Caldo e idratazione spingono le bevande funzionali nell’Horeca
Il caldo e la ricerca di benessere spingono acque vitaminizzate, proteiche ed elettrolitiche. Una categoria da osservare nell’Horeca
BUSINESS & MERCATO - In Italia il segmento delle acque funzionali – arricchite di vitamine, elettroliti, proteine – cresce a un CAGR del 7,27% secondo Mordor Intelligence, mentre a livello europeo la stessa categoria corre all'8,28%, superando tutte le altre tipologie di acqua in bottiglia. Non è più un fenomeno di nicchia: secondo i dati Circana ripresi da Gdoweek, in Italia il 15% delle visite nei locali riguarda ormai il solo consumo di bevande, una quota superiore alla media europea. Per il canale Horeca significa che l'idratazione, tradizionalmente una voce marginale della carta bevande, sta diventando una leva di consumo autonoma.
Le aziende stanno rispondendo con lanci concreti, non solo con campagne di comunicazione, e questo, a nostro avviso, è il primo dato che vale la pena sottolineare: non si tratta solo di marketing. San Benedetto ha ampliato la linea Aquavitamin con cinque referenze a funzione specifica – energia, difese immunitarie, relax – e ha introdotto Aquaprotein, acqua con 15 grammi di proteine più zinco e magnesio, pensata per un consumo quotidiano oltre che sportivo.

Il gruppo Ferrarelle, con il marchio Vitasnella, punta invece sulla comunicazione dei benefici detox delle proprie linee arricchite, secondo quanto riportato da Mordor Intelligence nella sua analisi del mercato italiano.

Il fenomeno non è solo italiano, ed è qui che la nostra lettura si fa più interessante: quando un trend si manifesta contemporaneamente su scala globale, con investimenti industriali reali e non solo restyling di packaging, significa che il mercato ha individuato un bisogno effettivo. Nestlé ha introdotto 15 nuovi SKU nella propria linea di acque vitaminizzate, distribuiti in oltre 75 Paesi; Coca-Cola ha lanciato la propria acqua a zero calorie e arricchita di vitamine in oltre 40 Paesi, registrando un +12% nelle vendite in Nord America; Danone ha annunciato un investimento di 40 milioni di euro in un nuovo impianto per acqua funzionale in Spagna. Anche le startup italiane si muovono nella stessa direzione: realtà come Amathé propongono linee funzionali con adattogeni ed estratti botanici, segmentate per momento della giornata e obiettivo specifico, un segnale che l'innovazione non è appannaggio solo dei grandi gruppi.
Detto questo, la nostra indicazione agli operatori è di selezionare con cura. Non tutto ciò che viene comunicato come "funzionale" ha lo stesso peso scientifico: la nutrizionista Giulia Biondi, interpellata da Gambero Rosso, ha ricordato che un organismo ben idratato con un'alimentazione equilibrata regola già autonomamente i propri equilibri minerali, senza necessità di integrazioni esterne per ogni categoria di prodotto. Non è un invito a diffidare del trend, che i dati confermano essere reale e in crescita strutturale, ma a valorizzare i prodotti in base a benefici effettivi e claim verificabili, distinguendosi in un mercato dove, secondo le stime globali, sono stati lanciati oltre 420 nuovi prodotti "funzionali" in un solo anno, con il rischio concreto di formule sempre più simili tra loro.
Per gli operatori Horeca, il dato più utile resta quello di ASSOBIBE, che segnala una polarizzazione dei consumi: crescono i prodotti funzionali e ad alto contenuto energetico, mentre calano le categorie più tradizionali. La carta bevande dell'estate 2026, secondo noi, ha quindi un'opportunità concreta da cogliere: ampliare l'offerta oltre l'acqua naturale e la bibita gassata classica, ma farlo scegliendo pochi prodotti solidi invece di rincorrere ogni novità di scaffale.








