Uno studio rivela l'impatto economico di una cattiva alimentazione

Fondazione Aletheia rivela che modelli alimentari scorretti hanno un impatto anche sul piano economico, con un costo di quasi 300 euro per ogni italiano

15 Lug 2024 - 14:51
Uno studio rivela l'impatto economico di una cattiva alimentazione

Una dieta sbagliata e uno stile di vita scorretto non solo mettono a rischio la salute, ma hanno anche conseguenze economiche significative. Secondo uno studio presentato al Ministero della Salute, queste cattive abitudini possono comportare un costo extra di circa 300 euro a persona e una contrazione del PIL intorno al 3,3%.

Dieta, malattie e costi economici

Lo studio, intitolato “Malattie, cibo e salute”, è stato realizzato dalla Fondazione Aletheia, presieduta da Stefano Lucchini e diretta da Riccardo Fargione, con il coordinamento scientifico del professor Antonio Gasbarrini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Patrocinato dal Ministero della Salute, lo studio evidenzia che l'Italia, pur non essendo in una situazione critica per quanto riguarda l'obesità, ha visto un aumento significativo di persone in sovrappeso e obese negli ultimi venti anni. In particolare, l'incidenza del diabete è cresciuta del 65% nello stesso periodo.

Impatto economico della cattiva alimentazione

Le malattie legate a una cattiva alimentazione e stile di vita comportano un aumento dei costi sanitari e una riduzione annua del PIL europeo del 3,3%. Lo studio quantifica anche il costo economico dell'aumento del sovrappeso, che rappresenta il 9% della spesa sanitaria nazionale, con un costo annuale di 289 euro per ogni italiano.

Il ruolo della dieta mediterranea

Tra le soluzioni per contrastare queste problematiche, lo studio suggerisce la dieta mediterranea, riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Il professor Claudio Franceschi, emerito di immunologia all’Università di Bologna e co-autore della ricerca, afferma che la dieta mediterranea ha effetti favorevoli sulla composizione corporea, lo stato infiammatorio cronico e vari parametri cognitivi.

Riduzione dei cibi ultraprocessati

Una delle abitudini dannose per la salute è il consumo eccessivo di cibi ultraprocessati. Ridurre del 20% le calorie assunte da alimenti ricchi di zucchero, sale e grassi saturi potrebbe prevenire 688.000 malattie croniche in Italia entro il 2050, risparmiando 278 milioni di euro all'anno in spesa sanitaria, pari a circa 7 miliardi di euro nei prossimi 25 anni.

Controllo della qualità alimentare

È fondamentale garantire il controllo di qualità dei prodotti alimentari, sia dal punto di vista nutrizionale che della sicurezza. L'Italia gode di una situazione positiva, i nostri prodotti alimentari sono i più controllati dalle autorità europee. Oltre 11.300 campioni di prodotti italiani analizzati, rispetto ai circa 10.000 francesi e ai quasi 8.700 tedeschi.

Adottare una dieta equilibrata e uno stile di vita sano, porta quindi benefici su più fronti e in un Paese come l'Italia con una ricca e sana cultura gastronomica che parte dalla dieta mediterrane diventa una scelta ancora più semplice

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