Global mixology: da Pernod Ricard-Brown Forman al Barcelona Cocktail Fest
Pernod Ricard e Brown‑Forman in trattative per la fusione; Barcellona capitale mondiale dei cocktail; rischio danni cerebrali per il mix alcol+stress da giovani
BAR & WINE - Pernod Ricard e Brown‑Forman confermano le trattative per una fusione che cambierebbe gli equilibri nel mercato mondiale dei distillati. Barcellona si prepara a diventare capitale mondiale della mixology con il Cocktail Fest ideato da Giacomo Giannotti del Paradiso. Bere alcol per gestire lo stress da giovani provoca danni cerebrali che emergeranno molti anni dopo. Le notizie della settimana su drink e spirit dai media internazionali.
Pernod Ricard e Brown‑Forman, trattative per una fusione da 30 miliardi
Pernod Ricard e Brown‑Forman hanno confermato di essere in trattative per una possibile fusione, un’operazione che darebbe vita a un colosso globale degli spirit. Come riportano numerosi media fra cui Beverage Daily, Pernod Ricard, leader mondiale nel premium con oltre 200 marchi (fra cui Jameson, Beefeater, Absolut, Mumm), e Brown‑Forman, principale gruppo americano noto per Jack Daniel’s e Glendronach, stanno valutando una “partnership paritaria” che unirebbe competenze, portafogli e presenza geografica.
Secondo Pernod Ricard, l’operazione – soggetta alle consuete approvazioni – sarebbe simile a una fusione tra pari, generando valore per gli azionisti e creando un player con scala ampliata e un portafoglio iconico. Brown‑Forman conferma di esplorare regolarmente opportunità strategiche e di essere in dialogo con il gruppo francese. Le due aziende hanno dimensioni comparabili: Brown‑Forman vale circa 11,8 miliardi di dollari, l’equivalente dei 15,6 miliardi di euro di Pernod Ricard. L’operazione, se realizzata, ridisegnerebbe gli equilibri in un settore che sta attraversando una fase critica, fra crisi economica, dazi e cambiamenti di abitudini dei consumatori.
Barcellona, ecco il Cocktail Fest di Giacomo Giannotti
Svelato il programma della nuova edizione del Barcelona Cocktail Fest 2026 (ex Paradiso Sustainability Summit), in calendario il 18 e 19 aprile negli spazi di Palo Alto, a Poblenou. Rispetto al passato il festival, ideato da Giacomo Giannotti – fondatore e titolare del Paradiso, noto speakeasy nel capoluogo catalano - e prodotto con ItalSpirits di Giuseppe Gallo, si allarga e si connette a tutta la città, aprendosi non solo al trade ma anche al pubblico.
L’evento – si legge su Drinks International - offrirà guest shift, pop‑up bar, degustazioni, masterclass, aree networking, dj set e food truck, trasformando Palo Alto in un hub della cultura del bere. Il tema 2026 è “Future Proof – Reimagining the industry for what comes next”, con panel curati insieme con la Sustainable Restaurant Association. Tra gli speaker Charlotte Voisey, Simone Caporale, Juliane Caillouette Noble, Vijay Mudaliar, Jean Trinh, Roberta Mariani. Inoltre, la settimana del festival includerà collaborazioni e pop‑up con bar come Himkok, Native, Alquímico, Röda Huset, Angelita, Drink Kong e numerosi altri locali europei.
Alcol e stress, mix letale per il cervello
Uno studio dell’Università del Massachusetts Amherst mostra che bere alcol per gestire lo stress da giovani può favorire un declino cognitivo nella mezza età. Come riferisce Food & Wine la ricerca, condotta su modelli animali, evidenzia che non è l’alcol da solo né lo stress da solo, ma la loro combinazione a provocare alterazioni durature nei circuiti cerebrali, in particolare nel locus coeruleus, area legata a memoria, attenzione e risposta allo stress.
I soggetti esposti a stress+alcol in gioventù mostrano in anni successivi difficoltà cognitive, maggiore ricerca di alcol in situazioni stressanti e aumento dello stress ossidativo, fattore associato a malattie come Alzheimer e patologie cardiovascolari. Gli esperti sottolineano che l’uso abituale dell’alcol come valvola di sfogo può danneggiare memoria, attenzione ed esecutività. D’altra parte, smettere di abusare di alcolici e adottare comportamenti più sani (attività fisica, rituali di rilassamento, supporto psicologico) può aiutare il cervello a recuperare, purché non vi siano danni ormai permanenti.
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