Global mixology: in primavera i primi 50 Best Bars europei, il trend del daycap, la crescita del gin
In primavera la serata di gala dei primi Europe’s 50 Best Bars; dal Regno Unito la tendenza del daycap; mentre la crescita del gin rallenta ma non si ferma.
BAR & WINE - Si rafforza a partire dal Regno Unito la (triste) tendenza del daycap: aperitivo al pomeriggio, cena alle 18 e poi a nanna presto… Si terrà ad Amsterdam a giugno la serata di gala della prima edizione degli Europe’s 50 Best Bars, che premierà i migliori cocktail bar e bartender del continente. Rallenta ma non si ferma la crescita del gin nel 2025: in calo la moda degli aromatizzati, ok quelli tradizionali. Le notizie della settimana sul mondo della mixology dai media internazionali.
Il trend: aperitivo (e cena) al pomeriggio e poi a letto presto
La tendenza, emersa con le riaperture post-Covid, di anticipare gli orari dell’aperitivo, della cena e del dopocena sembra diffondersi particolarmente in alcuni paesi, a partire dal Regno Unito. Il Guardian evidenzia infatti l’ascesa del daycap, il drink pomeridiano che sostituisce il classico nightcap. L’idea non è bere di più, ma anticipare il momento sociale, riducendo gli eccessi serali e salvando il sonno. Secondo il Bacardi Cocktail Trends Report 2026, il fenomeno riflette un passaggio verso “micro‑celebrazioni” compatibili con routine più brevi e salutiste. Almeno in apparenza.
Il daycap punta su Spritz, cocktail “mood-based” e piccole porzioni legate alla “sweet treat economy”. Il trend sembra reale: la piattaforma online OpenTable registra un aumento delle prenotazioni per la cena al ristorante alle 18 (6% a livello nazionale, 11% a Londra), con il nuovo orario medio del pasto serale anticipato alle 18:12. A guidare il cambiamento sarebbero i più giovani, attenti a benessere e riposo (ma anche sempre meno social… al di fuori dei social media). L’articolo del quotidiano britannico ironizza sulle conseguenze per la nightlife, ipotizzando uno scenario di bicchieri scenografici, decorazioni metalliche e drink costosi serviti quando è ancora giorno. Con una punta di scetticismo sulle (presunte) nuove abitudini di socializzazione.
In primavera ad Amsterdam i primi 50 Best Bars europei
Si terrà ad Amsterdam il 30 giugno la serata di premiazione della prima edizione degli Europe’s 50 Best Bars, con l’obiettivo di celebrare i migliori cocktail bar e bartender del continente. Lo ha annunciato lunedì 23 febbraio l’organizzazione dei World’s 50 Best Bars, come riferisce Drinks International. Come le serate finali dei Best Bars mondiali e di quelli asiatici e nordamericani, l’evento sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube di 50 Best.
La classifica sarà definita in base ai voti di oltre 300 esperti anonimi, bilanciati fra uomini e donne, tra bartender, proprietari di locali, media e viaggiatori alla scoperta di cocktail, selezionati dagli 11 rappresentanti delle altrettante sub‑regioni europee. Il programma prevede anche la Bartenders’ Feast, la sera precedente, riservata ai protagonisti della lista. Durante la cerimonia saranno svelati anche premi speciali come il Michter’s Art of Hospitality Award e l’Altos Bartenders’ Bartender Award, oltre a riconoscimenti dedicati a nuove aperture, sostenibilità, design, menù e icone del settore.
Inarrestabile gin
Le vendite globali di gin sono cresciute ancora nella prima metà del 2025, sia pure dell’1%, nei 20 mercati analizzati da IWSR. In base al 2025 Annual Report di Gin Guild, organismo che rappresenta i principali produttori ed esperti di gin di tutto il mondo, la crescita è trainata soprattutto dai mercati emergenti – India, Filippine, Russia e Cina – dove i gin prodotti localmente stanno guadagnando terreno, si legge su The Spirits Business. Un aumento tutto sommato modesto rispetto ad altre categorie, ma comunque in linea con quello dei tanto celebrati distillati a base agave.
Nel 2024 il gin aveva registrato un +2% a volumi, raggiungendo circa 107 milioni di casse. Il valore globale del gin è aumentato lo scorso anno del 3% a 14 miliardi di dollari, superando del 29% i livelli pre‑pandemia. A correre, nella prima metà del 2025, sono state in particolare le esportazioni di gin britannico: +17,6% a valore a livello globale e +7,1% a volumi verso gli Stati Uniti. Il report evidenzia anche un ritorno d’interesse per i gin tradizionali, rispetto a quelli aromatizzati. Tra i fattori positivi per il futuro viene citata la decisione della Corte di Giustizia Ue che vieta ai prodotti analcolici di usare il termine “gin”, proteggendo l’integrità della categoria.






