Felice a Testaccio apre "Felice On the Go": la cacio e pepe da passeggio nel cuore di Roma
La storica trattoria Felice a Testaccio apre "Felice On the Go" in via delle Carrozze: cucina romana tradizionale in formato rapido, vicino a Piazza di Spagna
RISTORANTI - La storica insegna Felice a Testaccio si reinventa e porta la sua cucina nel cuore della città. In via delle Carrozze 12A, a pochi passi da Piazza di Spagna, ha aperto il 2 aprile 2026 il nuovo format Felice On the Go: un progetto che coniuga novant'anni di tradizione gastronomica romana con una formula più rapida e accessibile, pensata tanto per i turisti quanto per i romani di passaggio nel centro storico.
Una nuova sfida nel segno della tradizione
Il lancio arriva in un anno simbolico: quello del novantesimo anniversario della trattoria di Testaccio, da sempre a conduzione familiare. "Felice ha novant'anni di storia e per noi era il momento di affrontare una nuova sfida", racconta Franco Trivelloni, figlio di Felice. "L'idea è stata quella di ringiovanire una realtà storica come la nostra, aprendo in centro con un format più veloce ma mantenendo lo stesso modo di lavorare di sempre. Chi vuole mangiare la nostra cacio e pepe, o anche alcuni dei nostri piatti più rappresentativi, potrà farlo anche in modo più rapido, magari passeggiando per le pittoresche vie del centro storico, senza però perdere il legame con la tradizione di Testaccio."

Il format: cucina romana "on the go", senza rinunciare alla qualità
Il concept è semplice ma distintivo: i piatti più iconici della trattoria vengono serviti in pratici contenitori monouso brandizzati, pensati per essere consumati mentre si passeggia tra via Condotti, la Scalinata di Piazza di Spagna o via del Corso. Per chi preferisce fermarsi, il locale — sviluppato su circa 120 metri quadrati — offre anche una sala interna con 25 coperti, senza servizio al tavolo. Il cliente ordina al bancone e sceglie poi se sedersi o continuare a camminare.
Gli interni: un omaggio alla sede storica di Testaccio
Il progetto degli interni richiama con cura l'atmosfera della trattoria originale. La prima sala ripropone il pavimento e gli arredi ispirati a quelli storici, con le caratteristiche sedute in pelle bordeaux — il colore da sempre associato all'identità visiva di Felice — e un bancone in legno che richiama la boiserie della sede testaccina.

Il menu: dalle paste romane ai supplì, fino ai dessert
La proposta gastronomica di Felice On the Go non si limita alla sola pasta da passeggio, ma si struttura come un vero e proprio menu completo, a immagine e somiglianza della trattoria madre. Protagoniste le paste della tradizione romana: amatriciana (€10), carbonara (€11), gricia (€10) e la celebre cacio e pepe (€13), piatto simbolo di Felice nel mondo. Tra gli sfizi spiccano il supplì alla romana (€3,50), il carciofo alla romana (€7), lo sfizio cacio e pepe — una frittatina di tonnarelli cacio e pepe impanati e fritti — (€3) e le polpettine di bollito fritto (€9). Tra i secondi, polpette al sugo e trippa alla romana (€12 ciascuno), accanto a proposte stagionali a rotazione. Il menu si chiude con due classici romani: il tiramisù nel bicchiere (€7) e la crostata ricotta e visciole (€5).
Come nella sede di Testaccio, anche nel nuovo format le materie prime restano centrali: tra i fornitori storici figurano il guanciale DOL, la carne dell'Antica Macelleria Boattini e il pastificio di Testaccio che rifornisce il ristorante da generazioni. La linea di cucina è supervisionata da Tommaso Antonacci, giovane chef da anni parte della famiglia Felice.
Il locale è aperto dal lunedì alla domenica, dalle 11.30 alle 19.30, con chiusura il mercoledì.

La leggenda della cacio e pepe: una storia nata a Testaccio
Quella di Felice non è solo una storia di buona cucina, ma anche di leggenda gastronomica. La cacio e pepe della trattoria testaccina è considerata tra le migliori al mondo — il New York Times l'ha definita "The world's best Cacio e Pepe" — e la sua fama è legata a una tecnica che, secondo la tradizione, sarebbe nata proprio qui: la mantecatura moderna, quel procedimento che rende il piatto cremoso così come lo conosciamo oggi. La storia racconta che i clienti del quartiere solevano bere il brodo dei capellini lasciando la pasta nel piatto, per poi condirla con cacio e pepe a portata di mano: da quell'incontro casuale tra un filo di brodo e i due ingredienti nacque quella cremina destinata a diventare la firma del piatto.
Novant'anni di storia: da un carretto di vino a Testaccio fino a Milano e Torino
Le radici di Felice affondano nel 1936, quando Guido Trivelloni arrivò a Testaccio dalla sua vigna di Velletri con un carretto di vino. Col tempo prese in gestione parte di un locale di quartiere — lo stesso che ancora oggi ospita il ristorante — trasformandolo in un punto di ritrovo per gli abitanti della zona. Negli anni la cucina si fece sempre più protagonista, fino a diventare una vera e propria osteria. La gestione passò poi al figlio Felice Trivelloni, che lavorò in cucina insieme alla madre dando forma all'identità gastronomica della trattoria. Dal 2004 il locale compì un salto di qualità, evolvendo da trattoria di quartiere a ristorante, senza tuttavia tradire le proprie origini. Felice scomparve nel 2009, lasciando in eredità una squadra e una tradizione ancora vive.
Il percorso di espansione è iniziato nel 2017 con l'apertura di Felice a Milano, seguito nel 2024 da Felice a Torino: un'avventura che ha reso il brand una delle prime insegne a esportare la cucina romana di qualità fuori dalla Capitale. Tra i tanti ospiti illustri che hanno varcato la soglia della trattoria originale: Jeff Bezos, Jean Paul Gaultier, Serena Williams, George Clooney, Roberto Benigni, Jude Law e Dustin Hoffman.






