Alla scoperta del Casino: storia, ricetta e abbinamenti per un classico riscoperto
Nato attorno ai primi del Novecento e divenuto popolare “grazie” al Proibizionismo, il Casino è fra i classici riscoperti nel XXI secolo
BAR & WINE - Un classico giunto fino ai giorni nostri fra alti e bassi, il Casino, a giudicare dalla lista ufficiale dei cocktail dell’International Bartenders Association. L’IBA ha infatti incluso questo cocktail – a base di gin, maraschino e bitter all’arancia - nella prima edizione nel 1961, salvo depennarlo in occasione della prima revisione nel 1986; infine ve lo ha reintrodotto nel 2011 (quinta lista), fra gli “Unforgettables”, dopo che il ritorno in auge della mixology ha portato alla riscoperta di tante ricette storiche. Sì, perché fra le poche cose che sappiamo sulle origini di questo drink, c’è il fatto che esisteva già nel 1909.
La storia
In quell’anno, il Casino compare in “The reminder: up-to-date bartenders' vest pocket guide” del bartender americano Jacob “Jake” Didier: potrebbe essere lui il creatore del cocktail? Non lo sappiamo, non ci sono indizi per poterlo affermare. Nel 1916 il drink viene citato, con una formula quasi identica, nel noto ricettario “Recipes for mixed drinks” di Hugo Ensslin, allora barman dell’Hotel Wallick a New York. Otto anni dopo, quando gli americani più facoltosi andavano a bere alcolici a Cuba per sfuggire al Proibizionismo, ritroviamo il Casino in un altro “testo sacro” della miscelazione, il “Manual del cantinero” di Leon Pujol e Oscar Múñiz.
Paradossalmente, proprio il Proibizionismo contribuisce alla popolarità del Casino e di altri cocktail a base di gin, preparati negli speakeasy clandestini con il distillato prodotto illecitamente “in casa”. Nel 1930 il drink viene poi menzionato nel mitico “The Savoy cocktail book” di Harry Craddock e nel 1948 nell’altrettanto mitico “The fine art of mixing drinks” di David Embury, che lo presenta come variante dell’Aviation: le due ricette, in effetti, sono molto simili, l’unica differenza sta nella crema di violetta impiegata nell’Aviation al posto dell’orange bitter. Anche se, forse, è l’Aviation a essere una variante del Casino, dato che compare per la prima volta solo nel 1916 nel già citato ricettario di Hugo Ensslin, che secondo alcuni ne sarebbe il creatore.
A cavallo della Seconda guerra mondiale, svariati ricettari propongono cocktail chiamati Casino, ma basati su ingredienti che nulla hanno a che fare con l’originale. Anche quest’ultimo, comunque, vede declinare la sua popolarità fra gli anni ’70 e ’90, quando ai classici vengono preferiti drink “facili”, colorati e spesso improbabili, per lo più a base di vodka. Fino alla riscoperta, come dicevamo, grazie alla cocktail renaissance all’inizio del nuovo secolo.
Il nome
Se è praticamente impossibile legare con certezza la nascita del Casino a una data e a una persona, a maggior ragione non ci sono fonti attendibili che consentano di dare una spiegazione “ufficiale” al suo nome. Tuttavia è probabile che sia stato ispirato al fascino delle case da gioco, che proliferarono nell'America del periodo (primi anni del 1900) in cui vide la luce il cocktail. Magari proprio al bar di un casinò (che in inglese si scrive per l’appunto senza accento).
La ricetta IBA del Casino
Nota: la ricetta pubblicata da IBA nel 1961 prevedeva il dry gin al posto del più dolce e morbido (nonché antico) Old Tom indicato nei ricettari di Didier ed Ensslin, in quanto quest’ultima varietà di gin, molto in voga fra il 1700 e il 1800, era pressoché sparita dalla circolazione nella seconda metà del 1900. Riscoperto e rilanciato in commercio parallelamente alla rinascita della mixology classica, l’Old Tom gin è tornato protagonista nella ricetta reinserita nella lista ufficiale IBA dal 2011, in cui è anche stata ridotta la quantità di orange bitter (da 10 ml a 2 dash).
Tecnica: Shake and Strain
Bicchiere: tumbler basso
Ingredienti:
40 ml Old Tom gin
10 ml maraschino
10 ml succo di limone fresco
2 dash orange bitter
Garnish: twist di limone e ciliegina al maraschino
Casino e food pairing
Il Casino è un cocktail secco, aromatico, con note agrumate e un leggero tocco dolce dato dal maraschino: la sua struttura elegante e fresca, con una componente acida e floreale, lo rende versatile nell’abbinamento gastronomico, a patto di evitare piatti troppo speziati o accompagnati da salse complesse, che coprirebbero le note delicate del drink. Ecco qualche accostamento ideale.
Crudi di pesce e tartare: ostriche, carpaccio di branzino, tartare di tonno o salmone: la freschezza e l’acidità del Casino esaltano i sapori marini e puliscono il palato.
Sushi e sashimi: il gin e le note agrumate si sposano perfettamente con la delicatezza del pesce crudo e la sapidità della salsa di soia.
Antipasti leggeri: piatti freschi e aromatici come crostini con burro e acciughe, carpacci di carne bianca, insalate di agrumi e finocchi sono valorizzati dalla componente citrica del cocktail.
Formaggi freschi: caprini, ricotta, feta, la freschezza e la leggera acidità del Casino creano un piacevole contrasto con la cremosità dei formaggi.
Finger food vegetali: snack leggeri e croccanti di verdure in pinzimonio, tempura di verdure, chips di patate dolci si abbinano bene alla struttura secca e aromatica del drink.
Leggi l'articolo anche su MixologyItalia.com






