Materie prime, mercati in movimento: nocciole in calo, rialzi per colza e frumento
Nocciole in calo, colza e frumento in rialzo: i mercati agricoli cambiano tra raccolti abbondanti, rischi climatici e tensioni nell’area del Mar Nero
BUSINESS & MERCATO - Il mercato internazionale delle materie prime agricole attraversa una fase caratterizzata da andamenti divergenti. Mentre le prospettive di un raccolto particolarmente abbondante continuano a spingere verso il basso i prezzi delle nocciole turche, le quotazioni della colza e del frumento tenero risentono delle incertezze climatiche e delle nuove tensioni nell’area del Mar Nero.
Nocciole turche, prezzi in discesa con le attese sul nuovo raccolto
Prosegue il trend ribassista sul mercato delle nocciole in Turchia. Tra maggio e luglio, la quotazione della nocciola turca sgusciata 11/13, consegnata in Europa, ha perso il 15%, tornando sui livelli registrati all’inizio di aprile 2025.
La contrazione risulta ancora più marcata rispetto al picco raggiunto nel settembre 2025: da allora, i prezzi hanno accumulato una diminuzione del 52%.
Secondo le analisi di Areté, a favorire il ribasso sono soprattutto le aspettative legate a un raccolto turco abbondante nel 2026, all’interno di un mercato nel quale la domanda continua a mostrarsi relativamente debole.
Le previsioni di INC Nutfruit indicano per la campagna 2026/27 una produzione turca di circa 810.000 tonnellate, in crescita del 56% rispetto alle 518.000 tonnellate stimate per la campagna 2025/26. Qualora le attese fossero confermate, si tratterebbe del raccolto più elevato dalla campagna 2022/23 e della terza campagna di “carica” più abbondante mai registrata.
Sul fronte dei consumi, il mercato mostra invece segnali di rallentamento. La domanda interna turca è limitata dai prezzi ancora elevati, mentre le esportazioni risentono di una domanda internazionale maggiormente diversificata.
I dati dell’Associazione degli esportatori del Mar Nero mostrano che, dall’inizio della campagna, nel periodo compreso tra settembre 2025 e giugno 2026, i volumi esportati sono diminuiti del 38% su base annua, raggiungendo il livello più basso da oltre quindici campagne.
Colza, quotazioni sostenute dalle incognite climatiche
Nella prima metà di luglio il mercato del seme di colza ha registrato un nuovo rafforzamento. Il contratto quotato sul MATIF ha raggiunto i 541 euro per tonnellata il 15 luglio, come riportano gli esperti di Areté – The Agri-Food Intelligence Company.
Il rialzo si inserisce in uno scenario produttivo europeo che non presenta particolari criticità, ma appare meno favorevole rispetto alla scorsa campagna.
Il MARS Bulletin di giugno ha rivisto solo marginalmente al ribasso la resa dell’Unione europea prevista per il 2026, portandola a 3,18 tonnellate per ettaro rispetto alle 3,19 tonnellate per ettaro stimate a maggio. Il dato rimane in linea con la media degli ultimi cinque anni, ma risulta inferiore del 5% rispetto al 2025.
A sostenere le quotazioni contribuisce anche il ritorno del cosiddetto premio meteo. L’attenzione degli operatori è rivolta soprattutto al Canada, dove piogge particolarmente intense stanno aumentando l’incertezza sulle condizioni della canola.
Un ulteriore impulso arriva dal comparto dell’olio di colza, sostenuto da una domanda industriale e per la produzione di biocarburanti che rimane complessivamente solida nel mercato degli oli vegetali.
Tra i fattori di rischio resta infine la possibile presenza di El Niño, che potrebbe influenzare la produzione australiana di canola, esponendo le coltivazioni a condizioni climatiche più calde e secche.
Frumento tenero, tensioni nel Mar Nero spingono i futures
Le nuove ostilità nell’area del Mar Nero hanno generato forti oscillazioni anche sul mercato del frumento tenero. La recrudescenza del conflitto ha determinato il sostanziale blocco delle esportazioni di cereali dai principali porti ucraini e la chiusura dello stretto di Kerch.
Il passaggio collega il Mar Nero al Mar d’Azov ed è attraversato da circa il 25% delle esportazioni russe di cereali.
Secondo quanto evidenziato da Areté, il protrarsi delle ostilità, dopo gli attacchi della scorsa settimana, ha provocato una forte ondata di volatilità rialzista sui mercati finanziari. Nell’ultima settimana, le quotazioni del frumento tenero sono aumentate del 12% su Euronext e del 10% sul CME.
I rincari hanno iniziato a trasferirsi anche sui mercati fisici, sebbene con un’intensità inferiore. Nello stesso periodo, il milling wheat quotato a Rouen ha registrato un aumento del 5%, mentre il frumento tenero di base quotato a Bologna è cresciuto dell’1,7%.
Nel complesso, i prezzi sui mercati fisici continuano a mantenersi più bassi rispetto ai futures. A contenere i rialzi contribuiscono la pressione legata alla commercializzazione del nuovo raccolto e l’elevato livello delle scorte.








