Valdo a Wine Paris 2026: identità di gruppo e sguardo internazionale
La partecipazione di Valdo Spumanti a Wine Paris segna un cambio di passo strategico: presenza autonoma, rafforzamento della group identity e debutto di Purø
VINI E SPUMANTI - C’è una differenza sottile ma decisiva tra presidiare una fiera e usarla come piattaforma strategica. È su questo crinale che si è inserita la partecipazione di Valdo Spumanti a Wine Paris 2026, dove il gruppo veneto ha scelto per la prima volta una presenza autonoma per raccontare una visione più ampia e integrata.
«Quest’anno ci siamo emancipati dalla partecipazione consortile delle edizioni passate per avere maggiore flessibilità e libertà di manovra. Giocando come gruppo su più campi, abbiamo scelto un approccio più orientato alla group identity», spiega Massimo Tonini, direttore generale di Valdo.

Una scelta che riflette un posizionamento in evoluzione: Valdo resta un player fortemente identitario nel mondo delle bollicine, ma lavora sempre più su una dimensione multiregionale e multicategoria, capace di tenere insieme DNA spumantistico e nuovi linguaggi di prodotto.
Spumanti e no-alcohol: un’estensione di categoria, non una deviazione
In qualità di spumantizzatore, Valdo ha deciso di confrontarsi con uno dei segmenti più discussi del momento, quello del no-alcohol, scegliendo però una strada coerente con la propria competenza tecnica e industriale. «Abbiamo deciso di cavalcare il tema del no alcohol all’interno della categoria che pensiamo di rappresentare meglio, quella degli spumanti», sottolinea Tonini.
Da qui nasce Purø Alcohol Free Blanc de Blancs, spumante che è un blend di Glera, Chardonnay e Traminer presentato in anteprima a Parigi: un prodotto che l’azienda definisce come “vero vino senza alcohol”, ottenuto da base vinificata e successivamente dealcolizzata, senza aggiunta di aromi.

«È un approccio innovativo perché la categoria è oggi popolata in larga parte da bevande con conservanti. Noi abbiamo scelto di differenziarci puntando su una filiera vitivinicola reale», spiega Tonini, evidenziando come il progetto sia strettamente legato alla tenuta friulana I Magredi, recentemente acquisita dal gruppo.
La dealcolazione, oggi affidata a partner esterni in attesa di un quadro normativo pienamente definito, rientra in una strategia di filiera corta che Valdo intende completare internamente nel medio periodo, includendo anche la fase di “spumantizzazione”.
Mercati, occasioni di consumo e nuove ritualità
Il nome Purø, con quella “o” che richiama lo zero alcohol, non è solo un esercizio di branding ma un segnale di posizionamento. «Abbiamo valutato attentamente il potenziale dei mercati dove siamo già forti a livello distributivo, come la Germania, molto ricettiva sia sul prodotto locale sia su quello importato», spiega Tonini.
Accanto ai mercati esteri più maturi, resta aperta anche la riflessione sul mercato italiano, ancora in fase di assestamento ma attraversato da segnali interessanti, soprattutto nel mondo della mixology, dei mocktail e delle alternative analcoliche. «C’è dinamismo, anche legato a nuove occasioni di consumo, come quella del cosiddetto designated driver», aggiunge.
Wine Paris, Vinitaly e Prowein: la mappa fieristica secondo Valdo
La partecipazione a Wine Paris si inserisce in una strategia fieristica selettiva, che per Valdo ruota attorno a tre appuntamenti chiave. Vinitaly resta la tappa domestica imprescindibile, anche perché nel 2026 coincide con il centenario dell’azienda, che sarà celebrato con un evento istituzionale dedicato a famiglia, dipendenti e partner storici.
Accanto a Verona, Parigi rappresenta oggi la piattaforma più efficace per la visibilità internazionale. «Per Wine Paris è l’anno della verità: ha fatto un ulteriore balzo in avanti, ora bisognerà vedere se tiene. Ma è evidente perché oggi stia vincendo: forza organizzativa, trasporti, accoglienza, voli internazionali», osserva Tonini. Prowein, infine, resta un presidio fondamentale per il mercato tedesco, pur in una fase di progressiva regionalizzazione.

Verso una Valdo multiregione
Sul piano industriale, l’acquisizione della tenuta I Magredi apre una nuova fase per il gruppo. L’obiettivo dichiarato è costruire una group identity capace di tenere insieme Prosecco e bollicine, che restano il cuore dell’azienda, con una presenza strutturata anche su vini fermi del Friuli delle Grave, interpretati in chiave contemporanea, sulla freschezza e sulla bevibilità.
Un percorso che Wine Paris ha contribuito a rendere visibile, offrendo a Valdo non solo una vetrina commerciale, ma un contesto di confronto sul futuro del consumo, dei mercati e delle categorie. Un futuro che, per l’azienda di Valdobbiadene, passa sempre più dalla capacità di integrare tradizione, innovazione e lettura anticipata dei cambiamenti.
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