Vino spumante, nuove evidenze sull’efficacia del tappo corona

Uno studio analizza come tappi corona, temperatura e formato della bottiglia influenzano CO₂ e maturazione degli spumanti metodo classico

25 Giu 2026 - 16:03
Vino spumante, nuove evidenze sull’efficacia del tappo corona

VINI E SPUMANTI - La collaborazione tra il team di Gérard Liger-Belair dell’Università di Reims Champagne-Ardenne e CREALIS PE.DI ha approfondito l’effetto della capsule de tirage sul potenziale di maturazione dei vini spumanti prodotti con metodo classico. La ricerca esamina in particolare la capacità di conservazione associata alle diverse permeabilità delle guarnizioni dei tappi corona della gamma CREALIS PE.DI, oltre all’impatto della temperatura di stoccaggio, parametro rilevante per le bottiglie conservate fuori terra.

In un recente studio scientifico sulla conservazione della CO₂ nei vini spumanti metodo classico, i ricercatori dell’Università di Reims Champagne-Ardenne hanno sviluppato un modello per prevedere l’evoluzione dell’anidride carbonica durante l’invecchiamento sui lieviti e stimare la durata massima di conservazione compatibile con le normative europee. Il modello utilizza misurazioni effettuate in condizioni reali di invecchiamento nell’ambito della collaborazione con CREALIS PE.DI, specializzata in tappi corona per la seconda fermentazione del metodo classico. In cinque anni, diversi lotti di bottiglie sono stati monitorati per rilevare le perdite di CO₂ attraverso i tappi corona TOP, TOP+3, TOP+, TOP Z e TOP S.

«L'assenza di misurazioni in situ ottenute su lunghi periodi costituiva fino ad ora un ostacolo importante, a causa dei vincoli sperimentali associati. I dati prodotti nell'ambito dei lavori di CREALIS PE.DI hanno permesso di superare questa limitazione e di stabilire un modello aggiornato che mette in evidenza l'influenza preponderante della permeabilità della guarnizione dei tappi corona sulla ritenzione della CO₂» riferisce Gérard Liger-Belair, professore all'Università di Reims Champagne-Ardenne.

Temperatura e permeabilità della chiusura

Lo studio considera l’effetto combinato della temperatura di invecchiamento e della permeabilità della chiusura. Le simulazioni indicano che l’aumento della temperatura di cantina accelera le perdite di CO₂ e riduce la durata massima dell’invecchiamento compatibile con il mantenimento di una pressione sufficiente nella bottiglia.

Per i produttori, i dati consentono di valutare il rapporto tra eventuali variazioni delle temperature di stoccaggio e conservazione del vino, anche nell’ottica di ridurre l’impatto associato alla termoregolazione delle cantine fuori terra. Il modello permette inoltre di individuare il momento in cui una bottiglia rischia di scendere sotto la soglia regolamentare di pressione di 3,5 bar a 20 °C dopo la sboccatura. Gli autori rilevano che il controllo degli scambi gassosi è un elemento rilevante per le cuvée destinate a lunghi periodi di affinamento.

Formati grandi e potenziale di maturazione

Un ulteriore risultato riguarda il comportamento dei diversi formati. Secondo lo studio, le bottiglie grandi, in particolare i magnum, trattengono naturalmente meglio la CO₂ e presentano un potenziale di maturazione maggiore rispetto ai formati standard.

L’applicazione Up2Bubbly by PE.DI e il gruppo CREALIS

Dalla collaborazione con l’Università di Reims Champagne-Ardenne nasce Up2Bubbly by PE.DI, applicazione dedicata al supporto delle decisioni enologiche nel metodo tradizionale. Lo strumento consente di modellare l’evoluzione della pressione di CO₂ e di stimare l’ingresso di ossigeno durante l’invecchiamento sui lieviti, fornendo indicazioni sul controllo dell’effervescenza e dei processi ossidativi. L’applicazione è gratuita, utilizzabile via browser e basata su algoritmi predittivi derivati da ricerche scientifiche validate.

CREALIS opera da 70 anni nel settore delle soluzioni di chiusura per vino fermo e spumante, distillati, birra, acqua minerale premium, olio d’oliva e aceto. Nel 2025 il gruppo ha registrato un fatturato di 235 milioni di euro, con circa 1.300 dipendenti e 13 siti produttivi in Francia, Italia, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Australia e Messico. I prodotti del gruppo sono commercializzati in oltre 70 Paesi.

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