Manifesto Agricolo apre a Napoli e porta al centro produttori, stagioni e territorio
Manifesto Agricolo apre a Napoli il 25 giugno 2026: vendita, laboratorio e racconto della filiera con focus sull’agricoltura rigenerativa
NOTIZIE E DINTORNI - Aprirà il 25 giugno 2026 a Napoli, in piazza Salvatore Di Giacomo 126/127, Manifesto Agricolo, progetto nato dall’esperienza di Radici a Stoccolma e dedicato al rapporto tra alimentazione, filiere agricole e territorio.
Lo spazio unirà vendita di prodotti agricoli, laboratorio di trasformazione e una piattaforma culturale e narrativa pensata per raccontare ciò che spesso resta fuori dallo scaffale: stagioni, lavoro nei campi, competenze, persone e passaggi che portano il raccolto fino alla tavola.
L’idea alla base è sintetizzata nella formula “Il cibo come cura. Dalla terra alla tua tavola”, che orienta il progetto verso una maggiore attenzione alle origini dei prodotti e alle conseguenze delle scelte alimentari. “Perché ogni volta che scegliamo cosa mettere nel piatto, stiamo scegliendo anche quale modello agricolo sostenere - affermano i promotori del progetto -, quale economia alimentare alimentare, quale rapporto instaurare con il territorio. Oggigiorno, la crisi climatica, la perdita di fertilità dei suoli, l'impoverimento della biodiversità e la crescente distanza tra città e campagne non sono questioni che riguardano soltanto gli agricoltori. Riguardano tutti. E il cibo rappresenta uno degli strumenti più concreti attraverso cui ognuno può contribuire al cambiamento”.
Manifesto Agricolo punta in particolare sull’agricoltura rigenerativa, un approccio che mira ad aumentare la fertilità naturale dei terreni, sostenere la biodiversità, migliorare la capacità dei suoli di trattenere acqua e carbonio, limitare l’erosione e rafforzare la resilienza degli ecosistemi agricoli rispetto ai cambiamenti climatici.
Il riferimento è Radici, primo marchio in Europa a ottenere la certificazione Regenerative Organic Certified® per la propria filiera agricola. Il riconoscimento riguarda pratiche orientate alla rigenerazione dei suoli, alla tutela della biodiversità e alla creazione di valore ambientale e sociale lungo la catena produttiva.
Accanto alla selezione di materie prime, il nuovo spazio napoletano ospiterà un laboratorio per la preparazione di prodotti stagionali, dolci e piatti pronti. L’obiettivo è seguire il percorso degli ingredienti dalla produzione alla trasformazione, dando visibilità anche agli operatori coinvolti nella filiera.
“Ogni ortaggio, ogni formaggio, ogni pane, ogni olio porta con sé una storia fatta di territorio, competenze, responsabilità e relazioni umane. Per questo il progetto - sostengono i promotori del progetto - mette al centro agricoltori, allevatori, pescatori, trasformatori e produttori, restituendo visibilità a chi rende possibile ciò che quotidianamente arriva sulle nostre tavole”.
La scelta di Napoli si lega al ruolo che il cibo ha nella storia e nell’identità della città, tra produzioni agricole campane, tradizioni dell’entroterra e cultura marinara. “È qui che prodotti diventati simboli nel mondo, dal pomodoro alle paste artigianali, dagli ortaggi delle pianure campane ai formaggi delle aree interne, hanno trovato terreno fertile non solo per crescere, ma per diventare cultura”, raccontano i soci di Manifesto Agricolo.
La campagna di lancio ruota attorno al messaggio “Non è solo spesa”, utilizzato per invitare il pubblico a riflettere sulla provenienza del cibo, sulla stagionalità e sul valore delle relazioni che stanno dietro a ogni prodotto. A identificare il progetto è anche il segno “MA:”, derivato dall'identità stessa del progetto. Una pausa. Una congiunzione. Un invito a cambiare prospettiva. Perché l'obiettivo non è semplicemente annunciare una nuova apertura.
È aprire una conversazione.
Con l’apertura del 25 giugno, il progetto propone dunque un luogo in cui fare la spesa, ma anche approfondire il legame tra consumo quotidiano, lavoro agricolo e futuro dei territori.
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