Gruppo Caffo 1915 racconta la storia della liquoristica italiana attraverso i suoi marchi

A Vinitaly 2026 il Gruppo Caffo 1915 ha presentato "Semper Ad Maiora", il volume che ripercorre la storia della liquoristica italiana attraverso i suoi marchi.

22 Apr 2026 - 08:55
Gruppo Caffo 1915 racconta la storia della liquoristica italiana attraverso i suoi marchi

CRONACA PER L'IMPRESA - A Vinitaly 2026 il Gruppo Caffo 1915 ha presentato "Semper Ad Maiora", il progetto editoriale con cui ripercorre la storia della liquoristica italiana attraverso i propri marchi, costruendo quella che gli autori stessi definiscono una "storia liquida dell'Italia". Il volume — curato da Rubbettino Editore e scritto dallo storico Valerio Bigano — attraversa epoche, territori e categorie produttive: dagli amari storici alle acquaviti, dal cognac italiano prodotto da Bisleri al rum delle origini di San Marzano, passando per le grappe friulane e i liquori monastici, fino al recente ingresso di Cinzano nel Gruppo.

Il libro non è un semplice catalogo aziendale, ma restituisce il quadro di un'industria liquoristica nazionale che già agli inizi del Novecento si affermava sui mercati internazionali. Tra i brand raccontati, Vecchio Amaro del Capo occupa un ruolo di primo piano come caso emblematico di prodotto nato in stretta connessione con il territorio calabrese — ispirato a Capo Vaticano — e cresciuto fino alla leadership di categoria, anche all'estero.

"Non vogliamo celebrare ciò che è stato fatto, ma trasmettere un metodo e una cultura del lavoro. 'Semper ad Maiora' non è solo la storia della nostra famiglia, ma anche il racconto di un modo di fare impresa che si è tramandato nel tempo. Quattro generazioni hanno contribuito a costruire quello che siamo oggi, partendo da una realtà locale e portandola a confrontarsi con i mercati internazionali, senza mai perdere il legame con le nostre radici. Fare impresa al Sud, lo sappiamo, è sempre stato più difficile, ma è proprio da questa difficoltà che nasce la nostra determinazione", ha dichiarato Giuseppe (Pippo) Caffo, Presidente di Gruppo Caffo 1915.

L'Amministratore Delegato Nuccio Caffo ha inquadrato il progetto editoriale nel contesto della strategia di crescita del Gruppo: "Abbiamo unito storie diverse accomunate da una forte identità, con l'obiettivo di costruire una piattaforma solida e riconoscibile capace di competere a livello internazionale. Per noi crescere significa dare valore a ciò che esiste già, rafforzandolo e rendendolo attuale. Siamo una realtà in continua evoluzione: partiti come azienda locale, oggi siamo diventati un player di riferimento. Con l'acquisizione di Cinzano abbiamo accelerato il nostro processo di internazionalizzazione, portando nel Gruppo un marchio presente da oltre 150 anni sui mercati esteri. Oggi siamo presenti in 108 Paesi nel mondo".

Sullo sviluppo commerciale dell'Amaro del Capo, Nuccio Caffo ha aggiunto: "Anche Amaro del Capo racconta bene questo percorso: nato come prodotto legato al territorio calabrese, ispirato a Capo Vaticano e inizialmente pensato per il turismo locale, è diventato leader nella sua categoria, anche all'estero. È stata la qualità a guidarne il successo, insieme a scelte innovative come il servizio ghiacciato a -20 gradi, che ha contribuito a rinnovare l'immagine della categoria. Accanto a questo, stiamo investendo molto nella mixology, soprattutto sui mercati internazionali, dove non esiste la tradizione del fine pasto. È un'evoluzione naturale del nostro modo di interpretare il prodotto".

L'autore del volume, Valerio Bigano, ha illustrato l'impostazione del lavoro: "Questo lavoro nasce dall'idea di raccontare un vero e proprio sistema culturale attraverso i marchi del Gruppo Caffo. In essi si può leggere l'evoluzione della liquoristica italiana, fatta di intuizioni, territori e storie spesso sorprendenti. Più che un libro sulla famiglia Caffo, è un racconto sulla storia del nostro Paese. Ogni marchio ha specialità con una identità propria. Tutti conosciamo l'Amaro del Capo prodotto dal Gruppo Caffo, ma pochi sanno che tra i primi liquori imbottigliati c'è stato l'anice e che i Caffo, con Mangilli, sono stati tra i primi a distillare grappa. Con Caffo si va oltre i confini nazionali, arrivando fino in Olanda con Petrus Boonekamp, in un percorso che culmina con Cinzano, il marchio più antico, profondamente radicato nella tradizione. Ciò che colpisce è la capacità dell'azienda di acquisire brand storici, rinnovarli e rilanciarli, non limitandosi a conservarli ma riportandoli in vita e rendendoli contemporanei. È proprio questo il valore più grande: custodire un patrimonio e, allo stesso tempo, proiettarlo nel futuro".

Per Rubbettino Editore, Florindo Rubbettino ha sottolineato il significato civile del progetto: "La nostra è una realtà storica, anche se con la metà degli anni di Caffo. Il cuore del nostro mestiere è cercare e raccontare storie, ed è per questo che siamo particolarmente orgogliosi di aver pubblicato questo libro. Come editori ci assumiamo il compito di raccontare l'impresa, e in questo c'è un grande valore civile: perché c'è una sola cosa che in un'impresa non si può copiare ed è la sua storia, unica e irripetibile. Quella di Caffo è una storia che dimostra come non sia sempre necessario andarsene dal Sud per costruire qualcosa di importante: si può restare e fare, valorizzando il territorio. Raccontare esperienze come questa significa dare voce a un'Italia che funziona, che crea valore e che rende orgoglioso il Paese nel mondo. In questo percorso, il contributo di Valerio Bigano è stato fondamentale: un professionista straordinario, capace di restituire profondità e significato a questa narrazione. Pubblicare questo libro è stato per noi un onore, ma anche un'occasione per offrire una sorta di pedagogia civile, uno sguardo che aiuta a guardare con fiducia al futuro. Quando tradizione e visione si incontrano, diventano un motore potente di sviluppo culturale ed economico".

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