Birra nel fuori casa: una ricerca svela trend di consumo e opportunità

La ricerca CIB-Ipsos Doxa per AssoBirra a Beer&Food Attraction 2026 fotografa il ruolo della birra nel fuori casa italiano tra trend e opportunità.

17 Febbraio 2026 - 09:50
Birra nel fuori casa: una ricerca svela trend di consumo e opportunità

INDAGINI E RICERCHE - La birra si conferma leva strategica del fuori casa italiano, con oltre sei gestori su dieci (62%) che ne riconoscono il valore per la convivialità nei propri locali. È quanto emerge dall'ultima edizione del Centro Informazione Birra (CIB) di AssoBirra, realizzata con Ipsos Doxa e presentata a Beer&Food Attraction 2026, che indaga consumi, driver di scelta, sostenibilità e il ruolo della birra alla spina nel canale HoReCa. L'indagine è stata condotta su un campione rappresentativo di gestori per tipologia di locale e area geografica, con un contributo analitico di Luciano Sbraga, Vice Direttore Generale e Direttore Ufficio Studi di FIPE - Federazione Italiana Pubblici Esercizi.

Secondo i dati raccolti, l'importanza attribuita alla birra per la socialità tocca il 66% negli hotel e il 64% nei bar e locali serali, scendendo al 58% nei ristoranti. Sul piano geografico, il Centro Italia guida con il 69%, davanti al Sud e isole (61%) e al Nord (58%). La birra accompagna soprattutto la cena (59%), ma presidia con forza anche aperitivo e pranzo (entrambi al 41%), mentre il dopocena rimane una voce più rilevante negli hotel e nei locali notturni (19%). Cresce intanto la dimensione gastronomica della birra: il 63% dei gestori segnala clienti che abbinano consapevolmente la bevanda al cibo, con punte del 73% nella ristorazione e del 67% nelle regioni del Centro e del Sud.

Sul fronte delle tipologie, la lager/pils mantiene il primato con il 56% delle preferenze, con un picco nei locali serali e pub (69%). Le birre artigianali locali si confermano in crescita, scelte dal 36% del campione e particolarmente apprezzate in hotel (49%). Le birre low e no alcol restano un segmento ancora contenuto (10%), ma mostrano un'incidenza più marcata al Nord (14%). Il gusto si conferma il principale criterio di scelta (52%), seguito da marca e brand (24%) e prezzo (14%). Il consumo complessivo appare stabile: il 75% dei gestori non registra variazioni significative negli ultimi due o tre anni, e la clientela è descritta come prevalentemente conservatrice dal 74% degli operatori. Solo il 9,5% ha introdotto nuove referenze nell'ultimo anno, quasi sempre su iniziativa propria (85%).

"Questa nuova edizione del CIB restituisce l'immagine di un fuori casa che, pur mantenendo abitudini consolidate, mostra segnali chiari di evoluzione nelle scelte e nelle aspettative legate alla birra", commenta Andrea Bagnolini, Direttore Generale di AssoBirra. "Gusto, marca e prezzo restano fattori centrali, ma accanto a questi crescono l'attenzione verso qualità dell'offerta e proposte low e no alcol, a testimonianza di un mercato stabile ma ricettivo. Un contesto in cui la birra continua a svolgere un ruolo chiave nell'esperienza di consumo fuori casa, accompagnando l'evoluzione del canale HoReCa e rafforzando il ruolo della filiera come protagonista di un'esperienza sempre più consapevole e contemporanea".

Sul fronte della sostenibilità, le pratiche più diffuse restano la raccolta differenziata e l'uso di confezioni riciclabili, mentre una quota significativa di esercenti non ha ancora adottato azioni strutturate. I clienti associano la sostenibilità soprattutto alla riduzione degli sprechi e alle produzioni locali, con maggiore sensibilità al packaging nel Sud. In questo contesto, la birra alla spina emerge come leva qualitativa: oltre la metà dei gestori (52%) riconosce il suo contributo nel valorizzare l'esperienza nel locale, e il 44% giudica utile il supporto di produttori e distributori per innovare l'offerta, quota che nei locali serali sale al 56%.

Il quadro si completa con la prospettiva dei pubblici esercizi. "La dimensione sociale e conviviale dei pubblici esercizi è il vero motore del consumo fuori casa e, di conseguenza, anche della birra: è nei locali che il prodotto smette di essere una semplice bevanda e diventa parte di un'esperienza, costruita su servizio, competenze e qualità dell'offerta", dichiara Luciano Sbraga, Vice Direttore Generale e Direttore Ufficio Studi di FIPE - Confcommercio. "Per questo è fondamentale affiancarla a buoni prodotti locali capaci di interpretare i diversi momenti di consumo, evitando che il valore della birra scivoli verso una logica di commodity".

Secondo la lettura FIPE, la creazione di valore nel fuori casa passa dalla capacità di costruire esperienze coerenti con il contesto: integrazione tra ambiente e proposta beverage per i locali serali, assortimenti più strutturati e maggiori competenze per la ristorazione. Innovazione e sostenibilità si confermano leve non solo ambientali, ma anche economiche e strategiche. "Investire nella professionalità dell'imprenditore e del personale, nella qualità del servizio e in una gestione consapevole dell'offerta è la condizione necessaria per rafforzare il modello del fuori casa", conclude Sbraga. "Solo così è possibile costruire un sistema più solido, capace di generare valore duraturo per le imprese, per i consumatori e per l'intera filiera".

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