Sgambaro investe sul grano italiano ad alto contenuto proteico

Raccolto di grano duro 2026 abbondante, ma poche partite superano il 15% di proteine. Sgambaro mantiene gli standard qualitativi

23 Lug 2026 - 08:41
Sgambaro investe sul grano italiano ad alto contenuto proteico
Pierantonio Sgambaro

CRONACA PER L'IMPRESA - La campagna del grano 2026 si è chiusa con rese superiori alla media nelle principali aree cerealicole italiane, dal Sud al Centro Italia, e con un prodotto caratterizzato da un elevato peso specifico. L’abbondanza del raccolto non si è però tradotta in una maggiore disponibilità di grano duro ad alto contenuto proteico, oggi particolarmente difficile da reperire.

Le precipitazioni abbondanti e le alte rese produttive hanno infatti ridotto il tenore medio di proteine, che si attesta intorno al 12%. Le partite con valori superiori al 15%, utilizzate dal pastificio Sgambaro per la produzione di pasta di alta qualità, rappresentano invece una quota molto limitata del raccolto.

A delineare il quadro è Pierantonio Sgambaro, presidente dell’omonimo pastificio: "La campagna del grano 2026 si chiude con un raccolto abbondante, ma con una disponibilità molto limitata di grano ad alto contenuto proteico. Per questo il nostro pastificio continua a investire sulla qualità, sostenendo un costo della materia prima superiore di circa il 10% pur di garantire una pasta ottenuta da grani con oltre il 15% di proteine."

Il divario tra grano base e materia prima di qualità

La scarsità di grano con caratteristiche qualitative superiori si riflette direttamente sulle quotazioni. Il grano duro base viene scambiato a circa 270 euro a tonnellata, mentre le partite con maggiore contenuto proteico possono raggiungere i 320 euro a tonnellata.

Il pastificio ha scelto di sostenere questo differenziale, pari a circa il 10%, per continuare a utilizzare materie prime selezionate e mantenere invariati i propri standard produttivi, privilegiando la qualità della filiera italiana anche in una fase di mercato complessa.

"Per noi la qualità non è negoziabile, è un impegno che abbiamo assunto nei confronti dei consumatori e della nostra filiera. – dichiara Pierantonio Sgambaro - Continuiamo a garantire una pasta ottenuta da grani con un elevato contenuto di proteine, anche quando questa materia prima è sempre più rara e più costosa”.

Prezzi bassi e rischi per le prossime semine

Il calo delle quotazioni del grano duro pone anche un problema in vista delle prossime campagne. Prezzi particolarmente bassi possono ridurre la redditività degli agricoltori e scoraggiare le semine della stagione successiva, con possibili conseguenze sulla futura disponibilità di materia prima di qualità.

Secondo Pierantonio Sgambaro, il mercato deve quindi riconoscere il valore del prodotto lungo l’intera filiera, a partire dal lavoro svolto dagli agricoltori.

"Le dinamiche di questa campagna confermano quanto sia importante riconoscere il valore della qualità lungo tutta la filiera. Anche in un mercato che premia poco la materia prima, abbiamo scelto di non abbassare i nostri standard perché crediamo che la fiducia dei consumatori si costruisca con continuità e coerenza. Solo valorizzando il lavoro degli agricoltori e la qualità del grano italiano possiamo garantire competitività e sostenibilità", conclude Pierantonio Sgambaro.

Leggi l'articolo anche su FoodyBev.com

Compila il mio modulo online.