Maturità 2026: 3 studenti su 4 cambiano le abitudini a merenda
Indagine AstraRicerche/Unione Italiana Food: merendine al primo posto per i maturandi che cambiano le abitudini a merenda.
INDAGINI E RICERCHE - Tre maturandi su quattro modificano le abitudini a merenda durante la preparazione agli esami di Stato 2026, e per la metà di loro la scelta ricade sulle merendine: è quanto emerge dall'indagine condotta da AstraRicerche per Unione Italiana Food — associazione di categoria aderente a Confindustria — che ha fotografato i rituali alimentari di oltre 500 mila studenti impegnati nel rush finale verso la prima prova scritta, fissata per il 18 giugno. Il 32% degli intervistati mangia qualcosa di più rispetto alla solita merenda per recuperare le energie, mentre 1 su 4 (25%) si concede break più lunghi per rigenerarsi; solo il 15% opta per uno spuntino più veloce o riduce le quantità.
Lo spuntino pomeridiano è praticato dall'81,5% degli studenti, quello mattutino dal 73%. La merenda dolce prevale nettamente su quella salata: se il 58% alterna le due opzioni a seconda del momento, chi sceglie quasi sempre il dolce (28%) è più del doppio rispetto a chi preferisce il salato (14%). La motivazione non è puramente edonistica: per quasi 8 studenti su 10 (78%) la merenda dolce produce effetti positivi su studio e concentrazione. Nel dettaglio, ripaga dalle fatiche per il 34%, aiuta a studiare con più produttività per il 32% e tiene alta la soglia dell'attenzione per il 17%.
Nella classifica delle preferenze, le merendine si collocano al primo posto con il 50% dei consensi, seguite da frutta fresca (38%), yogurt (37%) e biscotti (33,5%). A seguire: panino con formaggi e salumi (24,5%), barrette energetiche o proteiche (22%), dolce fatto in casa (22%), pizza bianca o focaccia semplice (16,5%) e farcita (15%). I fattori che spiegano il primato delle merendine sono riconducibili a un mix di praticità e gusto: si consumano ovunque (35%), sono buone (33%), non richiedono preparazione (30%), danno energia immediata (25%) e sono porzionate (15%). Tra le tipologie, riscuotono maggiore consenso quelle non farcite — treccine, plumcake, ciambelle e cornetti — con il 34% delle preferenze, seguite dalle versioni farcite con confettura, marmellata, crema o cioccolato (21%) e da quelle da conservare in frigorifero (18%).
A validare le scelte degli studenti è la Prof.ssa Silvia Migliaccio, Presidente della Società Italiana di Scienze dell'Alimentazione: «Fermarsi per consumare la merenda durante lo studio per la preparazione agli esami di maturità è una scelta corretta da parte dei ragazzi. Una pausa permette infatti di ripristinare un ritmo più rilassato e di recuperare concentrazione ed energie, in un periodo spesso fonte di ansia e stress. Prendersi una coccola per sé può rappresentare un comportamento utile sia da un punto di vista nutrizionale che psicologico per mantenere alto il livello di attenzione e il rendimento». Sul profilo nutrizionale del prodotto, la stessa esperta precisa: «La quota di carboidrati presenti in uno spuntino come una merendina, unita a una porzionatura adeguata, contribuisce a ricaricare mente e fisico per tornare sui libri con la giusta energia. Le merendine di oggi hanno caratteristiche nutrizionali significativamente migliorate rispetto al passato: meno zuccheri semplici, grassi e calorie, minore contenuto di sale e presenza di fibre. Si tratta di un prodotto versatile che può essere scelto non solo in base al gusto, ma anche rispetto alle proprie necessità energetiche, con un apporto che varia in media dalle 100 alle 200 calorie».
Sul fronte dello studio, i ritmi si intensificano all'avvicinarsi delle prove: il 66% degli studenti dedica più di due ore al giorno allo studio oltre l'orario scolastico, e 1 su 6 supera la soglia delle quattro ore. Le ragazze si mostrano più assidue: il 22% raggiunge o supera quel limite, contro il 10% dei ragazzi. Dal punto di vista geografico, gli studenti del Nord-Est risultano i più diligenti, con il 21% oltre le quattro ore quotidiane, rispetto al 12% del Nord-Ovest.






