Snackpacking, il cibo locale ridisegna il turismo di Millennial e Gen Z

Lo Snackpacking cambia il turismo estivo: dati, tendenze e 10 mete tra Italia e Sud-Est Europa da scoprire attraverso i sapori locali

16 Lug 2026 - 14:58
Snackpacking, il cibo locale ridisegna il turismo di Millennial e Gen Z

INDAGINI E RICERCHE - Il turismo estivo globale sta attraversando una trasformazione sociologica ed economica, sostenuta da viaggiatori più giovani e consapevoli, orientati verso esperienze autentiche, culturali e senza filtri. I comportamenti d’acquisto di Millennial e Gen Z sono tra i principali fattori di questo cambiamento, che ha ridefinito il modo di scoprire i territori attraverso la diffusione dello Snackpacking.

Le nuove generazioni scelgono di esplorare le destinazioni partendo dai sapori locali, dai piccoli snack di strada alle specialità regionali. In questo modello di viaggio, le piccole attività commerciali diventano custodi dell’identità locale.

Secondo i dati del Global Travel Trends Report, ripresi da Forbes International, l’89% di Millennial e Gen Z considera l’assaggio di queste specialità una parte essenziale e irrinunciabile dell’itinerario. Il 69% dei viaggiatori punta ai banchi dello street food, il 53% va alla ricerca di panifici storici e il 50% esplora i negozi di alimentari di prossimità alla ricerca dei sapori del territorio.

Il fenomeno trova spazio anche sui social, dove il cibo diventa uno dei racconti fotografici più immediati del viaggio. Oltre il 75% dei giovani dichiara di essere propenso a cercare attivamente, durante l’itinerario, un prodotto alimentare specifico solo perché diventato virale online.

Il caso più rappresentativo è quello dell’hashtag #711, diventato un fenomeno legato ai viaggi grazie ai video dedicati ai prodotti iconici della catena di minimarket internazionale 7-Eleven. L’hashtag ha superato i 900.000 post su Instagram e totalizzato oltre 266.000 video su TikTok, mostrando come lo Snackpacking influenzi la scelta delle tappe e delle mete del turismo contemporaneo.

“I dati dimostrano che per le nuove generazioni la prima tappa del viaggio non è più l'attrazione turistica iconica, ma il luogo in cui batte il cuore quotidiano della comunità - commenta Rosa Giglio, Head of Brand Marketing and Communication di BWH Hotels Italy & South-East Europe - Scegliere lo street food, il panificio storico o il mercato rionale significa cercare un'interazione sincera e non mediata. Il cibo diventa così la chiave per decodificare lo stile di vita di una destinazione, guidando una nuova economia del turismo che ridefinisce completamente i flussi di spesa e le priorità dei viaggiatori”.

Il mercato del turismo enogastronomico

Il fenomeno si inserisce in un contesto di crescita dell’intero comparto. Secondo il recente Culinary Tourism Market Report 2026, il mercato del turismo enogastronomico globale è proiettato verso i 1.230 miliardi di dollari entro la fine del 2026, rispetto ai 1.060 miliardi del 2025, con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 15,6%.

Le proiezioni a lungo termine stimano inoltre il raggiungimento di quota 2.190 miliardi entro il 2030.

La tendenza globale trova riscontro nei dati nazionali elaborati da ENIT e ripresi dal Ministero del Turismo. In Italia, l’enogastronomia è ormai una componente centrale dei flussi internazionali: +176% nei soggiorni degli ultimi dieci anni, 2,4 milioni di presenze e 395,5 milioni di euro di spesa internazionale, in aumento del +9% rispetto ai cicli storici precedenti.

Secondo quanto si legge sul sito del Ministero, l’enogastronomia si è consolidata come una motivazione di viaggio trainante, capace di attrarre flussi strategici da mercati chiave quali Regno Unito, Germania, Spagna e USA.

