Allarme siccità. La filiera agroalimentare ha bisogno di interventi strutturali

Il caldo record e la siccità si sono abbattuti su ampie zone d'Italia e d'Europa, mettendo a serio rischio la situazione dell'agricoltura e dell'allevamento italiani.

20 Giu 2022 - 07:01
Allarme siccità. La filiera agroalimentare ha bisogno di interventi strutturali
"La crisi idrica attuale rappresenta un'emergenza la cui soluzione strutturale non è più  prorogabile, o a  rischio è l'intera filiera agroalimentare italiana". Con queste parole Filiera Italia lancia l'allarme. La situazione è grave non solo per l'agricoltura, ma anche per gli animali da allevamento per i quali scarseggia ormai anche il foraggio. La forte siccità che sta colpendo intere zone d'Italia e d'Europa necessita di interventi mirati, e dal momento che in questa fase storica i rincari energetici, gli effetti della guerra, la difficoltà nel reperire materie prime imperversano sull'intera filiera agroalimentare, nessuna azione mirata ad aiutare la filiera può essere rimandata. Le piogge sono più che dimezzate rispetto al 2021 e una crisi idrica eccezionale sta coinvolgendo Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Valle d'Aosta e parte del Trentino. I danni complessivi, informa Cia Agricoltura, sono destinati a superare un miliardo di euro se non pioverà neanche sulle Alpi nel prossimo periodo; e così si corre il rischio di dire addio al pomodoro tardivo e a moltissime altre orticole. Per la frutta estiva, fa sapere Cia, si prevede una riduzione tra il 30% e il 40%, che arriva al 50% per il mais e la soia, produzioni il cui mercato è già ampiamente sotto stress per via della guerra in Ucraina. "C’è bisogno di misure concrete, di interventi seri di manutenzione della rete idrica per un miglior utilizzo delle acque, ma anche di nuove opere di irrigazione, da piccoli invasi distribuiti per accrescere la resistenza dei territori a grandi impianti di desalinizzazione dell’acqua di mare, come in Israele, utilizzando in maniera efficiente ed efficace in primis i fondi del PNRR". Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia: "la drammatica situazione in cui la siccità sta mettendo in ginocchio i produttori agricoli italiani si riflette con un effetto domino sull’industria alimentare che vede ridotta ulteriormente la disponibilità di prodotto agricolo di qualità e sul consumatore finale. Non è possibile continuare a considerare questa un’emergenza non prevedibile per cui aldilà degli interventi di emergenza e di sostegno ora improrogabili, bisogna immediatamente dare attuazione al progetto Coldiretti-Filiera Italia degli invasi da realizzare capillarmente sull’intero territorio nazionale, che permetterebbe di accumulare fino al 50% delle acque piovane". E aggiunge il Consigliere Delegato, "il piano nazionale di accumulo deve essere considerato un intervento strategico di interesse nazionale e per il quale debbono essere previste delle procedure di semplificazione burocratica che evitino i soliti ritardi autorizzativi questa volta incompatibili con questa emergenza nazionale". E conclude il Scordamaglia: “la mancata soluzione in via strutturale del problema siccità metterebbe a rischio anche la crescita eccezionale dell’export agroalimentare italiano evidenziato anche nella recente partecipazione di Filiera Italia al Summer Fancy Food di New York". Ma non ci sono solo raccolti bruciati dalla siccità, perché a soffrire il caldo ci sono anche gli animali delle fattorie. Le mucche infatti, a causa dello stress termico, sono portate a produrre fino al 10% in meno di latte. A preoccupare, è quanto afferma Coldiretti, anche la mancanza di foraggio per l'alimentazione.
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