Lo chef Rocco De Santis approda al Grand Hotel Flora di Roma: due nuovi ristoranti sul rooftop

Dopo nove anni a Firenze e due stelle Michelin, Rocco De Santis sceglie Roma per un nuovo progetto di ristorazione

10 Apr 2026 - 10:41
Lo chef Rocco De Santis approda al Grand Hotel Flora di Roma: due nuovi ristoranti sul rooftop

PROTAGONISTI - Il Grand Hotel Flora di via Veneto a Roma ha annunciato l'ingaggio dello chef Rocco De Santis, classe 1979, originario di Salerno, che porterà la sua cucina stellata nella Capitale dopo una lunga carriera nell'alta ristorazione italiana.
De Santis lascia Firenze, dove aveva conquistato due stelle Michelin — la prima nel novembre 2019 (guida 2020), la seconda nel novembre 2020 (guida 2021) — per guidare il progetto gastronomico legato al restyling del settimo piano dell'hotel.
Sul rooftop del Flora nasceranno due format distinti, entrambi sotto la direzione dello chef. Il primo è una proposta all-day dining a carattere più informale, che abbina piatti della gastronomia nazionale alla mixology d'autore. Il secondo è una sala dedicata interamente alla cucina fine dining di ispirazione mediterranea e ai grandi classici a firma De Santis.

I lavori di ristrutturazione del roof sono affidati allo studio newyorkese Tihany Design, che ha firmato progetti per ristoranti tre stelle Michelin come il Daniel di Daniel Boulud a New York, il Per Se di Thomas Keller — reinterpretazione del French Laundry — e il Dinner by Heston Blumenthal a Londra, oltre al Novikov di Miami e all'Oro Restaurant dell'hotel Cipriani di Venezia.

Francesco Naldi, COO della Salvatore Naldi Group, inquadra l'operazione nel contesto di un progetto più ampio: "Siamo felici di questa rinascita dell'hôtellerie romana di cui ci sentiamo orgogliosamente parte con gli importanti interventi di restyling che stiamo realizzando al Grand Hotel Flora, a partire dal roof, insieme al prestigioso studio di interior di New York Tihany Design. L'arrivo dello Chef De Santis si inserisce in questo importante percorso di rinnovamento che speriamo possa regalare alla città una nuova insegna di riferimento nell'ambito dell'alta ristorazione d'hotel."

De Santis è già operativo a Roma per organizzare i dettagli del progetto e seguire l'avanzamento dei lavori. Il General Manager dell'hotel, Simone D'Alessandro, ha commentato: "L'eccellenza di Rocco De Santis sposa il nuovo corso dell'albergo. Accogliamo uno dei migliori chef italiani, maestro nel fondere estetica, tecnica e sapori mediterranei. La sua guida sarà fondamentale per il posizionamento dell'hotel e per l'attesissimo lancio del nostro nuovo Rooftop. Con una visione già perfettamente allineata, il nostro team è pronto a ridefinire gli standard della ristorazione d'élite nella Capitale."

La scelta di Roma rappresenta per lo chef un cambio di contesto cercato consapevolmente. "Dopo nove anni intensi, ricchi di traguardi e soddisfazioni importanti, ho scelto di rimettermi in gioco. Non per cambiare direzione, ma per evolvermi. Questa nuova avventura nasce dal desiderio di confrontarmi con stimoli diversi e da una visione condivisa: creare un progetto capace di unire identità, ricerca e ospitalità in modo autentico e contemporaneo. Porto con me tutto ciò che ho costruito finora, con la consapevolezza che ogni esperienza è un punto di partenza, mai di arrivo. Un nuovo inizio per crescere ancora, alzare l'asticella e scrivere insieme una pagina nuova", ha dichiarato De Santis.

Francesco Naldi, Rocco de Santis, Simone D'Alessandro

Il percorso formativo dello chef attraversa alcune delle cucine più strutturate d'Europa. Dopo gli anni di scuola alberghiera, De Santis ha mosso i primi passi con stagioni estive, per poi approdare alla Torre del Saracino di Gennaro Esposito, esperienza che lui stesso definisce "folgorante". A seguire una tappa all'Hotel Eden di Roma, primo contatto con la ristorazione alberghiera, e poi le esperienze all'estero: da Georges Blanc a Vonnas, in Francia, dove ha assimilato rigore e precisione, e al Domaine de Châteauvieux in Svizzera — ristorante due stelle Michelin guidato da Philippe Chevrier — dove ha affinato la conoscenza di carni, fondi e salse e appreso, come lui stesso racconta, "la metodica di una cucina e di un'organizzazione che posso definire senza remore come perfetta". Al rientro in Italia, il percorso è proseguito con gli chef Pino Lavarra e Andrea Aprea e con una tappa al Byblos Art Hotel, passaggi che De Santis indica come fondamentali nella costruzione della propria visione di alta cucina.

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