“I dati descrivono un asset strategico da miliardi di dollari che trasforma il cibo nella principale leva di attrazione internazionale - conclude Rosa Giglio - Questa spinta verso l'autenticità pop genera valore anche fuori dai circuiti di massa, spostando la spesa turistica verso mete secondarie e quartieri alternativi, in Italia come nel Sud-Est Europa. In questo scenario, l'hotel diventa l'hub strategico da cui partire alla scoperta di micro-esperienze gastronomiche sul territorio”.

Le destinazioni italiane

BWH Hotels Italy & South-East Europe ha selezionato 10 mete tra l’Italia e il Sud-Est Europa, dove il viaggio estivo passa attraverso mercati, botteghe, cibo di strada e specialità locali.

A Lecce (Puglia), i custodi dell’identità sono il mercato di Porta Rudiae e le storiche botteghe barocche. L’assaggio iconico comprende il pasticciotto leccese caldo e il rustico leccese.

A Catania (Sicilia), il punto di riferimento è lo storico mercato della Pescheria ('A Piscaria). Tra gli assaggi figurano la tavola calda catanese, con cartocciate e cipolline, e i seltz ai chioschi storici.

A Verona (Veneto), l’identità locale passa dai mercati e dalle storiche osterie, comprese fraschette e botteghe storiche. Gli assaggi indicati sono il risino veronese, i cicchetti locali con salumi della Lessinia e la pastissada de caval da passeggio.

A Genova (Liguria), i luoghi di riferimento sono i mercati coperti, tra cui il Mercato Orientale, e i caruggi del centro storico. Le specialità comprendono la focaccia classica e di Recco, la farinata calda e i frisceu, frittelle di baccalà o erbe.

A Bologna (Emilia-Romagna), i custodi dell’identità sono le storiche botteghe del Quadrilatero e il Mercato delle Erbe. Tra gli assaggi figurano la mortadella a cubetti da passeggio, le crescentine calde e i tranci di pizza in teglia alla bolognese.

A Viterbo (Lazio), i luoghi indicati sono le storiche botteghe del quartiere medievale di San Pellegrino e i banchi dei produttori locali a Km0 nei mercati della Tuscia. L’assaggio iconico comprende la celebre porchetta di Viterbo, da gustare in un panino fragrante, i fagioli con le cotiche in versione street food e i tipici biscotti "tozzetti" alle nocciole dei Monti Cimini.

A Perugia (Umbria), i custodi dell’identità sono i forni storici, i piccoli alimentari nascosti tra i vicoli medievali e le scalinate del centro, oltre alle storiche botteghe artigiane di Corso Vannucci. Tra gli assaggi figurano la leggendaria torta al testo umbra, farcita con prosciutto di Norcia e caciotta oppure con salsiccia e verdure campagnole, i baci di Perugia artigianali e il cioccolato locale da passeggio.

Le mete del Sud-Est Europa

A Salonicco / Thessaloniki (Grecia), i custodi dell’identità sono i mercati storici di Modiano e Kapani. Gli assaggi indicati sono la bougatsa, sfoglia dolce o salata, i souvlaki nei vicoli e i celebri koulouri, ciambelle al sesamo.

A Yerevan (Armenia), il punto di riferimento è lo storico mercato coperto GUM (Gumi Shuka), caratterizzato da profumi, frutta e spezie. Tra gli assaggi figurano il pane lavash sfornato al momento nei forni sotterranei (tonir), i lamadjo, sottili pizze armene con carne speziata, e la frutta secca ripiena di noci.

A Tirana (Albania), il custode dell’identità locale è il Pazari i Ri (Nuovo Mercato), dove i banchi di frutta e spezie si affiancano a piccoli chioschi e caffè all’aperto. L’assaggio iconico comprende il byrek tradizionale, al formaggio o agli spinaci, comprato caldo nei piccoli forni di quartiere (furrë buke), e i tipici spiedini qofte.

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