Dall'export in crisi di distillati USA al restyling di Aperol: le news dal mondo

Drink analcolici, export USA di distillati in calo e novità da Campari: le news internazionali del beverage di questa settimana.

17 Marzo 2026 - 12:21
Dall'export in crisi di distillati USA al restyling di Aperol: le news dal mondo

BAR & WINE - La tendenza no alcol non è un’alternativa ai drink alcolici, ma li affianca in nome dell'inclusività: l'importante è bere assieme. Il tracollo delle esportazioni di distillati Usa: così Trump affossa l'industria americana. Campari cambia Aperol per la prima volta dal 1919. Le notizie della settimana dai media internazionali sul mondo di drink e spirit.

Alcol o no alcol, l’importante è stare assieme

Un bartender autorevole come Alex Frezza, quando gli si chiede di commentare la tendenza dei drink no alcol, risponde che inizierà a ritenerla veramente tale quando vedrà diffondersi i sober bar, i bar senz'alcol. Diverso il punto di vista di un articolo pubblicato da Beverage Daily, per il quale, sebbene i locali alcol free probabilmente non invaderanno le nostre città, questo non significa che il boom dello zero alcol non sia qui per rimanere.

Un caso simbolico è il pub londinese di Lucky Saint, aperto nel 2023 dall'omonimo marchio britannico di birra analcolica: in lista, una vasta scelta di drink senza alcool così come di alcolici, per dare vita a uno spazio inclusivo dove chi beve alcol e chi no possono condividere la stessa esperienza. L’idea centrale è che il valore del bere non sia l’alcol, ma la connessione sociale. Dopo anni dedicati a migliorare qualità e gusto, si sottolinea nell'articolo, il settore deve ora puntare sulle emozioni: creare comunità, rafforzare il senso di appartenenza, offrire alternative che permettano di “stare in gruppo”, trasformando l’analcolico in una scelta naturale, non un ripiego. E accogliendo al tempo stesso anche chi resta lontano da scelte no alcol.

Tracollo dell’export, Trump manda sul lastrico le distillerie americane

Le esportazioni di spirit statunitensi sono drasticamente diminuite in tutto il mondo lo scorso anno, ma in particolare verso il Canada sono letteralmente crollate del 70% per effetto delle politiche commerciali di Trump, che hanno già portato alla chiusura tante distillerie indipendenti e alla perdita di migliaia di posti di lavoro in tutto il Paese. Il Canada, storicamente primo mercato d’esportazione per i produttori di alcolici a stelle e strisce, ha messo al bando i distillati made in Usa nel marzo 2025 dopo che il presidente Usa ha annunciato l’istituzione di dazi sui prodotti canadesi.

Da allora – riferisce The Spirits Business – solo due province del Canada, Alberta e Saskatchewan, hanno reintrodotto gli alcolici statunitensi sugli scaffali di negozi e supermercati, mentre il boicottaggio permane nel resto del Paese nonostante la rimozione del dazio canadese del 25% sugli alcolici Usa lo scorso agosto. Risultato: in base ai dati del Distilled Spirits Council of the US, tra marzo e dicembre 2025 il valore dell’export del settore verso il Canada è diminuito a 60 milioni di dollari, contro i 203 milioni dell’anno precedente. Gli ultimi dati della stessa associazione sull’export complessivo di distillati Usa nel mondo riportavano un -9% nel secondo trimestre dell’anno.

Aperol cambia per la prima volta in oltre un secolo

Il gruppo Campari ha rinnovato il design della bottiglia di Aperol: è il primo aggiornamento estetico rilevante da quando il prodotto fu lanciato, nel 1919. L’obiettivo, sottolinea Drinks International, è rafforzare la visibilità del brand in bar e punti vendita, mantenendo l’identità italiana ma con un linguaggio più moderno.

Il restyling introduce un’etichetta frontale più piccola e una retroetichetta trasparente che spiega come preparare l’Aperol Spritz, chiave di volta del rilancio di Aperol dopo l’acquisizione da parte di Campari nel 2003. Compare anche il monogramma in rilievo dei fratelli Barbieri, creatori del liquore, a sottolineare la continuità con le origini. Il lancio parte dal Regno Unito, sia nell’on-trade sia nell’off-trade.

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