Grani Futuri 2026, il pane traccia la sua strada nel Gargano

Grani Futuri 2026 lancia la Strada del Pane: un progetto tra cultura, agricoltura, turismo e identità del Gargano

24 Giu 2026 - 16:13
Grani Futuri 2026, il pane traccia la sua strada nel Gargano

EVENTI - L’ottava edizione di Grani Futuri, svoltasi il 20 e 21 giugno tra San Marco in Lamis, Mattinata e la Valle di Vignanotica, ha segnato l’avvio della Strada del Pane, progetto culturale e territoriale dedicato al rapporto tra agricoltura, panificazione, paesaggio, turismo e comunità locali.

La manifestazione ha riunito fornai, agricoltori, chef, studiosi, imprenditori, giornalisti e appassionati, mettendo al centro il pane come elemento di identità, economia e sviluppo dei territori.

Antonio Cera, panificatore e ideatore di Grani Futuri, ha spiegato: «La Strada del Pane parte dalla mente e dal cuore. Va pensata come è stata pensata e va amata perché possa diventare qualcosa di importante e di unico. In questi due giorni abbiamo ospitato persone provenienti da ogni parte d’Italia: la gente del pane, professori universitari, economisti, agronomi, avvocati, giornalisti, chef e fornai. A tutti abbiamo chiesto quale potesse essere il significato della Strada del Pane e cosa può rappresentare per il futuro dei territori. Ognuno ha offerto una prospettiva preziosa e si è appassionato a questa idea. Credo che, dopo quasi un decennio di Grani Futuri, il pane abbia finalmente iniziato a lievitare. Vedremo come proseguirà questa lievitazione e quando sarà pronto per essere infornato».

Cera ha aggiunto: «Siamo in strada perché il pane possa avvicinarsi alla gente. Il pane è condivisione. In strada lo abbiamo degustato attraverso i piatti preparati da artigiani, chef e fornai. Ma il pane è anche cultura e le tavole rotonde di questi giorni hanno dimostrato quanto sia forte il suo legame con la terra e quanto possa diventare uno strumento di sviluppo per il territorio».

Pane, ristorazione e biodiversità

Nel corso delle due giornate, Grani Futuri ha affrontato il ruolo del pane nella ristorazione contemporanea, nella ricerca e nella valorizzazione delle produzioni locali.

Fulvio Marcello Zendrini, docente di food marketing ed esperto di comunicazione, ha dichiarato: «Questo evento rappresenta probabilmente l’unica occasione in Italia per parlare davvero di pane. Qui si affrontano insieme tradizione, ricerca, gastronomia e prospettive future. Il pane oggi va oltre la sua funzione alimentare: è diventato una pietanza, un protagonista della tavola e della ristorazione contemporanea. Sempre più spesso nei grandi ristoranti il pane occupa uno spazio centrale nell’esperienza gastronomica. È un prodotto complesso, che richiede competenza, conoscenza e cultura».

Anche Atenaide Arpone, responsabile del magazine Italian Gourmet, ha richiamato il legame tra pane, prodotti del territorio e biodiversità pugliese: «Il pane è un compagno di viaggio ideale. A “Grani Futuri” lo abbiamo raccontato in tanti modi, anche attraverso l'incontro con la vacca podolica, patrimonio del Gargano e della Puglia. Il viaggio nella conoscenza del pane è anche un viaggio nella scoperta delle persone e dei prodotti che lo arricchiscono. In una regione ricca di biodiversità come la Puglia, questo incontro rappresenta un matrimonio naturale e necessario».

Tra le voci intervenute anche la giornalista Licia Granello e Maria Carmela Ostillio, professoressa della SDA Bocconi School of Management, che hanno richiamato il valore del pane come espressione di cultura, inclusione e legame con i territori.

Valle di Vignanotica e il progetto del Museo del Pane

Uno dei passaggi centrali dell’edizione 2026 è stato il trasferimento nella Valle di Vignanotica, a Mattinata. Case-grotta, forni rupestri, aie e timbri del pane rappresentano un patrimonio storico che il progetto intende valorizzare anche in chiave culturale e turistica.

L’obiettivo condiviso da Antonio Cera, Roberto Gotti e dall’amministrazione comunale di Mattinata è rendere la valle uno dei luoghi simbolo della Strada del Pane e realizzare il futuro Museo del Pane.

Il sindaco di Mattinata Michele Bisceglia e l’assessore all’Industria Turistica Paolo Valente hanno dichiarato: «Il pane lievita lentamente, se vogliamo rimanere autentici e credibili dobbiamo rispettare la storia, l'identità e il territorio. Solo così questa visione potrà diventare una realtà concreta e duratura».

Dagli incontri alla costruzione di una rete territoriale

Durante la manifestazione si sono alternati workshop, degustazioni, tavole rotonde e incontri sulla filiera del pane. A San Marco in Lamis si sono svolti il Pranzo in Famiglia, il workshop “Impasta con Noi – Furnare per un giorno” con Pascal Barbato, Michele Cellamaro e Alessandro Dicataldo, il seminario “Il Pane sulle tracce della Podolica” con Salvatore Curatolo, Michele Sabatino e Giuseppe Bramante, e il percorso gastronomico Pane in Strada.

A Stignano si sono tenuti “Colazione di Pane” con lo chef Libero Ratti, “L’Arte del Piatto di Pane” con lo chef Francesco Apreda e “Quando la Pizza diventa Pane” con Roberta e Graziano Monogrammi, oltre alla presentazione ufficiale della Strada del Pane. La chiusura è stata affidata al pranzo “Ti invito a Maccarune e Carne”, con il pane di Pietro Zito, il ragù di Tiziano, la zuppetta de La Fossa del Grano di San Severo e il gelato di Iginio Ventura.

La visita nella Valle di Vignanotica, guidata da Roberto Gotti, ha concluso il programma tra gli antichi forni rupestri e oltre cento timbri del pane provenienti da diversi Paesi. Con la chiusura di Grani Futuri, la Strada del Pane entra ora in una fase operativa, con l’obiettivo di costruire una rete tra comunità, istituzioni, imprese, ricerca e filiera del pane del Gargano.

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