Global mixology: dall'algoritmo di Facebook ai protagonisti del settore
Le world news di questa settimana ci parlano dell'algoritmo di Facebook, della bar manager italiana Maura Mila e delle dichiarazioni dell'OMS.
BAR & WINE - Le nostalgie proibizionistiche sembrano tornare in auge in questo inizio 2026: mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità rilancia le pressioni sui governi di tutto il mondo affinché aumentino le tasse su alcolici, tabacco e bevande zuccherate (ma non è chiarissimo a quale scopo), Facebook comunica che il suo algoritmo non promuoverà più le pagine in cui si parla di alcol, mettendo a rischio migliaia di aziende. Intanto l’italiana Maura Milia, icona della bar industry, dopo un’esperienza poco edificante in Messico torna a Londra come bar manager del prestigioso Eagle Bar. Ecco le notizie della settimana sul mondo di drink e distillati dai media internazionali.
Facebook mette al bando l’alcol, allarme fra le aziende
Come se non bastasse la rinnovata crociata anti-alcol dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (vedi più avanti), anche Facebook sembra unirsi alle nostalgie proibizionistiche. Come si legge su The Spirits Business, Meta – la tech company di Mark Zuckerberg proprietaria del social network, oltre che di Instagram e WhatsApp – sta comunicando ai titolari di attività legate all'alcol che le loro pagine Facebook non saranno più raccomandate dagli algoritmi della piattaforma. Una mossa destinata a tradursi, se confermata, in una riduzione della visibilità e dei ricavi per migliaia di aziende interessate.
La scorsa settimana, a diversi account aziendali legati a vino, birra e liquori è stato notificato che la tecnologia di Meta ha riscontrato che il loro contenuto “non rispetta gli Standard di comunità” di Facebook, di conseguenza gli stessi account sono stati “bannati” dalle raccomandazioni, senza fornire ulteriori spiegazioni. A lasciare a bocca aperta molti osservatori è il fatto che gli standard in questione non hanno subìto alcuna modifica negli ultimi mesi: non è chiaro se la misura si inserisca nelle nuove politiche di Meta, dopo la giravolta filo-trumpiana del Ceo Zuckerberg. Qualcuno suggerisce peraltro che potrebbe trattarsi di un bug dell’algoritmo di verifica. Al momento, comunque, sembra che le restrizioni si applichino solo agli account Facebook e non a Instagram.
L’italiana Maura Milia torna a Londra: è la nuova bar manager dell’Eagle Bar
L’italiana Maura Milia, personaggio iconico nel panorama del bartending internazionale, è il nuovo direttore generale dell’Eagle Bar, sul rooftop del The Chancery Rosewood, prestigioso hotel londinese. Lo riferisce Drinks International. Originaria di Arixi, piccolo borgo nel sud della Sardegna, Milia è stata per dieci anni bar manager del Connaught Bar guidato da Agostino Perrone e Giorgio Bargiani: un formidabile trio italiano che ha portato il mitico cocktail bar nell’omonimo hotel di Londra al vertice dei World’s 50 Best Bars nel 2020 e 2021 (attualmente è in sesta posizione). E proprio a Londra, nel 2022, Maura Milia era stata nominata Bar Manager of the Year ai Class Bar Awards.
Fra il 2023 e il 2024, insieme con il marito Alex Lawrence, si era trasferita in Messico dove, in società con Walter Meyenberg, la coppia aveva avviato i locali Cafè Arixi e Outline a Città del Messico e il Copal a Oaxaca: un’esperienza giudicata per nulla positiva dalla coppia, che il mese scorso aveva fatto ritorno nella capitale britannica. All’Eagle Bar, Milia supervisionerà le operazioni quotidiane, il team e l'esperienza degli ospiti, lavorando a stretto contatto con la direttrice Liana Oster.
L’OMS ancora all’attacco: “Aumentare le tasse sugli alcolici”
Dopo le raccomandazioni pubblicate l’estate scorsa per indurre i governi di tutto il mondo ad aumentare la tassazione su alcolici, tabacco e bevande zuccherate per limitarne la diffusione e, di conseguenza, gli effetti nocivi sulla salute dei consumatori (o almeno di quelli meno abbienti), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) torna all’attacco: come riporta The Drinks Business, il 13 gennaio l'agenzia ONU ha pubblicato due rapporti in cui rileva che, dal 2022 a oggi, le bevande zuccherate e alcoliche sono diventate più economiche a causa delle aliquote fiscali troppo basse nella maggior parte dei paesi (67), mentre solo in 25 nazioni sono diventate meno accessibili e in 21 non si registrano cambiamenti. E questo, secondo l'OMS, alimenta obesità, diabete, malattie cardiache, tumori e infortuni, in particolare tra bambini e giovani adulti.
L’organizzazione ribadisce quindi che i governi dovrebbero "rafforzare significativamente le tasse" su tali bevande, così da renderle meno accessibili: una posizione da cui deriverebbe, evidentemente, l’idea che alcol, tabacco e drink zuccherati fanno male ai poveri, più che ai ricchi. Resta peraltro un’ambiguità di fondo: secondo Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'OMS, "aumentando le tasse su prodotti come tabacco, bevande zuccherate e alcolici, i governi possono ridurre i consumi nocivi e sbloccare fondi per servizi sanitari vitali". Ma allora, quale sarebbe il vero scopo dell’auspicato aumento delle imposte, nella visione dell’agenzia? Limitare le vendite dei prodotti bollati come nocivi, oppure fare cassa a favore della sanità pubblica?
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