Trent'anni del Club del Buttafuoco Storico: l'Oltrepò Pavese celebra il vino che ha fatto comunità
Il Club del Buttafuoco Storico celebra trent'anni con il Patto del Fuoco: eventi fino a maggio 2026 per il vino simbolo dell'Oltrepò Pavese
ENTI E CONSORZI - Era il 1996 quando alcuni viticoltori dell'Oltrepò Pavese scelsero di dare un'identità collettiva a un vino antico con il Club del Buttafuoco Storico. Una scelta coraggiosa in un territorio che allora privilegiava i grandi numeri e la produzione intensiva. Quel progetto, che sembrava un azzardo, ha compiuto trent'anni diventando un esempio virtuoso di fare squadra e una bandiera per l'intero comprensorio.
La scommessa vinta dei pionieri
"Quello che trent'anni fa poteva sembrare un azzardo da parte di un gruppo di sognatori, soprattutto in un Oltrepò Pavese allora più orientato ai volumi e alla viticoltura intensiva, oggi appare l'unica strada possibile per tutelare il patrimonio viticolo e portare nel futuro il mestiere del vignaiolo. La visione lungimirante dei fondatori dimostra il valore di un progetto serio, nato con un obiettivo semplice ma non più negoziabile: conservare il vigneto, custodire la storicità delle vigne e difendere, anno dopo anno, la qualità delle uve." Le parole di Massimo Piovani, presidente del Club del Buttafuoco Storico, sintetizzano il senso di un'avventura che ha saputo guardare lontano.
Il sodalizio del Club del Buttafuoco Storico riunisce famiglie che si tramandano la cura delle vigne di generazione in generazione. Ogni vignaiolo conosce il proprio appezzamento storico in ogni dettaglio e lo custodisce con attenzione maniacale, consapevole di coltivare un tesoro da preservare. Un patrimonio condiviso, alimentato dal continuo confronto tra produttori che si ritrovano spesso alla Casa del Buttafuoco Storico a Canneto Pavese per discussioni appassionate e tecniche.

I numeri di una crescita sostenibile
Il Buttafuoco Storico rappresenta un'evoluzione della DOC Buttafuoco dell'Oltrepò Pavese. Utilizza le stesse uve - Croatina, Barbera, Ughetta di Canneto e Uva Rara - ma segue un disciplinare più stringente e riporta in etichetta il cru di provenienza.
In 30 anni il Buttafuoco Storico ha conosciuto una crescita significativa: gli undici fondatori sono diventati diciotto produttori, che gestiscono venti vigne storiche distribuite in sei comuni dello Sperone di Stradella. Questa prima collina dell'Oltrepò che si protende verso la pianura ricorda nella forma la prua di un veliero, simbolo impresso su ogni bottiglia.
La produzione è passata da volumi di nicchia alle attuali 70.000 bottiglie annue, con un potenziale superiore alle 200.000 unità. Il vino si è affermato come una delle etichette di riferimento del territorio, sullo stesso livello del Metodo Classico dell'Oltrepò Pavese.
Tra le scelte strategiche spicca la nuova Enoteca del Buttafuoco Storico a Canneto Pavese. L'investimento di quasi 500.000 euro ha generato, a due anni dall'apertura, un fatturato di circa 200.000 euro in crescita. Uno spazio fisico e simbolico per il vino e l'area produttiva.
In questi tre decenni il Club ha costruito valore attorno a un'etichetta diventata emblema per ogni cantina associata. Un'icona identitaria che esprime una cultura della qualità, della disciplina produttiva e di una visione condivisa. La filiera oggi vale un milione e mezzo di euro. Un vino che è anche messaggero di pace, perché racconta la storia di una battaglia mai combattuta.
Il Patto del Fuoco apre le celebrazioni
L'alleanza nata nel 1996 tra gli undici pionieri viene oggi rinnovata attraverso il Patto del Fuoco. Il 7 febbraio i diciotto soci apriranno ufficialmente i festeggiamenti con un rito simbolico: ciascun viticoltore verserà il proprio Buttafuoco Storico in una mathusalem comune, bottiglia istituzionale dell'anniversario. Un gesto che richiama la produzione della bottiglia consortile, realizzata con il blend dei vini dei produttori, e ribadisce la scelta di fondo: fare comunità.
Per l'occasione verrà creata un'etichetta speciale disegnata dalle classi dell'Istituto ITCG Maragliano di Voghera, insieme a una ricetta originale ideata dagli studenti dell'Istituto Alberghiero Santachiara di Voghera, entro la fine dell'anno scolastico. Un dialogo tra formazione e identità territoriale.
Il Patto sarà suggellato da una pergamena firmata dai vitigoltori e dalle istituzioni del territorio, che agiranno come notai simbolici.
Un anno di iniziative per tutto il territorio
Da febbraio a maggio 2026 la Casa del Buttafuoco Storico e l'intera Provincia di Pavia saranno protagoniste di un calendario ricco di appuntamenti. Un programma che traduce in pratica una visione precisa: fare sistema come abitudine quotidiana è il vero propulsore della crescita per un territorio che merita uno spazio sempre più riconosciuto nell'enologia italiana.
Il progetto coinvolgerà ristoranti con menu celebrativi, enoteche con degustazioni e azioni promozionali, strutture ricettive per l'accoglienza turistica. Le iniziative nasceranno anche dalla collaborazione con altri comparti economici - risicolo, ortofrutticolo, turistico e della norcineria - e interesseranno il Pavese, l'Oltrepò e la Lomellina.
Tutti gli eventi saranno annunciati sui canali social del Club.

Si parte l'8 febbraio con un banco di assaggio permanente alla Casa del Buttafuoco Storico. Domenica 15, 22 febbraio e 1° marzo sono in calendario tre incontri dedicati al confronto e all'esplorazione: BB Bordeaux e Buttafuoco in collaborazione con l'enoteca Detti & Spiriti di Pavia, Amarone vs Buttafuoco a cura dell'enoteca Ca' di Sass di Voghera e Inside Buttafuoco, degustazione tematica firmata dall'enoteca San Lanfranco di Pavia.
Lunedì 16 febbraio si terrà l'open day per i ristoratori che vorranno raggiungere la Casa del Buttafuoco per un banco di assaggio disponibile tutto il giorno e l'incontro con i produttori. L'ingresso è ad accredito: si può compilare il form sul sito buttafuocostorico.com per ricevere il pass, oppure scrivere a info@buttafuocostorico.com.
Per informazioni e prenotazioni su tutte le iniziative: info@buttafuocostorico.com.
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