Occupazione in flessione, ma l'Horeca cresce: 97mila contratti a marzo 2026
A marzo 2026 il settore alloggio, ristorazione e turismo guida la crescita occupazionale con 97mila contratti, unico comparto in controtendenza positiva.
INDAGINI E RICERCHE - Il comparto alloggio, ristorazione e servizi turistici si conferma motore occupazionale a marzo 2026, con circa 97mila contratti programmati nel mese e oltre 347mila nell'arco del trimestre marzo-maggio, registrando una crescita del +3,5% mensile e del +3,2% trimestrale rispetto alle previsioni dello stesso periodo del 2025. Un risultato che va controtendenza rispetto al quadro generale: le imprese italiane prevedono complessivamente 479mila nuove assunzioni a marzo, con una flessione di 13mila unità (-2,7%) rispetto a un anno fa. I dati emergono dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
A livello settoriale, la flessione è quasi trasversale: cala il manifatturiero (-6,0% nel mese), il commercio (-6,8%), il settore primario (-2,6%) e le costruzioni (-0,4%). Fanno eccezione, oltre all'alloggio e alla ristorazione, anche i servizi alle persone, che segnano un +1,7% mensile e un +1,1% trimestrale.
Nell'ambito del comparto Horeca e turistico, il Bollettino Excelsior segnala tra le figure di più difficile reperimento gli esercenti e addetti nelle attività di ristorazione, con una quota di difficoltà pari al 61,5% dei profili ricercati nel settore primario correlato. In generale, il 45,3% delle entrate programmate a livello nazionale risulta di difficile reperimento: la principale motivazione indicata dalle imprese è la mancanza di candidati (27,5%), seguita dalla mancanza di competenze adeguate (14,0%).
Sul fronte contrattuale, a marzo prevalgono le assunzioni a tempo determinato (59,9% del totale, pari a circa 287mila unità), seguite da quelle a tempo indeterminato (19,0%, 91mila contratti) e dai contratti in somministrazione (7,4%, 35mila unità). Il 27% delle entrate totali è rivolto a candidati under 30, per un totale di oltre 129mila contratti.
La quota di ingressi previsti tramite lavoratori immigrati si attesta al 24,2% del totale nazionale, con punte elevate nel tessile (44,7%), nel settore primario (44,3%) e nelle costruzioni (33,6%). Sul piano territoriale, la Lombardia guida con 89mila contratti nel mese e 263mila nel trimestre, seguita da Lazio e Veneto, entrambe a circa 47-48mila contratti mensili e 146mila nel trimestre.






