Daniela Mastroberardino confermata alla presidenza de Le Donne del Vino: l’intervista
Intervista a Daniela Mastroberardino, riconfermata presidente dell’Associazione Nazionale le Donne del Vino
Sono passate poche ore dalla conferma di Daniela Mastroberardino alla presidenza nazionale de Le Donne del Vino per il triennio 2026–2028. Una rielezione che arriva in un momento di piena trasformazione del settore e che apre un nuovo ciclo per l’associazione, oggi forte di 1.250 professioniste. Abbiamo chiesto alla presidente di delineare priorità, prospettive e direzioni di lavoro per i prossimi anni.
Dal primo al secondo mandato: quale direzione strategica ritiene oggi prioritaria e cosa cambia rispetto al triennio precedente?
«Dal primo al secondo mandato, la priorità è continuare a far crescere l’Associazione consolidando l’equilibrio che ne è la forza: inclusività e identità, apertura e radicamento, visione e concretezza. Rispetto al triennio precedente, oggi c’è una maggiore consapevolezza del nostro ruolo e del valore che esprimiamo. Questo ci permette di lavorare con più profondità, rafforzando le relazioni e trasformando le idee in progetti strutturati. Perché, come in vigna, solo radici forti possono sostenere nuovi tralci e continuare a generare futuro.»
Il progetto D-Vino – il programma formativo rivolto agli Istituti Alberghieri e Turistici che porta lo studio del vino nelle scuole – sta crescendo costantemente: quali sono gli obiettivi 2026–2028 e quali nuove collaborazioni o ampliamenti prevedete?
«Il progetto D-Vino sta crescendo proprio perché intercetta le sfide del presente. Per il triennio 2026-2028 stiamo lavorando per sviluppare contenuti sempre più moderni e trasversali, pensati per affiancare i percorsi scolastici tradizionali e offrire agli studenti strumenti concreti per comprendere il mondo del vino in tutte le sue dimensioni: culturale, economica, sociale e comunicativa. L’obiettivo è mettere queste competenze a disposizione delle scuole che credono in una formazione capace di andare oltre i programmi classici, attraverso nuove collaborazioni e un ampliamento dell’offerta didattica. Presenteremo alcune novità importanti al Vinitaly.»
In un contesto di rallentamento dei consumi, come Le Donne del Vino intendono contribuire a un nuovo linguaggio del vino e al dialogo con le generazioni più giovani?
«Sentiamo la responsabilità di ripensare il linguaggio del vino, superando ogni forma di autoreferenzialità. L’ingresso di nuove professionalità negli organi direttivi va proprio in questa direzione: aprire la comunicazione a sguardi diversi, più contemporanei, capaci di dialogare con chi oggi vive, sceglie e consuma in modo nuovo. Il nostro obiettivo è riportare il vino al suo ruolo naturale, quello di elemento distintivo dello stile di vita italiano, che il mondo continua a guardarci con ammirazione. Una bollicina italiana condivisa a una festa in spiaggia al tramonto, un Fiano di Avellino accanto a una tartare di gamberi a Ravello, un Grignolino bevuto tra amici in una piazza di paese, un Etna Rosso sorseggiato dopo una camminata sul vulcano, un calice di Lambrusco a tavola, tra risate e piatti da condividere.»
L’associazione è cresciuta a 1.250 socie: come sta evolvendo l’identità interna e come convivono oggi professionalità tradizionali e nuove competenze?
«La crescita è sempre una grande ricchezza perché porta con sé competenze diverse e complementari. L’identità dell’Associazione evolve proprio nella capacità di tenere insieme professionalità tradizionali e nuove competenze, senza disperdere la forza del fare. Le nuove professionalità ci aiutano a restare contemporanee e accessibili, parlando a un consumatore moderno che vogliamo libero e consapevole, arbitro delle proprie scelte. Il vino, come la vite, è espressione della vita che sa rigenerarsi: ed è in questa capacità di rinnovamento continuo che si riflette oggi l’identità delle Donne del Vino.»
In vista del 40° anniversario del 2028: c’è un progetto simbolico o un’iniziativa speciale su cui state già ragionando?
«È ancora presto per svelare i contenuti dei prossimi tre anni di lavoro, anche perché il 40° anniversario cadrà nel 2028, in coincidenza con l’ultimo anno del mandato dell’attuale Consiglio. Posso però dire che stiamo già ragionando su un percorso che accompagni l’Associazione verso una sorta di seconda giovinezza: una fase nuova, fatta di maggiore consapevolezza del cammino compiuto, ma anche di una rinnovata e vibrante voglia di fare, di mettersi in gioco e di continuare a generare valore. Sarà un cammino coerente con la nostra storia, ma con lo sguardo ben rivolto al futuro.»

Chi sono Le Donne del Vino
Le Donne del Vino sono la più grande associazione mondiale di enologia al femminile. Fondata nel 1988, conta oggi 1.250 socie tra produttrici, enotecarie, sommelier, ristoratrici, giornaliste, architette, avvocate e professioniste del settore. È presente in tutte le regioni italiane attraverso delegazioni attive e coordinate. Associazione senza scopo di lucro, Le Donne del Vino promuovono la cultura del vino e il ruolo delle donne lungo tutta la filiera vitivinicola. Realizza studi sul gender gap in cantina, incentiva l’adozione del vetro leggero e collabora con università e enti formativi per offrire percorsi di aggiornamento e alta formazione, soprattutto nei settori del marketing e della comunicazione. Dal 2021 ha avviato il progetto D-Vino, un’iniziativa che porta l’insegnamento del vino negli istituti alberghieri e turistici italiani, con una partecipazione sempre più ampia delle regioni. Le Donne del Vino valorizzano l’identità locale attraverso progetti culturali come il primo ricettario italiano ispirato al vino e ai vitigni autoctoni, le degustazioni dedicate ai “vitigni reliquia” e ai “vigneti antichi”, e la promozione del turismo del vino. Dal 2019 Le Donne del Vino hanno avviato una storica partnership internazionale con 12 associazioni estere del vino al femminile, dando vita al Forum Mondiale delle Donne del Vino, un appuntamento annuale di confronto sui grandi temi del settore. L’ultimo incontro a Roma nel novembre 2024. Da sempre impegnata nel sociale, l’associazione contrasta la violenza sulle donne con campagne di sensibilizzazione, convegni e raccolte fondi.






