Nuova Delhi AABBCC: laboratorio, museo, cocktail bar e spazio per eventi
Disposto su tre piani, AABBCC è format retro-futuristico che mette insieme memoria, ricerca e sperimentazione.
BAR & WINE - Inaugurato la scorsa estate in una zona pedonale del quartiere di Vasant Vihar, a Nuova Delhi, AABBCC non è il classico bar.
L’esperienza comincia al primo piano, tra radici, erbe aromatiche, tè, frutta, spezie e ingredienti più insoliti. Un’intera parete espone oltre ottanta materie prime conservate in barattoli illuminati: una sorta di tavola periodica del gusto. Accanto si trova il laboratorio di innovazione, dove nascono nuove ricette tra becher, provette e attrezzature moderne.
Salendo si arriva al cuore del locale: il main bar, con un bancone lungo diversi metri, tavoli immersi in una morbida luce gialla e sgabelli particolarmente comodi. Lo stesso piano ospita anche la sala da pranzo principale e una sala fumatori. All’ultimo livello si trova invece la Sala M, o sala Anfiteatro, uno spazio flessibile dedicato a eventi, celebrazioni e serate speciali.
Il menù dei cocktail, molto concettuale, è diviso in quattro sezioni: Yesterday, Today, Tomorrow e State of the Art. “Yesterday” rilegge i grandi classici, dal Long Island al Bellini, trasformandoli in esercizi di stile. “Today” raccoglie i signature cocktail, legati alle tendenze contemporanee e alle influenze gastronomiche indiane e internazionali. “Tomorrow” è la parte più sperimentale, dove cibo, dessert e piatti diventano ispirazione liquida. “State of the Art”, infine, porta Negroni e Martini a un livello più tecnico, artistico e narrativo.

Anche la carta è parte dell’esperienza: diagrammi, mappe aromatiche, coordinate sensoriali e parole chiave guidano l’ospite in una lettura quasi criptica.
A confermare l’attenzione internazionale attorno al locale è stato anche il debutto in India di Simone Caporale, co-fondatore dell’iconico SIPS di Barcellona, oggi tra i migliori bar al mondo. Portato nel Paese da Cashmir Vodka e Camikara Rum, in collaborazione con The Experience India, Caporale ha presentato cocktail dedicati in una serata esclusiva, il 6 marzo, proprio all’AABBCC.
Visito questo bar in compagnia di Marco Bottaru, un imprenditore italiano. Che vive da diversi anni in città.

Tra un twist sul Martini (molto spigoloso) e un Margarita (bilanciato), seduti al bancone abbiamo chiacchierato con il barman.
Intervista
Che cos’è AABBCC e quando nasce questo format?
AABBCC è un concept retro-futuristico, pensato come un luogo in cui memoria, ricerca e sperimentazione si incontrano. È un archivio sensoriale dove l’ospite può ritrovare i propri ricordi e, allo stesso tempo, vivere qualcosa di contemporaneo e proiettato verso il futuro.
Cosa significa retro-futuristico?
Significa partire dal passato — dai ricordi, dagli oggetti, dalle atmosfere old school — e reinterpretarlo con tecniche moderne e approccio sperimentale. L’esperienza cresce per gradi: osservazione, scoperta, gusto e infine astrazione.
Che percorso vive chi entra da AABBCC?
L’esperienza si sviluppa su più piani. Al primo piano c’è il museo degli ingredienti, con circa ottanta materie prime provenienti da tutto il mondo, utilizzate sia per la mixology sia per la cucina. Accanto si trova il laboratorio, dove facciamo ricerca, prepariamo i cocktail e sviluppiamo nuove idee con strumenti come omogeneizzatore, centrifuga e Bimby.
Cosa succede al secondo piano?
Il secondo piano è il cuore dell’esperienza: qui ci sono la sala da pranzo principale, il main bar e un bar giapponese omakase. È lo spazio in cui l’ospite osserva il lavoro del team e vede il concept prendere forma nel bicchiere e nel piatto.

E il terzo piano?
Il terzo piano è uno spazio più flessibile, pensato per eventi e celebrazioni. Lo chiamiamo Sala M, o sala Anfiteatro. Ospita una dining room e un energy bar, ma non un main bar. Viene utilizzato soprattutto per occasioni speciali.
Il menù è diviso in quattro sezioni: Ieri, Oggi, Domani e Stato dell’Arte. Da dove nasce l’idea?
Volevamo che il menù raccontasse il tempo e il nostro modo di intendere la mixology. “Ieri” rilegge i cocktail classici. “Oggi” rappresenta i nostri signature, legati alle tendenze attuali e alla cultura gastronomica indiana e internazionale. “Domani” è la sezione più sperimentale, dove piatti, dessert e ingredienti diventano ispirazione per le bevande. “Stato dell’Arte” è dedicato a Negroni e Martini, serviti in una forma più tecnica, artistica e avanzata.
Quanto dura un menù come questo?
Normalmente circa un anno. È un progetto che richiede ricerca, sviluppo e sperimentazione, quindi viene pensato per accompagnare l’ospite per un periodo lungo prima di essere cambiato o aggiornato.
Nel menù compaiono anche simboli precisi. Cosa rappresentano?
La macchina da scrivere rappresenta “Ieri”, perché richiama un tempo analogico. “Oggi” è rappresentato da un labirinto, simbolo dei tanti percorsi della contemporaneità. “Domani” è legato allo spazio, alla luna e all’esplorazione, come immagine del futuro.

Cosa significa “Stato dell’Arte”?
Significa prendere qualcosa di molto conosciuto, come un Negroni o un Martini, e servirlo in modo più artistico, tecnico e contemporaneo. Non cambiamo solo il drink: lavoriamo sull’esperienza, sul racconto e sulla percezione del gusto.
Per chi visita AABBCC per la prima volta, da dove consigliate di iniziare?
Dallo “Stato dell’Arte”. Un Negroni o un Martini reinterpretati permettono subito di capire la filosofia del progetto: drink familiari, ma trasformati attraverso il nostro linguaggio.






