Global Mixology: tra fusioni e dazi, il mercato si muove. L'italiano Hugo Spritz diventa il drink dell’estate UK
Non solo Pernod Ricard: anche Sazerac guarda a Brown-Forman mentre i dazi spingono il settore a cambiare strategia. L’Hugo si afferma nei consumi estivi in UK
BAR & WINE - Nella trattativa per una fusione fra Brown-Forman e Pernod Ricard si inserisce Sazerac: le indiscrezioni del Wall Street Journal su un possibile colosso dei distillati interamente americano. Intanto la Russia aumenta (ancora) i dazi sugli alcolici importati da Paesi “ostili”: a rischio le vendite dei prodotti occidentali, ma Martini risponde al problema trasferendo la produzione in loco. E l’italiano Hugo sarà il drink dell’estate in UK, mentre gli inglesi riscoprono la voglia d’Europa negli aperitivi, dal vermouth al Lillet. Le notizie della settimana su cocktail e bar industry dai media internazionali.
Prove di matrimonio fra Brown-Forman e Pernod Ricard: si intromette Sazerac
Nelle trattative per un possibile matrimonio fra Brown-Forman e Pernod Ricard si inserisce un nuovo pretendente: secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, Sazerac avrebbe avviato contatti con Brown-Forman per una possibile operazione, proprio mentre quest’ultima è impegnata in colloqui per una “fusione tra pari” con Pernod Ricard, da cui nascerebbe un colosso globale del settore. Un eventuale accordo con Sazerac unirebbe invece due grandi gruppi statunitensi con sede a Louisville, entrambi forti nel whiskey americano ma non solo. Brown-Forman controlla marchi come Jack Daniel’s, Woodford Reserve, El Jimador, Diplomático e Gin Mare, mentre Sazerac possiede Buffalo Trace, Weller, Blanton’s, Eagle Rare, oltre a Southern Comfort, Svedka, Myer’s Rum e il brand ready-to-drink BuzzBallz.
Entrambe le aziende hanno rifiutato di commentare le indiscrezioni. Quello che è certo è che sia Brown-Forman sia Sazerac stanno subendo il contraccolpo della messa al bando di alcolici USA in Canada e dei dazi internazionali, fra le prime conseguenze delle misure dell’amministrazione Trump in avvio di secondo mandato alla Casa Bianca. Negli ultimi anni Sazerac ha comunque continuato a puntare sulle acquisizioni, da Dirty Shirley a Svedka e BuzzBallz, ed entro l’estate lancerà il suo primo Tennessee whiskey.
La Russia aumenta i dazi sugli alcolici di Paesi “ostili”. E Martini trasferisce la produzione
La Russia aumenterà da maggio i dazi sull’alcol importato dai Paesi considerati “ostili” fino a circa 5 euro al litro, dopo l’aumento già introdotto nel 2024. L’obiettivo è sostenere il bilancio federale e proteggere i produttori locali, ma la misura avrà effetti pesanti sugli operatori occidentali: gli analisti citati da The Drinks Business prevedono forti rincari al consumo, con un calo delle vendite dei marchi importati e una contrazione dell’offerta, soprattutto nei segmenti gin, liquori, brandy, cognac e whisky più economici, dove la sensibilità al prezzo è elevata.
Gli importatori dovranno affrontare maggiori rischi e costi, aggravati dal fatto che molte forniture avvengono tramite Paesi terzi e con pagamento anticipato. Per i produttori occidentali, ciò significa perdita di quote di mercato, riduzione della visibilità dei brand e possibile uscita dai segmenti meno redditizi. Alcune aziende potrebbero essere spinte a localizzare le proprie attività in Russia o a ricorrere a partnership e licenze per mantenere prezzi competitivi, come ha già fatto Martini (gruppo Bacardi), che a breve prevede di avviare la produzione in loco grazie a un accordo con l’azienda russa Alvisa.
Il drink dell’estate 2026 per gli inglesi? L’italiano Hugo Spritz
L’Hugo Spritz, variante altoatesina dello Spritz, sarà il cocktail dell’estate nel Regno Unito, scalzando il “fratello maggiore” Aperol Spritz. Lo scrivono Helena Horton e Hannah Al-Othman sul Guardian, che notano come nell’ultimo anno il drink a base di liquore ai fiori di sambuco sia sempre più richiesto in tutto il Paese, dagli street bar ai locali degli hotel più prestigiosi, anche per via della maggiore attenzione per i drink a bassa gradazione alcolica (un Hugo ha una gradazione attorno all’8% vol., ndr).
Creato in Alto Adige nel 2005 dal bartender Roland Gruber, l’Hugo è preparato con liquore ai fiori di sambuco (come St-Germain), prosecco, soda e menta. La sua popolarità è esplosa anche nelle case d’oltremanica, tanto che le vendite di St-Germain sono aumentate di quasi il 30% e supermercati come Aldi offrono versioni ready-to-drink del cocktail. Non tutti però credono che il trend durerà: alcuni gestori lo considerano una moda passeggera, troppo dolce per imporsi stabilmente. Resta però il simbolo di come, a dieci anni dalla Brexit, gli inglesi riscoprano la voglia d’Europa anche nei gusti e nelle abitudini di consumo, una voglia che si riflette anche in aperitivi più amari e complessi: lo dimostra la forte crescita di vermouth e bitter italiani, da Cocchi a Martini Bianco fino a Campari, e del francese Lillet.






