Rete delle Bollicine Siciliane, il progetto di IRVO e AIS per l’enoturismo
IRVO e AIS Sicilia avviano la Rete delle Bollicine Siciliane: 140 aziende, 330 etichette e nuovi itinerari tra vino e territorio
ENTI E CONSORZI - La produzione di spumanti in Sicilia si distribuisce tra aree molto diverse: i versanti vulcanici dell’Etna, le colline dell’entroterra, le zone costiere e le isole. Il progetto di una mappatura regionale nasce dall’esigenza di collegare le produzioni vinicole ai principali elementi del patrimonio culturale e naturale dell’Isola, dai siti archeologici alle città d’arte, dai borghi ai parchi, fino alla gastronomia.
Su questo tema si è concentrato il convegno “Bollicine Siciliane. Dall’eccellenza enologica all’esperienza di un territorio”, svolto lunedì 13 luglio al Madison di Realmonte nell’ambito di Sicilia in Bolle, manifestazione organizzata da AIS Agrigento e Caltanissetta.
L’incontro, promosso dall’Istituto Regionale dell’Olio e del Vino (IRVO) insieme ad AIS Sicilia, ha segnato l’avvio della Rete delle Bollicine Siciliane. Il primo passo sarà la definizione di una dichiarazione d’intenti condivisa da produttori, istituzioni e consorzi. L’obiettivo è utilizzare gli spumanti come punto di partenza per costruire itinerari enoturistici coordinati nei diversi territori dell’Isola.
«Negli ultimi anni le bollicine siciliane – ha detto Giusi Mistretta, commissaria IRVO - hanno dimostrato di possedere una propria identità. Sono il frutto di territori unici, di vitigni autoctoni e internazionali interpretati con competenza, di imprenditori che hanno investito in qualità, innovazione e sostenibilità. Oggi questa realtà merita di essere valorizzata in maniera organica, per affermare un'immagine collettiva forte e riconoscibile».
La rete rientra nelle attività dell’IRVO a sostegno del sistema vitivinicolo regionale e segue le strategie dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea. Il percorso punta a rafforzare la capacità competitiva del comparto, la collaborazione tra i soggetti coinvolti e la riconoscibilità delle produzioni sui mercati italiani ed esteri.
«In questa direzione l’IRVO ha lanciato il “Manifesto” per creare una Rete delle Bollicine Siciliane – ha continuato Mistretta - un progetto collettivo, aperto e partecipato, per costruire un racconto capace di affermare le Bollicine Siciliane come una categoria riconoscibile, credibile e autorevole, finalizzato a costruire un'offerta enoturistica dedicata, coordinata e di alto livello. La competitività passa attraverso la collaborazione, la capacità di fare sistema e di presentarsi con un'identità condivisa, con questo obiettivo ci facciamo promotori di questo laboratorio di cooperazione tra tutti i protagonisti del mondo vitivinicolo (consorzi, associazioni di produttori) ai quali sottoporremo una “Dichiarazione di Intenti”, per portare avanti una visione comune e rafforzare l'identità delle bollicine siciliane».
Secondo i dati dell’Osservatorio IRVO, aggiornati al 2025 e presentati da Francesca Salvia, in Sicilia sono attive 140 aziende produttrici di vini spumanti tra Doc, IGT e varietali. Le etichette presenti sui mercati nazionali e internazionali sono 330.
Il Metodo Charmat rappresenta il 54% della produzione, mentre il Metodo Classico si attesta al 46%. Sul fronte delle denominazioni, il 49,1% degli spumanti rientra nell’IGT Terre Siciliane, il 29,3% nella DOC Sicilia e il 20,4% nella DOC Etna. Gli spumanti bianchi costituiscono l’86% del totale, contro il 14% dei rosati.
La crescita più marcata riguarda la DOC Etna, la cui incidenza è passata dal 9,8% del 2018 al 20,4% del 2025. All’interno della denominazione, la tipologia più prodotta è l’Etna Spumante Bianco.
«Il Manifesto della Rete delle Bollicine Siciliane – ha spiegato il presidente AIS Sicilia Francesco Baldacchino - rappresenta un importante esempio di come il dialogo e la collaborazione possano trasformarsi in una visione condivisa per il futuro del vino siciliano. Il percorso avviato dall'IRVO testimonia la volontà di mettere a sistema competenze, identità e progettualità, con l'obiettivo di valorizzare un patrimonio enologico che è espressione autentica della nostra terra. Come AIS Sicilia crediamo che fare rete significhi creare cultura, rafforzare il legame con il territorio e offrire alle Bollicine Siciliane una voce unica, autorevole e riconoscibile».
