De Bonart Naples: arte e fotografia entrano in sala ridisegnando l’esperienza gastronomica

Al De Bonart di Napoli prosegue il progetto Finarte THE GALLERY: con Isabella Accenti l’hotel rafforza il dialogo tra arte, fotografia e alta ristorazione

27 Apr 2026 - 09:08
De Bonart Naples: arte e fotografia entrano in sala ridisegnando l’esperienza gastronomica

OSPITALITÀ E TURISMO - L’ospitalità contemporanea sta progressivamente allargando il proprio perimetro, spostandosi oltre la dimensione del soggiorno per costruire esperienze più articolate, in cui linguaggi diversi finiscono per intrecciarsi. È una traiettoria ormai diffusa, a cui ogni realtà risponde secondo la propria identità.

Nel caso dell’Hotel De Bonart Naples - Curio Collection by Hilton questa apertura prende forma attraverso un dialogo strutturato con l’arte. 

Il progetto, realizzato in partnership con Finarte, avviato nel 2025 e sviluppato nel corso del 2026 anche sul piano espositivo, è un percorso che interviene direttamente sull’esperienza enogastronomica, ampliandola e mettendola in relazione con una fruizione delle opere che entra nello spazio della sala e ne modifica ritmo e percezione.

Dopo l’apertura con “Germinale” di Teresa Cervo, Finarte THE GALLERY prosegue con Isabella Accenti e la mostra “L’intima connessione dei sogni” - presentata al pubblico con un vernissage il 23 aprile scorso e visitabile fino al 15 giugno - che sposta il baricentro su una dimensione più intima e stratificata, in cui memoria e visione finiscono per sovrapporsi e costruire un rapporto più diretto con lo spettatore.

A margine della presentazione di questa seconda tappa è emersa con chiarezza la natura del progetto, che si configura come un dispositivo curatoriale pensato per mettere in relazione linguaggi diversi, spostando l’attenzione dal solo mercato alla qualità del dialogo tra opera, spazio e contesto.

È Marica Rossetti a sottolineare questo orientamento, evidenziando come il lavoro sviluppato da Finarte nasca dalla volontà di andare oltre l’aspetto economico per “riscoprire la bellezza di ogni opera e la sua capacità di dialogare con gli ambienti e, in questo caso, anche con il cibo”.

Al centro di questa fase del progetto, il lavoro di Isabella Accenti, che parte da immagini d’archivio, fotografie dei primi decenni del Novecento e materiali raccolti nel tempo.

«Le mie opere cercano di mescolare emozioni del passato con il presente», ha raccontato, spiegando come il processo non parta da un’idea definita ma si sviluppi nel fare, lasciando che sia l’immagine stessa a emergere. 

Nello spazio della sala, queste opere accompagnano, chiedendo uno sguardo più attento e finendo per modificare, quasi impercettibilmente, il ritmo dell’esperienza.

A offrire una chiave di lettura ulteriore è intervenuto Roberto Mutti, storico e critico della fotografia, che ha ricondotto questo tipo di ricerca a una linea che affonda nelle avanguardie del primo Novecento, quando la realtà ha iniziato a essere scomposta e ricomposta, sottraendosi a definizioni rigide e aprendo a linguaggi ibridi.

In questo contesto, anche la proposta gastronomica dell’hotel, guidata da Nino Di Costanzo e interpretata dal resident chef Antonio Autiero, si inserisce in modo coerente, lavorando su una logica che tiene insieme materia, memoria e costruzione del racconto.

Ne deriva una sovrapposizione di linguaggi che non si limita alla coesistenza, ma interviene sulla qualità stessa della fruizione, rendendola più lenta, più articolata, meno immediata.

Concepito anche come galleria digitale, THE GALLERY estende questa esperienza oltre lo spazio fisico, rendendo le opere accessibili e disponibili all’acquisto e ampliando le modalità di relazione con il collezionismo.

Nel corso del 2026, il progetto proseguirà con altri appuntamenti dedicati alla fotografia contemporanea.

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