Mercati agroalimentari 2026: cos'è cambiato in queste prime settimane

Areté ci mostra le tendenze di prezzi e fattori che influenzano il mercato di alcune commodity essenziali per il settore horeca in queste prime settimane.

4 Febbraio 2026 - 09:58
Mercati agroalimentari 2026: cos'è cambiato in queste prime settimane

BUSINESS & MERCATO - I mercati delle materie prime agroalimentari mostrano dinamiche contrastanti a inizio 2026. Mentre alcuni prodotti registrano una fase di stabilizzazione dopo forti ribassi, altri evidenziano tensioni sui prezzi legate a fattori produttivi e geopolitici. L'analisi di Areté fotografa l'andamento di quattro commodity strategiche per l'industria alimentare: lenticchie, uva passa, olio di girasole e seme di soia. Ogni mercato è influenzato da variabili specifiche, dalle condizioni climatiche alle dinamiche commerciali internazionali, con impatti diretti sulla disponibilità e sui costi per gli operatori del settore horeca.

Lenticchie: prezzi stabili dopo il crollo del 2025

Le lenticchie mantengono quotazioni sostanzialmente invariate dopo aver subito ribassi superiori al 60% nel corso del 2025. Sia le varietà rosse che quelle verdi registrano variazioni minime in Saskatchewan, principale area produttiva canadese. Il Canada, che rappresenta un punto di riferimento mondiale per produzione ed esportazione di questo legume, ha vissuto un anno record nel 2025. Per la stagione in corso, tuttavia, si prevede una riduzione delle superfici coltivate del 10%, con un calo della produzione ancora più significativo, stimato al 33%. Questo dato dipende dal ritorno delle rese per ettaro ai livelli medi storici, dopo l'eccezionalità della campagna precedente.

Uva passa: calo dei prezzi per la sultanina turca

L'uva passa di varietà sultanina proveniente dalla Turchia mostra una marcata flessione delle quotazioni. Da metà gennaio 2026, il prezzo è sceso del 13%, attestandosi a 2.300 lire turche per tonnellata: il livello più basso degli ultimi due anni e inferiore del 21% rispetto all'apertura della campagna in corso. La debolezza della domanda per il prodotto turco rappresenta il principale fattore di pressione sui prezzi. A questo si aggiunge la maggiore disponibilità e competitività dell'uva passa di altre origini, con l'avvicinarsi dei nuovi raccolti 2026 provenienti dall'emisfero meridionale, che aumenta l'offerta complessiva sul mercato internazionale.

Olio di girasole: tensioni sui prezzi per carenza di offerta

L'olio di girasole torna a registrare aumenti significativi dopo una fase di stabilità a fine 2025. Le quotazioni sul mercato europeo hanno raggiunto nell'ultimo mese i livelli più elevati dall'estate 2022. La situazione dell'offerta risulta particolarmente critica: raccolti deludenti nell'Unione Europea e in Ucraina, con risultati inferiori alle attese anche in Russia. L'instabilità è aumentata a inizio anno a causa degli attacchi russi contro impianti produttivi e di stoccaggio ucraini, oltre ai danni alle infrastrutture energetiche e logistiche del Paese. L'Ucraina è il principale fornitore di olio di girasole per l'Europa, ma le importazioni europee da questa origine sono calate del 22% rispetto all'anno precedente (19% considerando tutte le provenienze). Il mercato attende ora la commercializzazione del raccolto argentino, previsto in crescita del 16%.

Seme di soia: rimbalzo dopo il calo autunnale

Il seme di soia statunitense quotato al Chicago Board of Trade mostra un recupero del 5% nell'ultima settimana, dopo aver perso il 12% da metà novembre 2025. La Cina ha completato gli acquisti di 12 milioni di tonnellate di soia USA previsti dall'accordo con Washington, rispettando gli impegni senza modificare la strategia di lungo periodo. Pechino continua infatti a privilegiare le forniture dal Sud America, in particolare dal Brasile. L'attenzione degli operatori si concentra ora sul raccolto brasiliano, atteso a livelli record, la cui commercializzazione inizierà tra fine febbraio e inizio marzo con potenziali effetti sulle quotazioni internazionali.

Compila il mio modulo online.