''Tra battaglie e bottiglie'': la nuova Guida ai Locali Storici d’Italia

L’Associazione Nazionale Locali Storici d’Italia presenta la Guida 2026/2027, dedicata a vini, liquori e cocktail legati alla storia del Paese

29 Giu 2026 - 12:11
''Tra battaglie e bottiglie'': la nuova Guida ai Locali Storici d’Italia

LIBRI E GUIDE - La Guida ai Locali Storici d’Italia, giunta alla 46° edizione, è stata presentata a Roma dall’Associazione Nazionale Locali Storici d’Italia. L’edizione 2026/2027, intitolata “Tra battaglie e bottiglie”, è dedicata al rapporto tra vini, liquori, cocktail che hanno fatto la storia d’Italia e dei suoi locali, un racconto ricco di aneddoti e leggende, vicende legate ai luoghi che hanno segnato la vita sociale, politica e culturale del Paese.

La pubblicazione, aggiornata ogni due anni, è distribuita gratuitamente dall’Associazione, salvo le spese di spedizione, e può essere richiesta attraverso mail o sito internet “localistorici.it”. Il formato tascabile richiama le guide del Grand Tour, anche attraverso i disegni fatti a mano che illustrano i locali storici presenti nel volume.

L’incontro di presentazione si è svolto al Ristorante il Vero Alfredo di Piazza Augusto Imperatore, noto per le sue “Fettuccine all’Alfredo”, alla presenza del Presidente dei Locali Storici Enrico Magenes, del Presidente della 7° Commissione Cultura della Camera dei deputati On. Federico Mollicone, del Consigliere del Primo Municipio di Roma Capitale Stefano Tozzi, del Curatore della Guida 2026/2027 Gabriele Conta, della Senior Professor presso la SDA Bocconi School of Management Magda Antonioli e della giornalista RAI Simonetta Guidotti, che ha moderato l’incontro.

A fare gli onori di casa sono state Ines di Lelio e Chiara Cuomo, nipote e pronipote del fondatore Alfredo. Nel corso dell’evento sono intervenuti anche la Principessa Elettra Giovannelli Marconi, il Principe Guglielmo Giovannelli Marconi e il Marchese Giuseppe Ferrajoli. La Principessa Elettra Giovannelli Marconi ha ricordato che Guglielmo Marconi, nel 1933, trasmise per primo al mondo segnali radiotelegrafici e radiotelefonici alla distanza di 150 chilometri dalla terrazza di uno dei locali storici, il Grand Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure.

Il percorso proposto dalla guida attraversa l’Italia e arriva anche all’estero, con il Caffè Reggio di New York e, a Lugano, il Gran Cafè al Porto e l’Hotel Splendide Royal. Il filo conduttore è quello delle bevande che hanno accompagnato cerimonie, conflitti, rivoluzioni culturali e momenti della vita quotidiana, nei locali che nel tempo sono diventati anche luoghi di incontro e scenari di vicende sociali e politiche.

Tra le storie raccolte c’è quella del Royal Victoria Hotel di Pisa, nato poco dopo l’anno Mille come foresteria con locanda tenuta dalla Consorteria dei Vinajoli, l’associazione medioevale di coltivatori di viti e produttori di vino. A Venezia l’Ostaria Antico Dolo è legata al Select, nato nel 1920 dalla sapienza dei Fratelli Pilla, mentre il Caffè Pasticceria Balzola racconta la vicenda di Pasquale Balzola, maestro liquorista della Martini & Rossi che, rientrato in Italia dagli USA durante il proibizionismo, creò l’Amaro dei Saraceni e l’Aperitivo Balzola.

A Milano, il Caffè Camparino in Galleria è associato al Bitter ideato da Gaspare Campari. Al Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna è nato il Signature Cocktail Roberta, tributo allo storico capo barman Pietro Cuccoli, che nel corso della sua lunga carriera servì personaggi illustri come Lady Diana e Sophia Loren.

La guida passa poi dai liquori artigianali prodotti in diversi Locali Storici. Il limoncello del Ristorante Antico Francischiello da Peppino di Massa Lubrense (Napoli) è ancora oggi realizzato dalla signora Pina, madre del titolare. Sul lago di Como, il Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio (Como) serve il “Comoncello”, preparato con gli agrumi raccolti nei giardini del Locale e infusi con un bouquet di erbe aromatiche.

Nello storico Negozio Sperlari di Cremona si trova il “Rosso della Disfida”, vino rosso frizzante legato al duello del 1085 tra il figlio dell’Imperatore Enrico IV e il Gonfaloniere cremonese Giovanni Baldesio. Il Caffè La Crepa di Isola Dovarese (Cremona) è noto per il nocino e per i campionati di Nocino, durante i quali invita la clientela a portare la propria versione fatta in casa. A Chiaramonte Gulfi (Ragusa), il Ristorante Majore propone il Rosolio alla Cannella, liquore di fine pasto dagli antichi aromi speziati. A Palermo, l’Antica Focacceria San Francesco abbina invece il Marsala di casa Florio a una “vastedda maritata” o a un trancio di sfincione.

Il nome del Gran Caffè Gambrinus di Napoli richiama il leggendario re delle Fiandre e inventore della birra. Gambrinus è infatti una figura leggendaria che rappresenta il patrono della birra e a cui viene attribuita l’invenzione di questa bevanda. In Valle d’Aosta, dove la coltura della vite è antichissima, la produzione del vino valdostano in un momento di grande espansione era 16 volte superiore a quello della Borgogna. Fumin, Cornalin e Vien de Nus tra i rossi, Prié Blanc e Muscat Petit Grain di Chambave tra i bianchi sono i vitigni ricordati dalla guida e proposti al Bellevue Hotel & Spa e all’Hotel Miramonti, entrambi di Cogne (Aosta).

Tra il Brenta e il Piave, territorio attraversato da numerose battaglie, il Ponte Vecchio di Bassano del Grappa (Vicenza) resta legato alla Grande Guerra e alla Distilleria Nardini. Nella storica grapperia i militi si fermavano in cerca di conforto e di coraggio prima di proseguire verso il Monte Grappa e la linea del Piave. A Recco (Genova), il Ristorante da Ö Vittorio è stato tra i primi a servire lo storico Amaro Camatti, incoronato nel 2023 nella Top del World Liqueur Awards.

Il Caffè Lavena di Venezia promuove la storia del primo Prosecco veneziano, l’Harmonia Mundi, sopravvissuto nei secoli e realizzato secondo il metodo Charmat. Il Royal Hotel di Sanremo (Imperia) presenta il Moscatello di Taggia, conosciuto anche come “vino dei Papi”, vino dolce e di forte gradazione alcolica che trae le sue origini nel Medioevo.

A San Giorgio Canavese (Torino), il Duca di Genova conferì alla Pasticceria Roletti 1896 il brevetto di “Liquorista e confettiere”, riconoscendo anche il suo Vermouth, la cui ricetta continua ad essere quella originale di Giuseppe Roletti. L’Albergo Ristorante San Giors (già Ponte Dora) di Torino serve liquori antichi preparati secondo ricette originali e richiama la tradizione del “bicchiere della staffa”, l’ultimo sorso prima di partire, quando il cavallo è già sellato e il piede poggia sulla staffa.

Chiude il viaggio il Palace Grand Hotel di Varese, nel parco del Colle Campigli, dove Miles Davis adorava il suo Cocktail Martini con la rigorosa oliva in guarnizione servito al bancone che profuma di Belle Époque.

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