La nuova cocktail list di Crazy Pizza: un brindisi alla tradizione italiana

Crazy Pizza ha appena presentato nel suo locale di Milano la nuova drink list studiata dal team della scuola di formazione Drink Factory di Federico Mastellari

26 Febbraio 2024 - 12:47
La nuova cocktail list di Crazy Pizza: un brindisi alla tradizione italiana

Il nuovo menù di Crazy Pizza - uguale per tutte le insegne del gruppo - è pensato per rafforzare ulteriormente l’offerta e quindi la propria forza attrattiva. Del resto, offrire un'ampia varietà di bevande di qualità per complementare l'esperienza culinaria, in particolare in un mercato competitivo dove i consumatori cercano un'esperienza olistica che va oltre il semplice pasto, è essenziale per avere successo.

LA DRINK LIST

In carta ci sono 12 cocktail, di cui due zero alcol (al prezzo rispettivamente di 16 e 10 euro).
Sono quattro gli elementi che fanno da fil rouge al menù: italianità (per ingredienti, nomi e sapori), colore, facilità di bevuta e presentazione simpatica, in linea con il concept e la filosofia di Crazy Pizza. Non è tutto: pensati per essere bevuti anche mangiando una pizza, i drink sono tutti low alcol. Una sola eccezione: Caruso, un twist sul Martini con Più Cinque dry gin e il marsala dolce superiore Florio invece del vermouth servito in coppetta e decorato con un bastoncino di capperi invece che con l’oliva o il limone. Audace, forte, bilanciato e originale, non è un cocktail per tutti.
Tranne lo Spritz e il Gin Tonic della casa, ogni cocktail prende il nome da una canzone per un viaggio tra musica e miscelazione. Il menù presenta infatti un QR-code che permette di scaricare la playlist della lista drink con tutti i brani. Ecco, per esempio Felicità canzone trasformata in una rivisitazione più dolce del raffinato drink French 75 (ma che ha affinità anche con il Clover Club), ovvero uno sparkling cocktail servito in una coppetta di silicone della linea Mecc Porter Green, indistruttibile e sostenibile, a base di Tanqueray London Dry Gin, crème de cassis, lamponi, limone e Ferrari Trento Doc Brut. Oppure O ‘Sarracino, reinterpretazione dell’Espresso Martini proposto in tumbler basso, meno alcolico e più agrumato del classico grazie alla presenza del limone, perfetto per chiudere la cena.

STRATEGIE NEL NOME DELLA SOSTENIBILITÀ

Alla domanda su come abbia applicato strategie sostenibili nel menù, Federico Mastellari risponde: “Intanto, siamo onesti. Applicare principi e strategie green nella mixology non è facile. Non basta certo fare la raccolta differenziata! Per ridurre davvero l’impatto sull’ambiente dovremmo eliminare lavastoviglie e macchinari ad alto consumo energetico, ma non è una scelta praticabile. Personalmente, suggerisco di usare gli ingredienti nella loro totalità, di preferire materie prime di stagione e del territorio e di introdurre tools e bicchieri sostenibili con materiali sostenibili, riutilizzabili e progettati per durare a lungo, come la coppetta di silicone della linea Mecc Porter Green"

UN PRODOTTO DA TENERE PRESENTE: LA COPPA COCKTAIL MECC PORTER GREEN IN SILICONE

Queste coppe adatte a forno, microonde e congelatore (da -20° a +110°C) sono lavabili in lavastoviglie; inodori e insapori, leggeri e resistenti, eleganti e infrangibili, sostenibili e riutilizzabili. Inizialmente pensate per concerti, festival, campeggio, pic nic, giornate in spiaggia e a bordo piscina sono un’alternativa green anche nei cocktail bar. Il silicone è un’alternativa sostenibile alla plastica, in quanto versatile, resistente e riciclabile. Fabbricato a partire dalla silice, usata da secoli per la fabbricazione del vetro, il silicone si presta a molteplici utilizzi, anche e soprattutto nel design.

ZERO ALCOL

In linea con le tendenze del mercato, il menù presenta anche due cocktail senza alcol. Volare è una miscela con Tanqueray 0.0, limone, pompelmo rosa, fiori di sambuco e Sanbitter rosso con una nuvola di zucchero filato come garnish; Gloria è un drink a base tè alla pesca con fragola, bergamotto e vaniglia servito in una mug di alluminio.

CONCLUSIONI

Crazy Pizza si rivolge a un target di stranieri e di “briatorini” e funziona. È kitsch. Ed è giusto così. Lo sono le presentazioni di molti dei drink e l’ambiente. Per intenderci, il momento clou è quando le luci si abbassano, la musica si alza e un pizzaiolo inizia a danzare tra i tavoli volteggiando sopra la testa una finta pizza di tessuto.

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