Prezzi, birra e bollicine: i nuovi segnali di consumo secondo Bianca Atzei
A Milano, Bianca Atzei racconta a Nicole Cavazzuti i consumi fuori casa tra qualità percepita, prezzo e criteri con cui oggi si scelgono bar e locali.
NOTIZIE E DINTORNI - Cantautrice milanese, Bianca Atzei (Veronica Atzei all’anagrafe) è attiva discograficamente dal 2012 e ha consolidato la sua notorietà nazionale con le partecipazioni al Festival di Sanremo: nel 2015 con Il solo al mondo e nel 2017 con Ora esisti solo tu.
Nel tempo ha affiancato alla musica una presenza mediatica costante, mantenendo anche sui social un dialogo diretto con il pubblico.
La incontriamo a Milano, alla presentazione del profumo 25.9.71, ispirato alle suggestive Grotte di Frasassi, mentre è impegnata nella promozione del nuovo singolo con i Modà, Ti amo ma non posso dirlo. Da questa conversazione nasce uno spunto concreto anche per il mondo Horeca: preferenze beverage, sensibilità al prezzo percepito e criteri con cui oggi si scelgono bar e locali.
Il bar per te è…?
Per me il bar è sinonimo di sfogo e leggerezza. Mi piace viverlo in modo semplice, soprattutto dopo giornate piene o dopo un impegno. A volte è un luogo dove stare con amici, altre volte è uno spazio in cui fermarmi e respirare un attimo da sola.
Cosa ordini da bere?
Mi piace molto la birra, anche se non ne bevo in grandi quantità. Ultimamente mi sto appassionando anche alle bollicine, dal metodo classico allo champagne e al Trento Doc. In generale non amo le bevute troppo alcoliche e col vino fermo faccio più fatica.
I tuoi spumanti preferiti?
Non sono ancora a quel livello di conoscenza tecnica. Non ho etichette o territori fissi: quando sono con amici mi affido anche a chi sceglie per il tavolo. Per me conta soprattutto che quello che bevo sia piacevole nel momento in cui lo degusto.
Quando ti piace andare in un bar?
Dopo un evento, dopo un concerto, oppure quando voglio stare un po’ con i miei amici in modo informale. Se il posto ha l’atmosfera giusta, è una pausa molto rigenerante.
Cosa guardi in un locale dal punto di vista estetico e dell’accoglienza?
La pulizia è fondamentale: se vedo sporco lo noto subito. Poi guardo l’energia del posto, il modo in cui vieni accolta, la cura generale. Non cerco necessariamente un ambiente perfetto, ma attenzione e rispetto per il cliente.
Il prezzo quanto incide nelle tue scelte?
Incide, eccome. È normale che il prezzo conti, soprattutto per una persona media. Dipende dalla zona e dal tipo di locale, ma deve esserci equilibrio. Se il prezzo è eccessivo rispetto a quello che ricevi, la percezione cambia subito.
Per esempio?
Se pago una birra 15 euro mi pesa, perché deve esserci coerenza tra ciò che paghi e l’esperienza che vivi.
Cocktail: sì o no?
Personalmente no, non sono la mia scelta. Preferisco bere durante la cena piuttosto che fare aperitivo o dopocena.
Come scegli un ristorante?
Mi affido molto al passaparola e alle recensioni. Soprattutto quando sono in città che conosco meno, leggo cosa dicono gli altri clienti.
E tu scrivi recensioni?
No, non mi capita di scriverle. Le considero utili quando devo decidere, ma non ho l’abitudine di pubblicarle.






