Spreco alimentare: tassa invisibile per le famiglie e l'ambiente

Lo spreco alimentare costa a ognuno di noi 378€ all'anno, una tassa invisibile che può essere ridotta anche del 70% con filiere corte e prodotti a km zero.

5 Febbraio 2026 - 09:18
Spreco alimentare: tassa invisibile per le famiglie e l'ambiente

NOTIZIE E DINTORNI - Ogni giorno nel mondo viene sprecato cibo equivalente a oltre un miliardo di pasti, un fenomeno che ha origine soprattutto nelle cattive abitudini di consumo e nelle inefficienze delle filiere distributive. In Italia lo spreco domestico vale 378 euro a persona all'anno, pari a quasi due mesi di spesa alimentare che finiscono nel cestino, equivalente al 9-11% del budget alimentare annuale procapite. Il 5 febbraio ricorre la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, momento cruciale per sensibilizzare su un problema non solo etico ed economico, ma anche ambientale.

Filiere corte e km zero riducono lo spreco fino al 70%

Secondo dati Unep riportati da Coldiretti, il 60% dello spreco alimentare avviene nelle case, mentre il restante è imputabile per il 28% alla ristorazione e per il 12% al commercio al dettaglio. Una risposta concreta alla riduzione degli sprechi arriva dai sistemi alimentari locali: acquistare prodotti a chilometro zero, attraverso filiere corte come i mercati contadini o direttamente dagli agricoltori, consente di ridurre lo spreco alimentare fino al 70%, secondo dati Ispra.

Fondamentali anche le buone pratiche quotidiane: programmare la spesa con liste dettagliate, fare acquisti più frequenti ma moderati, scegliere prodotti di stagione e leggere attentamente le etichette distinguendo tra "da consumarsi entro" e "da consumarsi preferibilmente entro". La cucina del recupero, con ricette della tradizione come ribollita toscana, canederli trentini e frittata di pasta, dimostra come gli avanzi possano diventare una risorsa.

Too Good To Go: lo spreco è una "tassa invisibile"

Mirco Cerisola, Country Director Too Good To Go Italia, in occasione della Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare ha commentato il problema dello spreco alimentare da un punto di vista non solo ambientale, ma anche economico.

Negli ultimi anni, secondo dati ISTAT, il costo del cibo in Italia è cresciuto molto più dell’inflazione generale: +24,9% contro +17,3%. In questo scenario, sprecare cibo significa pagare una ‘tassa invisibile’ che grava ulteriormente sui bilanci familiari, che inconsapevolmente paghiamo senza rendercene conto. Lo spreco domestico abbiamo calcolato che vale infatti 378 euro a persona all’anno, pari a quasi due mesi di spesa alimentare che finiscono letteralmente nel cestino. L’equivalente di circa il 9–11% del budget alimentare annuale procapite.
Il 5 febbraio, Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, è un momento importante per tenere alta l’attenzione su questo fenomeno e ricordare che ridurre lo spreco non è solo una scelta sostenibile che fa bene al pianeta: è anche una leva economica immediata per mitigare il caro vita.
Soluzioni anti-spreco come Too Good To Go permettono di acquistare prodotti ancora buoni risparmiando fino a due terzi del prezzo, con un beneficio che può superare gli 880 euro l’anno. Un impatto win-win-win per consumatori, negozi e Pianeta, che si è tradotto in oltre 32 milioni di pasti salvati grazie alle nostre Surprise Bag, di cui 8 milioni solo nel corso del 2025. Un dato che testimonia come fare qualcosa sia semplice e davvero alla portata di tutti.”

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