Nel complesso, gli spumanti rappresentano circa l’1% dei vini imbottigliati in Sicilia. La quota resta limitata, ma cresce il numero di cantine interessate al settore. Alcune hanno già ottenuto riconoscimenti internazionali, mentre altre stanno entrando in un mercato sostenuto dall’aumento dei consumi di vini leggeri e frizzanti.
La rete dovrà ora individuare e organizzare le produzioni, collegandole ai principali luoghi d’interesse dell’Isola. Tra questi figurano l’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, le riserve dello Zingaro e di Vendicari, Pantalica, la Valle dei Templi, Selinunte, Segesta, Siracusa, la Villa Romana del Casale, i borghi arabo-normanni e le città barocche del Val di Noto.

Dall’Etna alla Sicilia occidentale
Sull’Etna, riconosciuto patrimonio Unesco, la produzione spumantistica è legata ai suoli lavici, alle differenze di quota e alla varietà dei microclimi. Il vitigno più rappresentativo è il Nerello Mascalese, vinificato in bianco o in rosato per la produzione di spumanti DOC Etna con Metodo Classico e un affinamento sui lieviti di almeno 18 mesi. Nell’area sono utilizzati anche Carricante, Chardonnay e Pinot Nero.
Il percorso enoturistico si sviluppa tra i borghi costruiti in pietra lavica, i boschi e le zone segnate dalle colate. Tra le principali tappe rientrano il Parco dell’Etna, la Valle del Bove, Catania, le Gole dell’Alcantara, Taormina, Naxos, Randazzo, Castiglione di Sicilia e i castelli di Aci Castello e Calatabiano.
Nella Sicilia occidentale, tra Trapani, Marsala, Menfi e Agrigento, convivono produzioni con Metodo Charmat e Metodo Classico. La base ampelografica comprende Grillo, Catarratto, Inzolia, Zibibbo, Grecanico, Chardonnay, Chenin blanc e Pinot grigio, insieme a Nero d’Avola e Pinot Nero.
La presenza di vitigni autoctoni e internazionali restituisce il profilo mediterraneo dell’area e accompagna la crescente diffusione di alcune varietà siciliane sui mercati esteri.
Gli itinerari possono comprendere la riserva delle Isole dello Stagnone di Marsala, le saline di Trapani e Paceco, le riserve dello Zingaro e di Torre Salsa, la Scala dei Turchi e la Valle dei Templi, sito Unesco. A questi luoghi si aggiungono Mozia, Segesta, Selinunte, Erice, Sciacca e i borghi del Belìce.
Entroterra, Sud-Est e Pantelleria
Nella parte centrale dell’Isola, tra Caltanissetta, Enna e l’entroterra agrigentino, la produzione si concentra in un paesaggio di vigneti, colline e altopiani. Metodo Classico e Metodo Charmat vengono utilizzati per spumanti ottenuti da Nero d’Avola, Pinot Nero, Grillo, Catarratto, Inzolia e Chardonnay.
Il patrimonio culturale e naturalistico dell’area comprende la Villa Romana del Casale, riconosciuta dall’Unesco, il Lago di Pergusa, i Monti Erei, Morgantina, Sabucina, il Castello di Lombardia, Mussomeli, Mazzarino e Sperlinga.
Nel Sud-Est, tra Ragusa, Siracusa e Noto, il Moscato bianco viene impiegato per spumanti aromatici, mentre il Nero d’Avola è vinificato anche in rosato. In questa zona è in aumento il ricorso al Metodo Classico.
L’offerta enoturistica si intreccia con il paesaggio delle cave calcaree, con l’eredità delle città greche e con il barocco. Tra i siti principali rientrano Siracusa, Ortigia, il Tempio di Apollo, il Duomo costruito sul Tempio di Atena, il Parco archeologico della Neapolis, la Necropoli rupestre di Pantalica e le città tardo-barocche del Val di Noto, tutte inserite nel patrimonio Unesco. Sul versante naturalistico figurano le riserve di Vendicari, Cavagrande del Cassibile e della Foce del fiume Irminio.
Un capitolo distinto riguarda Pantelleria, isola caratterizzata da un ambiente naturale protetto e dalla tradizionale coltivazione della vite ad alberello, riconosciuta come patrimonio culturale immateriale Unesco.
Qui lo Zibibbo in purezza viene utilizzato anche per spumanti prodotti soprattutto con Metodo Charmat. Il paesaggio dei dammusi e dei giardini panteschi accompagna una viticoltura condizionata dal vento, dal sole e dalle caratteristiche ambientali dell’isola.
La Rete delle Bollicine Siciliane dovrà collegare questi areali in un sistema unitario, senza cancellarne le differenze. Il vino diventa così uno strumento per attraversare paesaggi, produzioni agricole, culture locali e beni storici, inserendoli in un’offerta enoturistica regionale coordinata.
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