''Il profumo del bicchiere mezzo pieno''. Angelo Peretti racconta il vino, la vita e un’idea di felicità

Nel suo nuovo libro Angelo Peretti riunisce testi dedicati al vino e alla capacità di riconoscere la felicità negli istanti e nella quotidianità

3 Sett 2026 - 11:26
''Il profumo del bicchiere mezzo pieno''. Angelo Peretti racconta il vino, la vita e un’idea di felicità

LIBRI E GUIDE - «Saremo felici mai?». Angelo Peretti incontra questa domanda ascoltando una canzone e riconosce, negli appunti raccolti nel corso della sua trentennale attività di degustatore e critico enogastronomico, un filo che fino a quel momento non aveva ancora considerato. Quelle note sul vino erano anche, quasi inconsapevolmente, una riflessione sulla felicità. 

Il profumo del bicchiere mezzo pieno, pubblicato da Edizioni Ampelos, nasce da questa scoperta e raccoglie circa cento testi nei quali esperienze, incontri, ricordi e osservazioni quotidiane provano, pagina dopo pagina, a dare una risposta a quella domanda.

Una risposta che non coincide con una formula ottimistica. Il bicchiere mezzo pieno del titolo va osservato nella sua interezza dal momento che anche la parte vuota contiene qualcosa, l’ossigeno necessario al vino per aprirsi e sviluppare i propri profumi. Pieno e vuoto smettono così di rappresentare semplicemente ciò che abbiamo e ciò che ci manca. La felicità che attraversa il libro comprende anche le assenze, le imperfezioni, le pause e sembra trovarsi soprattutto nella capacità di riconoscere valore ai frammenti dell’esperienza.

È il terzo libro pubblicato da Peretti con Ampelos, dopo Esercizi spirituali per bevitori di vino e Manuale di autodifesa per astemi. In questo volume la componente intimista affiora con maggiore evidenza, soprattutto nella scelta di partire da episodi vissuti o osservati e lasciare che siano questi, più che una tesi dichiarata, a generare il pensiero.

Il libro procede alfabeticamente. Sotto le diverse lettere si susseguono capitoli costruiti attorno a una parola, sviluppata attraverso un episodio, un incontro o un’associazione. Possono essere letti autonomamente, ma restano collegati dalla stessa domanda di fondo e dalla presenza costante del vino. Da una situazione quotidiana Peretti passa alla letteratura, alla musica, alla filosofia, per poi tornare al bicchiere, spesso accompagnando il racconto con la descrizione di una o più etichette.

Mario Soldati, Leibniz, Gianni Rodari, John Cage, Wim Wenders e Leonard Cohen sono alcuni dei nomi che entrano nelle pagine senza trasformarle in un esercizio di erudizione. Il riferimento culturale serve a modificare il punto di osservazione, ad allargare una scena apparentemente minima e a riportare il vino dentro una trama più ampia di esperienze e significati.

Peretti conosce bene i linguaggi e i rituali del vino, ma li attraversa nel racconto, come nella vita, senza rigidità. Più spesso ne prende le distanze, come nel caso dell’uso del decanter, e si apre a riflessioni sull’opportunità di guardare senza preconcetti a soluzioni come il tappo a vite, il bag-in-box o il vino del supermercato. A guidarlo è la curiosità, sostenuta da un’apertura al nuovo che le impedisce di esaurirsi. Non è un esercizio di provocazione né un azzeramento delle differenze qualitative il suo. 
Letti insieme, i molti episodi del libro riportano il vino dentro una concezione del piacere che ha qualcosa di epicureo: non la ricerca dell’eccezione, ma la capacità di riconoscere valore nella misura, nella semplicità, nella continuità delle piccole cose. La felicità non coincide allora con il momento straordinario, ma con una qualità del quotidiano.
Peretti applica questa idea anche al vino. Non serve che ogni bottiglia sia rara, costosa o memorabile perché abbia senso. Può essere il vino bevuto con gli amici, quello che accompagna un piatto semplice, quello aperto a fine giornata. In questa prospettiva il vino smette di appartenere soltanto all’eccezione e torna a poter essere parte della regola: una presenza ordinaria, capace proprio per questo di entrare stabilmente nella vita. 

Non a caso nella sua selezione attraversa territori, stili, fasce di prezzo e modalità di consumo con la naturalezza di chi ha assaggiato molto e continua a considerare l’esplorazione essenziale per accrescere la conoscenza e il piacere dell’esperienza, spaziando, senza remora e limitazione geografica alcuna, da Château d’Yquem al Tavernello.

È un passaggio importante anche sul piano culturale. Se il vino viene percepito soprattutto come oggetto complesso, da conoscere, valutare e riservare alle grandi occasioni, diventa più difficile associarlo a quella gioia minuta e ripetibile che costruisce il benessere quotidiano. Peretti, invece, lo riconduce a una dimensione più semplice senza impoverirlo: il vino come una delle cose buone della vita, non necessariamente una delle grandi cose.

E alla domanda da cui tutto comincia non risponde con una teoria né con una promessa. La felicità che attraversa il libro è fatta di istanti: una conversazione, un incontro, un ricordo, un piatto preparato con cura, un vino capace di sorprendere.

Il bicchiere mezzo pieno non è una consolazione, è un modo di guardare ciò che c’è senza pretendere che tutto sia compiuto, perfetto o definitivo. Non è quindi importante sapere se saremo felici una volta per tutte, ma imparare a riconoscere quando la felicità accade, nel presente, momento per momento. 

Il profumo del bicchiere mezzo pieno
Autore: Angelo Peretti
Pagine: 270
Editore: Ampelos - www.edizioniampelos.it

Nota sull’autore
Angelo Peretti (Garda, 1959) si occupa di vino come giornalista e critico da più di trent'anni. Dirige il giornale on line The Internet Gourmet. Ha collaborato con le maggiori guide di settore, redatto piani strategici per consorzi di tutela e scritto manuali sui vini e sugli abbinamenti tra cibo e vino, tra i quali Vini e spumanti e Il Vino. Gli abbinamenti ideali, entrambi per Giunti. Per Edizioni Ampelos ha pubblicato il libro Esercizi spirituali per bevitori di vino (2023) (per il quale è stato insignito del riconoscimento di autore dell'anno dai Wine Travel Awards e del premio Michele D'Innella da Vinibuoni d'Italia e Touring Club Italiano), e il pamphlet Manuale di autodifesa per astemi (2024). 

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