Solo il 2,2% dei surgelati va sprecato: il futuro del freddo
Surgelati protagonisti nella lotta allo spreco: solo il 2,2% dei rifiuti alimentari domestici. Consumi e innovazione criogenica al centro del dibattito.
INDAGINI E RICERCHE - I surgelati crescono nei carrelli degli italiani e, al tempo stesso, si confermano tra gli alimenti meno sprecati nelle case. Un paradosso solo apparente, che trova spiegazione nella tecnologia, nella porzionabilità e nella programmabilità degli acquisti. Dal seminario "Il futuro del freddo", promosso da SSICA con la collaborazione di Linde Gas Italia, emergono dati e innovazioni che ridisegnano il profilo di una filiera sempre più centrale per la sostenibilità del sistema alimentare italiano.
Il mercato cresce e si spreca poco
Secondo il Rapporto 2024 di IIAS, i consumi hanno superato per il secondo anno consecutivo 1 milione di tonnellate, con un incremento del 2,3% e un consumo pro capite di 17,5 kg annui. I dati 2025 sul canale retail confermano la tendenza: oltre 642.000 tonnellate consumate nelle case degli italiani, con un +1,1% rispetto all'anno precedente (fonte NielsenIQ). Un trend che si distingue rispetto alla generale contrazione degli acquisti alimentari nel Paese.
Il dato più significativo riguarda lo spreco alimentare. Secondo l'Osservatorio Waste Watcher, citato nel Rapporto IIAS, solo il 2,2% del cibo sprecato dagli italiani è costituito da surgelati — pari a 14,9 grammi a settimana — nonostante i consumi siano cresciuti del 10% negli ultimi anni. Un risultato che ribalta lo stereotipo del prodotto industriale destinato a finire nel cestino, e che assume particolare rilevanza in prossimità della Giornata Internazionale Rifiuti Zero istituita dall'ONU, che si celebra il 30 marzo.
Le ragioni sono strutturali, non casuali. La lunga conservabilità, la porzionabilità e la possibilità di pianificare gli acquisti rendono i surgelati uno strumento efficace per ridurre gli scarti, sia in ambito domestico che professionale. Come ha sottolineato Giorgio Donegani, presidente di IIAS: «Gli italiani hanno capito che il surgelato non è un'alternativa degradata, ma una risposta intelligente ai bisogni reali della vita quotidiana. Il nostro impegno come IIAS è che questa consapevolezza continui a crescere, sostenuta dalla scienza e non dai pregiudizi.»
La tecnologia IQF
Al cuore di queste performance c'è la tecnologia criogenica IQF (Individual Quick Freezing), dimostrata durante il seminario presso il Laboratorio Impianti Pilota SSICA con l'impianto Cryoline CW di Linde Gas Italia. «La surgelazione IQF utilizza azoto liquido a -196°C e rappresenta un'evoluzione cruciale nell'industria alimentare, in quanto consente di congelare individualmente i singoli pezzi evitando che si formino blocchi unici. Questa tecnologia risponde in modo ottimale alla richiesta di prodotti facili da dosare e veloci da scongelare», ha spiegato Fabio Rolla, Cryogenic Freezing Expert di Linde Gas Italia. Il risultato è un prodotto che preserva struttura, colore, consistenza e proprietà nutrizionali, minimizzando la formazione di macrocristalli di ghiaccio.
La visione istituzionale
«Il seminario SSICA 2026 si pone quale punto di incontro tra industria, ricerca e istituzioni per discutere i trend emergenti e le tecnologie che stanno già delineando la nuova generazione della surgelazione alimentare», ha dichiarato Davide Calderone, presidente della SSICA. In un contesto in cui la sostenibilità è diventata una priorità dell'agenda alimentare globale, la surgelazione si candida non solo come tecnologia di conservazione, ma come leva strategica per una filiera più responsabile.
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