Scaffali vuoti e forniture a rischio: cosa sta succedendo nel Sud Italia
La mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro gasolio sta portando alla luce le criticità del sistema logistico, con difficoltà nei rifornimenti alime
NOTIZIE HORECA - La mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro gasolio sta portando alla luce le criticità del sistema logistico, con difficoltà nei rifornimenti in diverse regioni italiane. Scaffali vuoti nei supermercati, consegne rallentate e prodotti alimentari freschi a rischio deterioramento sono le conseguenze più evidenti, soprattutto nel Mezzogiorno, ma gli effetti cominciano a emergere anche in altre aree del Paese. La giornata di oggi, martedì 20 ottobre, potrebbe essere decisiva: a Milano è previsto un incontro tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e i rappresentanti dell'autotrasporto.
HorecaNews seguirà l'esito del confronto, aggiornando i lettori sugli sviluppi della vertenza e sulle conseguenze per la filiera alimentare.
Dal caro gasolio ai blocchi della distribuzione
La mobilitazione ha preso forza nelle prime settimane di ottobre, con proteste iniziate in Puglia e Calabria e successivamente estese ad altre regioni meridionali. Al centro delle rivendicazioni ci sono l'aumento del prezzo del gasolio, la crescita dei costi operativi e le difficoltà economiche delle imprese di autotrasporto, in particolare quelle di dimensioni più piccole.
La protesta coinvolge organizzazioni di categoria e comitati autonomi, con modalità differenti nei diversi territori: dal fermo volontario dei mezzi ai presidi presso caselli autostradali, piattaforme logistiche e accessi portuali.
In Sicilia e Calabria il calendario ufficiale del Ministero dei Trasporti registra un fermo regionale di 120 ore, dalle 00:01 del 16 ottobre fino alle 24:00 del 20 ottobre.
Trasportounito ha chiesto l'applicazione di un adeguamento del 15% delle tariffe di trasporto, denunciando il mancato riconoscimento degli aumenti dei costi, soprattutto nel Mezzogiorno. L'organizzazione sollecita inoltre un meccanismo automatico e vincolante di adeguamento delle tariffe alle variazioni del prezzo del carburante.

Campania: difficoltà nei magazzini e nei collegamenti stradali
In Campania, tra le regioni più colpite, i blocchi hanno interessato i magazzini della grande distribuzione nell'area di Carinaro, nel Casertano, oltre all'autostrada A1, all'A30 e agli accessi al porto di Napoli. Le difficoltà nei rifornimenti hanno provocato carenze soprattutto nei reparti dei prodotti freschi dei supermercati delle province di Napoli, Caserta e Salerno. Confesercenti Campania segnala assortimenti ridotti e il rischio di ulteriori disagi.
Sicilia: rifornimenti ridotti e danni stimati fino a 50 milioni
In Sicilia le difficoltà nei collegamenti portuali e nella distribuzione interna hanno provocato carenze soprattutto di ortofrutta, latticini e carni, con segnalazioni in diverse province. Confcommercio Sicilia stima danni potenziali per 40-50 milioni di euro nei cinque giorni di protesta, considerando mancate vendite, costi logistici e prodotti deperibili a rischio. Il Comitato Trasportatori Siciliani ha precisato che il transito dell'ortofrutta attraverso lo Stretto di Messina rimane libero, subordinando la revoca anticipata del fermo all'accoglimento delle richieste.
Calabria, Puglia e altre regioni: la situazione si allarga
In Calabria i presidi stradali hanno rallentato la distribuzione, con ripercussioni sulle produzioni agricole deperibili. Disagi sono stati segnalati anche nel Foggiano e in Basilicata. Secondo Consumerismo No Profit, tra il 17 e il 18 ottobre sono emersi scaffali vuoti o parzialmente sguarniti in nove punti vendita e mercati di sette regioni, compreso il Lazio. Non risultano tuttavia carenze alimentari generalizzate a livello nazionale.
Prodotti freschi e filiera agricola sotto pressione
Le conseguenze del fermo non si limitano alla disponibilità dei prodotti nei supermercati. Per le imprese agricole il mancato trasporto delle merci può tradursi nella perdita di raccolti e produzioni già pronti per la commercializzazione.
Confagricoltura Campania ha richiamato l'attenzione sul rischio che prodotti ortofrutticoli rimangano nelle aziende senza raggiungere i mercati. Preoccupazioni analoghe arrivano da altre organizzazioni agricole e cooperative, che chiedono di garantire il passaggio delle merci deperibili.
Un eventuale prolungamento dei blocchi potrebbe inoltre incidere sui costi della distribuzione, mentre le associazioni dei consumatori chiedono controlli per prevenire rincari ingiustificati.
L'incontro del 20 ottobre con il Governo
La giornata di oggi, martedì 20 ottobre, rappresenta un passaggio importante per la vertenza. Alla Prefettura di Milano, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini incontrerà in mattinata le associazioni nazionali dell'autotrasporto e nel pomeriggio i rappresentanti dei gruppi autonomi e territoriali.
Tra le misure indicate dal Ministero figurano l'accelerazione della disponibilità di 590 milioni di euro già stanziati per il rinnovo del parco veicolare, la ricerca di ulteriori risorse per il comparto e interventi contro il caro carburante.
Il confronto dovrà chiarire se queste prospettive saranno sufficienti per consentire una ripresa regolare delle attività e scongiurare ulteriori mobilitazioni.

Le possibili conseguenze per ristoranti, bar e attività Horeca
Le difficoltà della distribuzione alimentare potrebbero ripercuotersi anche sul settore Horeca, particolarmente dipendente dalla puntualità dei rifornimenti e dalla disponibilità quotidiana di materie prime fresche.
Per ristoranti, pizzerie, bar, hotel e imprese della ristorazione collettiva, un prolungamento dei blocchi potrebbe comportare ritardi nelle consegne di ortofrutta, carne, pesce, latticini e altri ingredienti, con la necessità di modificare temporaneamente i menu o ricorrere a fornitori alternativi.
Ulteriori conseguenze potrebbero riguardare i costi di approvvigionamento, qualora la ridotta disponibilità di alcune referenze e le difficoltà logistiche determinassero aumenti dei prezzi.
Al momento non sono disponibili dati consolidati sulle mancate consegne alle imprese Horeca. L'evoluzione della situazione dipenderà soprattutto dalla durata delle proteste e dai tempi necessari per ripristinare la regolarità dei collegamenti e della distribuzione alimentare.






