Dop Economy: focus su Emilia-Romagna e Toscana

Il Rapporto Ismea-Qualivita ci offre i dati delle regioni a maggior valore nella Dop Economy: Emilia-Romagna prima nel cibo, in Toscana valore di 1,4 miliardi.

22 Dic 2023 - 09:50
Dop Economy: focus su Emilia-Romagna e Toscana

La Dop Economy italiana è un comparto in crescita e vale 20,2 miliardi di euro a livello nazionale, grazie al contributo delle filiere agroalimentari e vitivinicole Dop IGP del Paese. Lo conferma il Rapporto Ismea-Qualivita 2023 sulla Dop economy italiana.

Dopo aver pubblicato i dati del rapporto in riferimento alla situazione nazionale (leggi il nostro articolo: La Dop economy italiana vale oltre 20 miliardi! Il XXI Rapporto Ismea-Qualivita), e avere analizzato l'impatto della Dop economy sui territori e le filiere (puoi approfondire qui: Dop economy: l'impatto economico di Dop e IGP su territori e filiere), pubblichiamo oggi un focus dedicato a tra fra le regioni a maggiore "vocazione dop".

In questo articolo parleremo dell'Emilia-Romagna, prima regione nel comparto cibo e seconda in Italia per impatto economico del settore IG, che cresce nel complesso del +5,4%; e approfondiremo i dati della Toscana, quinta regione per valore (+3,2%), con un comparto Dop IGP che pesa per il 28% sul settore agroalimentare regionale.

Leggi anche: Dop Economy: focus su Veneto, Lombardia e Piemonte

In Emilia-Romagna la Dop economy vale 4 miliardi di euro.

L’Emilia-Romagna si conferma seconda regione in Italia per impatto economico del settore IG con un valore pari a 3.969 milioni di euro nel 2022 generato dalle 74 filiere del cibo e del vino Dop IGP che ricadono sul territorio. La Dop economy dell’Emilia-Romagna cresce del +5,4% sul 2021 e ha un peso del 28% sul valore complessivo del settore agroalimentare regionale, grazie al lavoro di 16.661 operatori coordinati da 36 Consorzi di tutela delle filiere del vino e del cibo riconosciuti dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. La prima provincia per impatto economico è Parma (1.674 milioni di euro), seconda Modena (841 milioni di euro) e terza Reggio Emilia (723 milioni di euro); seguono Piacenza (295 milioni di euro), Bologna (171 milioni di euro), Ravenna (132 milioni di euro, Forlì-Cesena (68 milioni di euro), Rimini (41 milioni di euro) e Ferrara (25 milioni di euro). La filiera che apporta il contributo maggiore in termini economici è quella dei formaggi (44%), seguita dai prodotti a base di carne (33%), il vino (11%) e gli aceti balsamici (10%).

Comparto cibo.

Nel comparto cibo l’Emilia-Romagna è 1° in Italia per valore economico generato grazie ad un valore alla produzione di 3.514 milioni di euro nel 2022 (+6,9% rispetto al 2021) generato da 44 filiere certificate e dal lavoro di 5.952 operatori. Le denominazioni che partecipano maggiormente al valore economico in regione sono il Parmigiano Reggiano Dop, il Prosciutto di Parma Dop, l’Aceto Balsamico di Modena IGP, la Mortadella Bologna IGP, il Grana Padano Dop e la Piadina Romagnola IGP.

Comparto vino.

Il comparto vino ha un valore alla produzione di 455 milioni di euro nel 2022 (-5,1% rispetto al 2021) generato da 30 filiere certificate. La regione è 8° in Italia per valore economico generato e il comparto coinvolge 10.709 operatori. Le denominazioni con il maggiore ritorno economico in regione, oltre alle due Indicazioni Geografiche Protette Emilia IGP e Rubicone IGP, sono il Romagna Dop, il Pignoletto Dop, il Gutturnio Dop, il Modena Dop (Lambrusco), il Colli Piacentini Dop, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP e il Reggiano Dop.

Toscana, la Dop economy vale 1,4 miliardi di euro.

La Toscana si conferma quinta regione in Italia per impatto economico del settore IG con un valore pari a 1.403 milioni di euro nel 2022 generato dalle 90 filiere del cibo e del vino Dop IGP che ricadono sul territorio. La Dop economy della Toscana cresce del +3,2% sul 2021 e ha un peso del 28% sul valore complessivo del settore agroalimentare regionale, grazie al lavoro di 18.260 operatori coordinati da 36 Consorzi di tutela delle filiere del vino e del cibo riconosciuti dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. La prima provincia per impatto economico è Siena (666 milioni di euro), seconda Firenze (287 milioni di euro), terza Grosseto (123 milioni di euro); seguono Arezzo (105 milioni di euro), Livorno (79 milioni di euro), Pisa (63 milioni di euro), Pistoia (33 milioni di euro), Prato (24 milioni di euro), Massa-Carrara (16 milioni di euro) e Lucca (7 milioni di euro). La filiera che apporta il contributo maggiore in termini economici è il vino (87%), seguita da prodotti a base di carne (4%), panetteria e pasticceria (3%) e formaggi (3%).

Comparto vino.

Il comparto vino ha un valore alla produzione di 1.224 milioni di euro nel 2022 (+3,5% rispetto al 2021) generato da 58 filiere certificate. La regione è 3° in Italia per valore economico generato e il comparto coinvolge 6.475 operatori. Le denominazioni con il maggiore ritorno economico in regione sono il Chianti Dop, il Chianti Classico Dop, Brunello di Montalcino Dop, seguite da Toscano IGP, Bolgheri Dop, Vino Nobile di Montepulciano Dop e Morellino di Scansano Dop.

Comparto cibo.

Il comparto cibo ha un valore alla produzione di 179 milioni di euro nel 2022 (+1,2% rispetto al 2021) generato da 32 filiere certificate. La regione è 9° in Italia per valore economico generato e il comparto coinvolge 11.785 operatori. Le denominazioni che partecipano maggiormente al valore economico in regione sono il Prosciutto Toscano Dop, i Cantuccini Toscani IGP, il Pecorino Toscano Dop, l’olio Toscano IGP, il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP e la Finocchiona IGP.

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