dalle città d’arte. Sul fronte dell’ospitalità, alberghi e bed & breakfast risultano le soluzioni maggiormente utilizzate. Seguono le seconde case e le abitazioni messe a disposizione da familiari o amici.

Sette milioni rinunciano ai viaggi internazionali

Il contesto geopolitico e il rincaro dei servizi turistici stanno incidendo anche sulle partenze verso l’estero. Coldiretti, sulla base della rilevazione realizzata con Ixè, stima che sette milioni di italiani abbiano rinunciato a una destinazione internazionale, orientandosi verso una vacanza in Italia.

Per il 77% di questi viaggiatori, la scelta dipende principalmente dall’aumento delle spese, con particolare riferimento alle tariffe aeree e ai costi energetici. Il 18% indica invece come principale elemento di preoccupazione l’evoluzione dei conflitti internazionali, soprattutto in relazione ad alcune destinazioni del Medio Oriente. Il restante 5% segnala motivazioni differenti.

Agriturismi e territorio al centro dell’offerta

Il ritorno alle vacanze di prossimità rappresenta un’opportunità anche per gli agriturismi, che possono contare su una rete nazionale composta da oltre 26mila strutture.

Secondo Campagna Amica e Terranostra, l’interesse verso questa forma di ospitalità è sostenuto dalla ricerca di soggiorni più legati al territorio, alla cultura rurale e alle produzioni agroalimentari locali.

Accanto alla permanenza in struttura, acquistano importanza le attività esperienziali. L’enoturismo mantiene un ruolo centrale, ma si amplia anche la domanda di itinerari dedicati alla birra artigianale, all’olio, ai formaggi e alle specialità tipiche delle diverse aree italiane.

Numerose aziende agrituristiche propongono inoltre agli ospiti la possibilità di osservare o partecipare alle attività agricole stagionali, come la trebbiatura e la raccolta della frutta. La vacanza diventa così uno strumento per conoscere più da vicino il lavoro delle imprese agricole, le tradizioni locali e l’origine delle produzioni Made in Italy.

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