Global mixology: le notizie dal mondo, da Londra a Facebook

Rinunciare all’alcol a gennaio non è più trendy; niente London Cocktail Week nel 2026; Facebook “riammette” gli alcolici. Le world news della settimana.

3 Febbraio 2026 - 14:34
Global mixology: le notizie dal mondo, da Londra a Facebook

BAR & WINE - Perde sostegno il Dry January, un intero mese senza bere alcolici: anche in UK, dove nacque l’iniziativa, ora cresce il Damp January, perché moderarsi è meglio che rinunciare. Ma intanto la tradizionale London Cocktail Week non ci sarà nel 2026: la manifestazione slitta da novembre a marzo 2027 per non “incasinare” i locali cittadini. E Facebook assicura: nessun ban per gli account che parlano di alcolici, era solo un bug (ma i problemi continuano ancora). Le notizie della settimana sul mondo di drink e distillati selezionate dai media internazionali.

Dry January, il mese senz’alcol non piace più

C’era una volta il Dry January, iniziativa nata nel Regno Unito nel 2013 che invita a rinunciare completamente al consumo di alcol per tutto il mese di gennaio, con l’obiettivo di riflettere sulle proprie abitudini e migliorare il benessere fisico e mentale. Diverse testate notano che quest’anno l’attenzione mediatica e l’hype sui social di questa tradizione sono stati decisamente sottotono rispetto al passato: piuttosto, nota Food Dive, sembra ottenere maggiori adesioni il Damp January, spesso percepito come una versione “soft”, che prevede di moderare anziché eliminare il consumo di alcolici.

Ridurre, anziché rinunciare, permette infatti di ottenere benefici senza la sensazione di sacrificio che, alla lunga, demotiva molte persone nei confronti delle sfide “o tutto o niente”. In Gran Bretagna, dove fu lanciato il primo Dry January su iniziativa dell’associazione Alcohol Change UK, l’adesione varia da città a città, ma – stando a uno studio di Perspectus Global riportato da The Drinks Business – a Leicester o Plymouth l’astinenza dei cittadini non ha superato una media di i 3 o 5 giorni, mentre il massimo risultato si è avuto a Belfast con 23 giorni. Le motivazioni cambiano per età e genere: i giovani (18–34) sperimentano alternative e nuovi rituali, gli over 55 preferiscono semplicemente bere meno mentre le donne collegano maggiormente la moderazione a forma fisica e benessere mentale, scegliendo più spesso prodotti analcolici. Un chiaro messaggio per i produttori: i consumatori non vogliono prediche, bensì flessibilità, piacere e possibilità di scegliere sulla base di alternative credibili.

Niente London Cocktail Week nel 2026

Non ci sarà quest’anno la London Cocktail Week: la manifestazione, antesignana e ispiratrice delle varie cocktail week che oggi si tengono in mezzo mondo, dopo oltre un decennio cambierà data e non si terrà più in ottobre, bensì a marzo. Risultato: la prossima edizione slitta alla settimana del 15 marzo 2027, saltando del tutto il 2026. Come si legge su Drinks International, le co-fondatrici dell’evento, Hannah Sharman-Cox e Siobhán Payne, hanno spiegato che ottobre, un tempo periodo ideale, è oggi il “secondo mese più impegnativo per i bar londinesi”, subito dopo dicembre: di qui la scelta di marzo per riportare la London Cocktail Week in un momento più tranquillo per il settore, così da sostenere i locali e favorire una maggiore affluenza.

Il cambio di data arriva dopo l’acquisizione, lo scorso novembre (da Speciality Drinks), del controllo totale della manifestazione da parte di Sharman-Cox e Siobhán Payne, che l’avevano fondata nel 2010 quando lavoravano con Simon Difford in Difford’s Guide. E che ora – sottolineano - possono prendere in autonomia decisioni strategiche “da cui trarranno beneficio il festival e l’intera industria dell’ospitalità”.

Facebook e gli alcolici bannati: problema risolto (o forse no)

Meta ha fatto sapere di aver risolto un problema tecnico che, nelle scorse settimane, aveva colpito potenzialmente milioni di pagine Facebook legate ad attività relative a vino, birra e spirits. Come avevamo riferito, questi account avevano ricevuto notifiche che li indicavano come non idonei per la piattaforma perché “potrebbero non seguire le nostre regole”, senza ulteriori spiegazioni. Un rappresentante del supporto Meta Verified aveva parlato di un bug, ma l’azienda non aveva comunicato pubblicamente la natura dell’errore, mentre le restrizioni restavano attive.

Ora The Spirits Business riporta le dichiarazioni di Meta, secondo cui il problema è stato corretto e i messaggi possono essere ignorati. Tutto bene, quindi? Non proprio: diverse pagine Facebook – compresa quella di The Spirits Business – risultano ancora contrassegnate come “non idonee”, nonostante siano in linea con gli Standard di Comunità, con tutte le conseguenze negative sulla loro visibilità. La testata britannica ha quindi richiesto ulteriori chiarimenti su quando la situazione sarà completamente risolta ed è in attesa di risposta.

Leggi la notizia anche su MixologyItalia.com

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